La dieta dei pasti pronti a casa conta 50 mila clienti, ma non fornisce dati sulla perdita di peso, sugli abbandoni e sul mantenimento. E i testimonial francesi diventano italiani

Quest’estate molte reti TV hanno proposto in modo massiccio gli spot di Mi Piace Così. Il programma dimagrante, arrivato in Italia nel 2020 dalla Francia dove si chiama Comme J’Aime, ha investito molto sulla pubblicità e negli anni ha utilizzato come testimonial volti conosciuti come: Katia Ricciarelli, Alfonso Signorini, Iva Zanicchi e, più recentemente, la presentatrice Mariolina Cannuli.

Quanto costa Mi Piace Così

Il messaggio è semplice e accattivante: niente spesa, niente cucina e niente calorie da calcolare. A casa arriva un pacco con colazione, pranzo, spuntino e cena già porzionati, affiancati dall’assistenza di un dietista o nutrizionista. Il prezzo ripetuto negli spot è “a partire da 3,92 euro a pasto”. Considerando quattro pasti al giorno per 28 giorni si arriva a circa 439 euro ogni quattro settimane. Il sito precisa che bisogna aggiungere frutta fresca e latticini, che non sono compresi nella confezione. Anche le verdure possono essere utilizzate per completare alcuni pasti e vanno quindi acquistate separatamente.

Mi Piace Così spot 2026 Mariolin Cannuli
La presentatrice Mariolina Cannuli è l’ultima testimonial italiana di Mi Piace Così

La cifra di 3,92 euro, però, è quella per chi sceglie il programma di dieci mesi. Per un solo mese il costo del programma Equilibrio sale a 609 euro, mentre per due mesi è 589. Questo particolare è importate perché, secondo quanto dichiarato dalla stessa azienda, la durata media dell’adesione è di due-tre mesi. quindi la stragrande maggioranza dei clienti spende tra 589 € e 609 € al mese (ossia circa 5,25-5,43 € a pasto), e non i 3,92 sponsorizzati in TV.

Testimonial francesi “italianizzati”

La comunicazione continua a puntare soprattutto sui chili persi e sulle fotografie del “prima e dopo”. C’è però un particolare che difficilmente può cogliere chi guarda gli spot o consulta il sito. Numerosi testimonial presentati con nomi italiani sono gli stessi clienti già utilizzati in Francia dal sito della casa madre Comme J’Aime. Angéline diventa Angelina mantenendo i suoi -24 kg in nove mesi, Angélique diventa Angelica (-7 kg in un mese e mezzo), Corinne diventa Corinna (-10 kg in cinque mesi), Sandrine diventa Sandra (-21 kg in 12 mesi), Clément diventa Clemente (-24 kg in sette mesi), Laurent diventa Lorenzo (-15 kg in quattro mesi), Erika diventa Erica (-15 kg in tre mesi) e Louise diventa Luisa, sempre con -44 kg in nove mesi.

L’azienda non lo nega. Alla nostra domanda specifica la società ha risposto che i nomi sono adattati per la localizzazione dei contenuti. Resta da chiedersi perché non viene detto che si tratta di clienti francesi. Secondo l’azienda, indicare la nazionalità non sarebbe clinicamente rilevante. Chi guarda uno spot o consulta il sito italiano può però ragionevolmente pensare che le persone presentate siano clienti del nostro Paese.

Mi Piace Così testimonial
I testimonial presentati sul sito sono clienti francesi dai nomi italianizzati

Le nostre domande a Mi Piace Così

Il Fatto Alimentare aveva già scritto di Mi Piace Così nel febbraio 2025, e in redazione avevamo provato per una settimana i piatti e allora ci eravamo chiesti i risultati del programma. A distanza di un anno e mezzo, dopo 50 mila persone che hanno seguito il programma, ci siamo domandati quali sono i risultati? Quanti chili si perdono realmente in media? Quante persone interrompono il programma dopo poche settimane o pochi mesi? Quanti mantengono il peso raggiunto a distanza di uno o due anni?
Abbiamo posto queste domande all’azienda, ma le risposte sono state poco precise.

