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Vallelata: la mozzarella è blu! Le segnalazioni di tre lettori e la risposta dell’azienda

mozzarella bluL’estate sembra essere la stagione in cui si registrano più casi di “mozzarella blu”. Pubblichiamo di seguito le segnalazioni di tre lettori e la risposta del Gruppo Lactalis, proprietaria del marchio Vallelata.

– Ho riscontrato due casi a distanza di una settimana di mozzarella blu. Stessa marca Vallelata e stesso supermercato. Al primo caso ho scritto alla Galbani e mi hanno rassicurato dicendo che non sono nocive (L210174), al secondo ho notificato alla ASL (l’apertura della confezione è avvenuta il giorno prima e sono state messe in un altro contenitore come da loro indicato). Comunque in conclusione mia figlia, che ha 12 anni, è rimasta nauseata e non vuole mangiare più mozzarelle! Patrizia 

– Vorrei segnalare l’acquisto di una confezione di mozzarelle Vallelata comprate un paio di giorni fa in un punto vendita Coal di Chieti e con scadenza al 03/07/21 Lotto, L210167. Aprendo la confezione abbiamo riscontrato che le mozzarelle sono diventate blu, compreso il liquido che ha cambiato colore. È già capitato anche un’altra volta e riportandole al punto vendita, ci hanno detto che erano una partita andata a male. Enry

– Buongiorno, abbiamo acquistato una settimana fa presso il supermercato Oasi di Montesilvano una confezione di mozzarelle Vallelata, oggi mia figlia aprendo la confezione ha trovato la sorpresa che vi allego in foto. Come è possibile notare la scadenza è al 20.7.2021.Cordiali saluti. MP

Alcune immagini che hanno inviato in redazione i lettori

Di seguito la risposta del Gruppo Lactalis.

Ci scusiamo per il disagio arrecato ai consumatori e vogliamo rassicurare sul fatto che quanto accaduto, seppure chiaramente spiacevole, non comporta alcun rischio per la salute.

La colorazione segnalata è certamente legata allo sviluppo anomalo di Pseudomonas fluorescens, un microrganismo ubiquitario non patogeno per l’uomo, largamente diffuso nel suolo, e che può essere addirittura presente nell’acqua potabile. Questo batterio è un potenziale fattore di alterazione di numerosi alimenti e, come evidenziato dalle foto, produce questa colorazione se lasciato a contatto con l’aria.

Il contatto con l’aria ne è infatti il fattore scatenante e la corretta conservazione dei prodotti che non vengono consumati subito dopo l’apertura (si tratta infatti di una vaschetta unica con 4 mozzarelle immerse in liquido di governo) è un elemento molto importante per preservarne le caratteristiche, tanto da essere ben evidenziato sulla confezione della vaschetta.

Nello specifico di quanto accaduto, avremmo piacere di rispondere direttamente ai consumatori per rassicurarli sull’attivazione e il rinforzo di tutte le azioni tecniche preventive e correttive, nonché le procedure di controllo da parte del nostro stabilimento di produzione e poter contabilizzare al meglio il reclamo e compensare il consumatore per quanto accaduto, come da prassi del nostro Servizio Consumatori.

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Roberto La Pira

  Redazione Il Fatto Alimentare

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10 Commenti

  1. Avatar

    Buonasera anche io la settimana scorsa ho aperto una confezione di mozzarella Vallelata e ho trovato la sorpresa era blu …ho fatto le foto e anche la confezione

  2. Avatar

    E grave che l ‘azienda Galbani come risposta fornita al consumatore che ha trovato una mozzarella blu si sia limitata non solo a non fornire nessun chiarimento in merito, ma con molta semplicità a dichiarare che non è nociva per la salute. … !! Come se tutto ciò fosse incluso come pacchetto nella confezione della normalità … Non è normale ! Segnalate a chi di competenza..

  3. Avatar

    Lactalis=Multinazionale agroalimentare francese.

  4. Avatar

    Oggi anche io ho trovato la sorpresa delle mozzarelle blu Vallelata, ho contattato Eurospin di petritoli e oltre al fatto che non hanno saputo dirmi nulla perché non c’era il responsabile mi hanno ridato i soldi e stop. Dal mio punto di vista è molto grave anche perché mi hanno detto di non aver ricevuto nessuna segnalazione dall’azienda.

  5. Avatar

    Non comprate più le mozzarelle di queste aziende!Comprate le mozzarelle pugliesi. Spendere 1 euro in più é niente di fronte alla salute e anche se dicono che non fa male la cosa non ci deve rassicurare affatto perché se si forma questo coso vuol dire che determinate condizioni igieniche non sono state osservate compresa la catena del freddo!

  6. Avatar

    Tutti commenti inutili e senza senso
    è la solita contaminazione che ogni tanto purtroppo può capitare di cui ci sono fiumi di letteratura e sentenze.
    Il problema è che questo microrganismo da la colorazione e altri no.
    E’ evidente che è un problema che si deve il più possibile evitare, ma da qui allo screditare le aziende mi sembra eccessivo soprattutto se non si è degli esperti che conoscono le questioni

  7. Avatar
    Elisabetta Luzzietti

    Anch’io ho trovato nella vaschetta da 4 mozzarelle, con scadenza 17 agosto, una mozzarella di colore blu mentre le altre erano bianche. L’ho comprata in un supermercato del gruppo Gros ed era in offerta. Anche se non è nociva, vorrei vedere se i responsabili della fabbrica che l’ha prodotta, riuscirebbero a mangiarla.

  8. Avatar

    Alcuni chiarimenti: il punto vendita, come operatore del settore alimentare (OSA), ha l’obbligo di aprire una non conformità e di segnalare il problema all’autorità competente (ASL competente per territorio), anche se spesso il personale non è correttamente formato in merito, o viene fatto il meno possibile per non complicarsi la vita. L’accertamento della non pericolosità per il consumatore non è scontato, se non vengono eseguite verifiche analitiche potrebbero esserci anche altri problemi non evidenti. Inoltre, la risposta dell’azienda addebita lo sviluppo evidente dello Pseudomonas all’apertura delle confezioni e al contatto con l’aria a casa dei consumatori, mentre alcuni consumatori riferiscono di avere trovato le mozzarelle blu già alla prima apertura della confezione. Come correttamente riferito dall’azienda, il problema spesso deriva dall’acqua potabile di rete pubblica utilizzata in stabilimento, che d’altra parte non può essere trattata più di tanto, visto l’impiego alimentare. In ogni caso, visti i diversi casi e le risposte carenti da parte dei punti vendita, che non assicurano sulla effettiva segnalazione e gestione del problema, qualsiasi consumatore può contattare il servizio igiene alimenti della ASL del suo territorio, fornendo i dati del prodotto, lotto e punto vendita, e sarà la ASL ad attivarsi per il controllo della filiera, che dovrebbe portare a verifiche dei lotti presenti nei punti vendita, comprese le modalità di conservazione, e ad un’ispezione in stabilimento, con eventuale individuazione di azioni correttive per evitare il ripetersi del problema. Sottolineo che si tratta di attività di routine, che non devono essere intese come punitive nei confronti dell’azienda, ma naturalmente a nessuno fa piacere trovarsi una mozzarella blu nel frigorifero.