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Micotossine e cambiamenti climatici: un video di Efsa esamina il legame tra contaminanti e clima

I cambiamenti climatici, ormai è noto, avranno un forte impatto sulla produzione di cibo su scala globale. Il clima sempre più caldo e umido degli ultimi anni è la condizione ideale per la crescita delle muffe, che espongono gli alimenti a una maggiore contaminazione da micotossine. Ad esaminare lo stretto legame tra mutamento del clima e micotossine, ci pensa un video dell’Efsa, in collaborazione con la Fao e l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza.

Tra le micotossine, spicca il caso dell’aflatossina, cancerogena, genotossica e dannosa per il sistema immunitario, che è diventata un grosso problema per i paesi del Sud Europa, come l’Italia, dove estati sempre più calde e umide ne favoriscono l’accumulo nel mais.

Secondo un modello predittivo frutto di una ricerca finanziata dall’Efsa, se la temperatura globale salirà di 2°C, la contaminazione comincerà a diventare un problema anche per i paesi del Nord e Centro Europa, mentre le concentrazioni di micotossine negli alimenti coltivati nei paesi dell’Europa meridionale rischieranno di superare i limiti di sicurezza molto spesso.

Il video è in lingua inglese con sottotitoli in italiano (clicca sul tasto “sottotitoli” per attivarli e poi in “impostazioni” scegliere la lingua italiana).

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  Redazione Il Fatto Alimentare

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