La pubblicità continua a indicare fra i “risultati provati” una perdita media superiore a 6 kg in un mese e a 12 kg in quattro mesi. La fonte è uno studio ILIGO del dicembre 2020 effettuato sui dati di 27.782 clienti. Mi Piace Così spiega che in quel campione non ci sono clienti italiani e che il gruppo  era composto da francesi di Comme J’Aime e lo studio risale a prima dell’introduzione del programma nel nostro Paese. Questo naturalmente non vuol dire che una dieta ipocalorica con porzioni prestabilite non faccia perdere peso anche agli italiani. Significa che, dopo cinque anni di attività e oltre 50 mila clienti italiani, il dato numerico per pubblicizzare l’entità media del dimagrimento continua a essere quello ricavato dalla clientela francese.

Due studi italiani, ma mancano ancora i numeri

L’azienda precisa di avere realizzato nel biennio 2025-2026 due studi con il Dipartimento di Biologia Applicata alle Scienze della Nutrizione dell’Università degli Studi di Milano, i cui dati completi sono in fase di pubblicazione su riviste scientifiche. Il primo studio, denominato S1, riguarda la perdita di peso delle persone che seguono attivamente il programma. Secondo Mi Piace Così, la riduzione del BMI è risultata statisticamente significativa e si sarebbe osservata anche una tendenza positiva di alcuni parametri ematici. Il secondo studio, S2, affronta la questione forse più importante: il mantenimento del peso dopo la dieta. Secondo l’azienda, i partecipanti hanno conservato quasi interamente il peso perso anche al follow-up effettuato mediamente 15 mesi dopo la conclusione del programma.

Mi piace così 2026
La comunicazione di Mi Piace Così, basta sui confronti “prima e dopo” spesso si concentra sui casi record

Sono risultati interessanti, ma c’è un problema. Non sappiamo quante e quali persone sono state coinvolte e non vengono forniti i dati completi sulla perdita di peso. Alla nostra domanda sulla perdita media di peso, includendo anche chi interrompe anticipatamente il percorso, non è stato fornito un numero.

La durata media è solo 2-3 mesi

C’è un dato particolarmente interessante. Abbiamo chiesto quanti clienti continuino il programma dopo uno, quattro, sei e dodici mesi. Anche in questo caso non abbiamo ricevuto percentuali. L’azienda ha precisato che la durata media dell’adesione è compresa tra due e tre mesi.

I casi record: 44, 50 e 57 chili

Sovente gli spot mostrano le storie di maggiore successo. Sul sito si trovano persone che dichiarano di avere perso 44 kg in nove mesi, 50 kg in dieci mesi o addirittura 57 kg in undici mesi. Abbiamo chiesto quanti clienti italiani abbiano perso più di 10, 20, 40 o 50 kg e quanti abbiano ottenuto risultati paragonabili a quelli utilizzati nella comunicazione pubblicitaria. Anche qui manca una risposta numerica.

Mi piace così 2026
Mi Piace Così è un programma dietetico basato sull’invio di pasti pronti a domicilio

Dopo il nostro articolo del febbraio 2025, l’azienda ha chiesto il diritto di replica perché non condivideva l’affermazione secondo cui il sistema dei pasti pronti non educava a mangiare in modo autonomo. Secondo l’azienda, al contrario, l’educazione alimentare rappresenta una parte fondamentale del metodo: riduzione delle porzioni e del sale, nuovi abbinamenti, colloqui con i nutrizionisti e una fase finale di stabilizzazione in cui si alternano pasti pronti e pasti preparati dal cliente. Mi Piace Così aveva inoltre precisato che i clienti vengono accompagnati per tre anni dalla conclusione del programma, monitorando un’eventuale ripresa del peso. A distanza di un anno abbiamo chiesto la percentuale di persone che mantiene il peso raggiunto con la dieta dopo uno e due anni, senza però ricevere risposte precise.

Dopo 50 mila clienti servono i numeri

Mi Piace Così propone una formula comoda: le porzioni sono stabilite, i piatti arrivano a casa e non bisogna decidere ogni giorno cosa preparare. Per molte persone questa organizzazione può essere un aiuto concreto per rispettare una dieta ipocalorica. Dopo oltre 50 mila clienti italiani, cinque anni di attività e campagne pubblicitarie che mostrano persone dimagrite di 15, 20, 40 o 50 chili, sarebbe logico disporre di numeri altrettanto precisi sull’insieme della clientela italiana.

A fronte di oltre 50 mila clienti raggiunti nei suoi primi cinque anni di attività in Italia (e di oltre 500.000 in Europa) e di un fatturato d’esercizio che nel 2025 ha sfiorato i 29 milioni di euro ci si aspetterebbe una base dati numerica altrettanto solida e trasparente sui risultati reali della clientela nel nostro Paese. Per ora queste risposte non ci sono.

© Riproduzione riservata Foto: Mi Piace Così

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Fausto Maspero
Fausto Maspero
14 Settembre 2026 20:06

Prima dimagrisci, poi ti riprendi tutti i chili persi con gli interessi.

Azul98
Reply to  Fausto Maspero
15 Settembre 2026 17:14

Esattamente

Antonella
Antonella
14 Settembre 2026 20:33

Salve, la Cannuli dice di aver perso , se ricordo bene, 12 kg e dopo dice tre taglie…Capisco che dipende dalla conformazione fisica. Ma non è eccessivo il numero di taglie per dodici kg? Solo a me sembra poco credibile? Comunque non credo a nessuno dei divi testimonial, pagati per dire la qualunque. Buonasera.

Giuseppe Urso
Giuseppe Urso
15 Settembre 2026 09:14

Buongiorno.
50.000 o lo spot dice 500.000?
Vista la preparazione di tanti pasti è divenuto il ristorante più grande d’Italia, ha le capacità e la sicurezza?
Cordiali saluti

Valeria Nardi
Reply to  Giuseppe Urso
15 Settembre 2026 09:40

50 mila sono i clienti raggiunti nei suoi primi cinque anni di attività in Italia mentre sono oltre 500.000 in Europa.

Giorgio Massa
Giorgio Massa
15 Settembre 2026 11:22

Come medico,non voglio nemmeno entrare nel merito tecnico di questa iniziativa, che è l’evoluzione negativa dei pasti (pizze) consegnati a casa (tipo Glovo ecc.). Le terapie dimagranti sono atto medico, richiedendo visita e prescrizioni, mentre in questo modo la salute umana viene affidata ad una deregulation scientifica, con la negazione delle istanze individuali della nutrizione. Un dimagrimento sbagliato diventa malattia a sua volta. Sul piano culturale, poi, rompe il legame diretto fra procacciarsi il cibo e la sopravvivenza, annullando l’elemento ancestrale della voglia di vivere, contribuendo alla trasformazione dell’essere umano in soggetto passivo robottizzato.

Gio
Gio
Reply to  Giorgio Massa
15 Settembre 2026 13:53

“Le terapie dimagranti sono atto medico, richiedendo visita e prescrizioni” Scrivendo questa frase ha descritto tutto quello che già sapevamo. Questa frase la dice tutta.

Giorgio Massa
Giorgio Massa
Reply to  Gio
15 Settembre 2026 22:51

La medicina moderna ha individuato la necessità di una medicina di precisione: questa però soffre di una profonda asimmetria tra la univocità della causa e la precisione diagnostica e la complessità della terapia. La terapia si scontra con una variabilità enorme legata alla fisiologia e alla individualità del paziente: basti pensare alla composizione del microbiota intestinale, delle copatologie, dell’età, del genere, del lavoro, alle varietà valoriali ecc.: tutto ciò rende la precisione un vero bersaglio mobile e l’obiettivo da condividere col paziente, una stipula. Inoltre l’affidare una terapia dimagrante alla sola dieta è un errore tanto grossolano quanto grave: il 50% del successo di una terapia dimagrante dipende dall’attività fisica che non si somma semplicemente alla dieta ma si associa in una integrazione reciproca, quasi algoritmica, tra densità ebergetica e il suo consumo. L’iniziativa commerciale in questione esprime una dieta standardizzata senza essere sartoriale, cioè su misura dell’individuo, con pretese di avere efficacia medica senza essere azione sanitaria.

giova
giova
Reply to  Giorgio Massa
15 Settembre 2026 15:26

Sì, e sul piano psicologico delega a un’azienda la propria salute, riducendosi a dipendere da un ente terzo. Perde così in autonomia e indipendenza, si deresponsabilizza e l’autostima viene intaccata fin da subito, figuriamoci con il mancato raggiungimento dell’obiettivo.
Dice bene il direttore La Pira: non c’è alcuna educazione alimentare. Questa nasce e si sviluppa in una relazione, che di fronte a obesità non che essere di tipo terapeutico!

Giorgio Massa
Giorgio Massa
Reply to  giova
15 Settembre 2026 22:52

La medicina moderna ha individuato la necessità di una medicina di precisione: questa però soffre di una profonda asimmetria tra la univocità della causa e la precisione diagnostica e la complessità della terapia. La terapia si scontra con una variabilità enorme legata alla fisiologia e alla individualità del paziente: basti pensare alla composizione del microbiota intestinale, delle copatologie, dell’età, del genere, del lavoro, alle varietà valoriali ecc.: tutto ciò rende la precisione un vero bersaglio mobile e l’obiettivo da condividere col paziente, una stipula. Inoltre l’affidare una terapia dimagrante alla sola dieta è un errore tanto grossolano quanto grave: il 50% del successo di una terapia dimagrante dipende dall’attività fisica che non si somma semplicemente alla dieta ma si associa in una integrazione reciproca, quasi algoritmica, tra densità ebergetica e il suo consumo. L’iniziativa commerciale in questione esprime una dieta standardizzata senza essere sartoriale, cioè su misura dell’individuo, con pretese di avere efficacia medica senza essere azione sanitaria.

Stefano
Stefano
Reply to  Giorgio Massa
16 Settembre 2026 08:00

Non difendo affatto questa azienda , nè tantomeno sono favorevole ai cibi pronti consegnati a domicilio.
Vorrei fare notare che tra i due c’è una grossa differenza e non sono affatto paragonabili.
“Mi piace così ” è un business totalmente diverso, al di lá dell’ aspetto dietetico che non voglio trattare, qui siamo di fronte ad un altro fenomeno piuttosto recente e a mio avviso da studiare e comprendere meglio: pasti che hanno solo bisogno di essere ” finiti” a casa, già porzionati e pronti. Sono diverse le ditte che li propongono hanno un loro mercato e hanno un target di consumatori che ad esempio non hanno dimistichezza con la cucina. Insomma è un po’ più complesso che un semplice pasto deliverato.

Giorgio Massa
Giorgio Massa
Reply to  Stefano
16 Settembre 2026 10:52

Infatti nel mio commento ho scritto che è una evoluzione negativa della domiciliazione dei pasti: l’utilità di quest’ultima rimane comunque, secondo me, legata alla estemporaneità e non alla consuetudine, per mille ovvie ragioni che penso sia pleonastico elencare.

luigiR
luigiR
Reply to  Giorgio Massa
16 Settembre 2026 15:32

bisognerebbe, a mio modesto avviso, educare all’alimentazione anche molti medici che non hanno molta familiarità con l’argomento e che, in genere, si limitano a sillabare di fronte a domande specifiche di pazienti…

sandra
sandra
15 Settembre 2026 13:58

Al di là dei testimonial famosi o di quelli non famosi e stranieri, quello che a me fà dubitare è questo fatto: una persona che sceglie una dieta simile, con porzioni già predisposte, è una persona che non riesce a resistere ad aprire la dispensa e il frigorifero e a “piluccare” quello che c’è, fino a consumare l’intera confezione. Ora, se una persona così riceve tutti insieme i pasti e le “merende” di un mese, come riuscirà mai a resistere a non consumarli in modo incontrollato? Ho amici che per ragioni mediche devono seguire delle diete e si trovano in difficoltà perchè hanno sempre a disposizione i cibi “proibiti” consumati normalmente dagli altri membri della famiglia…..
E comunque, le fotografie del “prima” e “dopo” hanno sempre un chè di artificioso: non sono mai bene a fuoco e mai nelle stesse posizioni…e il dubbio nasce spontaneo.

piernostro
piernostro
15 Settembre 2026 14:40

mi ero accorto anch’io che mancavano degli ingredienti extra spesa tipo frutta fresca e verdura che chiaramente incidono sul costo del pasto.

Carla Zanardi
Carla Zanardi
15 Settembre 2026 16:59

Se è vero che è solo questione di calorie, dovrebbe bastare la volontà per calcolarle nelle ricette da cucinare a casa, magari in abbondanza e congelare per più giorni. Quindi anche di tempo per cucinare ma pure di psicologo che ti aiuti a conquistare la volontà.

giova
giova
Reply to  Carla Zanardi
17 Settembre 2026 10:56

Non basta lo psicologo da solo, nei casi di obesità, o di sovrappeso a rischio di obesità, è necessario un lavoro sinergico con altre figure sanitarie o specialistiche. Un lavoro di rete per affrontare i diversi aspetti della problematica.

Paolo Pompei
Paolo Pompei
15 Settembre 2026 20:13

Direi che è un metodo di fare pecunia. Fare una dieta dimagrante è una scelta molto ardita senza prescrizioni precise con verifiche effettuate da un serio dietologo.

giova
giova
Reply to  Paolo Pompei
17 Settembre 2026 11:05

È triste illudere così le persone …
Anche se vi sono testimonianze positive; probabilmente di persone con aspetti psicologici non prevalenti rispetto al cibo. Forse era solo disordine comportamentale non sostenuto da atteggiamenti o rappresentazioni del cibo definiti. O forse, reattività a un evento della vita che una volta elaborato ha permesso di trovare la volontà di affrontare il problema con una motivazione sufficiente a raggiungere un obiettivo di riduzione.

claudio
claudio
15 Settembre 2026 23:40

Ma la Nutrizione è una cosa seria che va fatta rispettando basi scientifiche rigorose. Non a caso esistono corsi di laurea magistrale dedicati a questa scienza riservata a Medici, Farmacisti, Biologi e possessori di un titolo di studio in discipline correlate. Affidarsi ad una specie di Glovo che segue a distanza mi pare una iniziativa di marketing seppur, lo riconosco, estremamente accattivante che lascia intendere che basta affidarsi a un fornitore di cibo per risolvere ogni problema. Lo spot non fa alcun accenno a ciò che realmente serve a perdere peso e a non recuperarlo, ossia al cambio di stile di vita con particolare riferimento all’attività fisica regolare che è indispensabile complementeo ad una alimentazione corretta. Non esiste attività fisica che possa assicurare il normopeso se non è accompagnata da un corretto regime alimentare come è vero l’esatto contrario

Stefano
Stefano
Reply to  claudio
16 Settembre 2026 10:52

un nutrizionista NON e’ un medico. Un Dietologo è un medico. Partiamo dalle basi…
Aggiungo che queste due figure, soprattutto la prima hanno un enorme problema: non hanno competenze in cucina. E’ un tema che conosco molto molto bene. Quando si affronta una “dieta” c’è una parte fondamentale che viene totalmente trascurata: la cucina Come si confezionano le pietanze, come si mettono gli alimenti nei piatti. Certamente si interviene sugli apporti calorici e sul bilanciamento dei vari nutrienti, ma poi tutto questo si traduce in un piatto da mangiare: se poi non piace anche solo a vederlo casca tutto. C’è una parte psicologica nel affrontare i pasti ( lo stomaco è il nostro secondo cervello…) su cui bisogna lavorare. Ho visto di tutto : elenchi di cibi e programmi da rispettare che puntualmente non funzionano . Perchè? perchè diventano cibi punitivi.

Tina Nuzzolo
Tina Nuzzolo
16 Settembre 2026 08:41

Ho seguito ” Mi piace cosi” per 5 mesi. Avevo fatto un contratto di 10 mesi ma non ce l ho fatta a proseguire perché quei pasti ( fatta eccezione per uno o due al massimo) non mi piacevano molto. Avendo disdetto anticipatamente ho dovuto pagare una penale pari a 70 euro per ognuno dei 5 mesi per cui avevo usufruito dello sconto ( pagavo infatti 439€ mese). Ho perso quasi 15 kg in 5 mesi e da 2 che ho smesso ho già ripreso quasi 2 kg….
Questa è la mia testimonianza italiana….
Saluti

giova
giova
Reply to  Tina Nuzzolo
17 Settembre 2026 11:14

Grazie.
Non sono pochi 15 kg., complimenti per il risultato. Ora le tocca solo il mantenimento, e non è poco. Secondo lei che cosa potrebbe funzionare ora per mantenere questo risultato? C’è qualcosa di questa esperienza, così originale, che vorrebbe valorizzare? O questa esperienza le ha insegnato qualcos’altro di utile per mantenere il risultato raggiunto?
Grazie per le sue risposte.

ANNA
ANNA
16 Settembre 2026 11:08

QUESTO ARTICOLO è PERFETTAMENTE CONDIVISIBILE. DUBBI SORTI ANCHE A ME. IL MIO SOSPETTO è CHE I PASTI SIANO CORREDATI DA CONSERVANTI E VARIE E …..
RINGRAZIO LA REDAZIONE PER QUANTO FATE PER TUTTI.
ANNA CONRAD

Valeria Nardi
Reply to  ANNA
16 Settembre 2026 11:24

Tutti i piatti che arrivano a casa sono senza coloranti, senza olio di palma e senza esaltatori di sapore o aromi artificiali e secondo Mi Piace Così sono ispirati alla Dieta Mediterranea. I piatti si conservano grazie all’atmosfera modificata o alla liofilizzazione. Sul sito ufficiale si può trovare l’elenco degli ingredienti per ogni piatto. L’altra cosa da evidenziare è la presenza sulla confezione dell’etichetta a semaforo Nutri Score sempre di colore verde. Qui avevamo pubblicato un approfondimento della dietista https://ilfattoalimentare.it/dieta-mi-piace-cosi-katia-ricciarelli-parere-dietista-abril-gonzalez-campos.html

Valerua Capirchio
Valerua Capirchio
16 Settembre 2026 11:23

Come nutrizionista rispondo che il programma dei pasti pronti e assegnati giorno per giorno è fatto per le persone pigre, o che non hanno tempo per prepararsi i pasti in modo adeguato. Quindi la riflessione è che dopo aver perso peso, cosa facilissima quando si ridimensiona le quantità e si garantisce varieta negli alimenti si riprende a mangiare cone prima riprendendo i chili.
Ovviamente è tutto livellato, non tenendo conto dei tanti fattori che cambiano da persona a persona, per cui le diete che funzionano in una persona non funzionano per un’altra. Altra cosa è l’educazione alimentare, il prepararsi i cibi da soli. E poi i dati su follow up , drop out sono importanti. Quello che è sicuro, è il fatturato.

Giorgio Massa
Giorgio Massa
16 Settembre 2026 11:53

Leggendo i commenti (tutti interessanti) la mia deformazione professionale di medico mi spinge ad aggiungerne un altro, sperando di mantenere l’interesse del dibattito.Nonostante quello che si creda la terapia dimagrante non è eterodiretta ma è una autocura basata sul ripristino di condizioni fisiologiche che, riguadagnando terreno, riconducono l’organismo ad una condizione di omeostasi. Non è quindi dando questo o quel cibo, anche se così avviene nella pratica, ma soprattutto togliendo questo o quel fattore dannoso, alimentare o di stile di vita, che si avvia ad un processo di “rimodellamento inverso” ( parafrasando una espressione cardiologica) che si recupera un sano equilibrio. Ovviamente la percezione visiva è che l’operazione dietologica sia una pratica attiva. ma nella intimità fisiologica è una pratica in gran parte sottrattiva e modificativa. E, in termini astrattamente energetici, è l’inversione da una tendenza entropica ad un cammino neghentropico.
Si tratta cioè di una reale biologia del cambiamento intesa come terapia di ripristino metabolico.

1) Nella percezione comune, dimagrire significa “fare qualcosa” (comprare l’alimento speciale, assumere l’integratore, seguire lo schema rigido). Nella realtà fisiologica si tratta di un processo sottrattivo. Il corpo umano possiede già i meccanismi innati di autoregolazione e di omeostasi, ma questi sono costantemente bloccati o sovraccaricati da interferenti moderni: eccesso di zuccheri raffinati, stimolazione continua dell’insulina, infiammazione da cibo industriale, stress cronico e debito di sonno. Togliere l’ostacolo permette ai sistemi biologici di tornare a funzionare come da progetto originario.
2) Così come il cuore, una volta rimosso il sovraccarico di pressione o di volume, può ridurre la sua ipertrofia patologica e recuperare una geometria funzionale (rimodellamento inverso), così l’organismo intero avvia un rimodellamento metabolico e tessutale. Non si tratta solo di svuotare gli adipociti, ma di ripristinare la sensibilità recettoriale (all’insulina, alla leptina), rigenerare i mitocondri e spegnere l’infiammazione di basso grado. È un ritorno a una configurazione ottimale che il corpo “ricorda” perfettamente.
2) L’aumento di peso patologico e la disfunzione metabolica sono, a tutti gli effetti, manifestazioni di entropia: disordine, infiammazione, accumulo di tossicità, frammentazione dei segnali ormonali e progressivo degrado cellulare.
L’autocura, ripristinando le condizioni fisiologiche ideali, introduce ordine, informazione pulita e coordinazione. Diventa un processo neghentropico (a entropia negativa): l’organismo investe energia non più per gestire il danno o stoccare l’eccesso tossico, ma per ristrutturare se stesso, creare armonia funzionale e preservare la vita.
3) In sintesi, il bravo terapeuta o il corretto approccio nutrizionale non “cura” direttamente l’obesità o il sovrappeso; crea semplicemente le condizioni ambientali, biochimiche e comportamentali affinché il corpo possa finalmente curare se stesso.
4) E’ evidente quindi che la partecipazione attiva, mentale e affettiva, trasforma il paziente da oggetto terapeutico a soggetto che si autocura sotto guida tecnica; determinante psicologico, questo, che mantiene la motivazione a guarire, facendola prevalere sull’abitudine iperedonistica (e consolatoria) al cibo e alla sensazione di rinuncia e sacrificio, senza privarsi del piacere palatale. Vuoi o non vuoi, una terapia dimagrante è, anche, psicoterapia autoindotta.

Diana Girotti
Diana Girotti
17 Settembre 2026 20:56

Buongiorno, io porto la mia esperienza con “mi piace così ” che è stata super positiva: il fatto di sapere esattamente cosa mangiare senza pesare o essere in dubbio mi ha dato una sicurezza che mi ha permesso di perdere 18 kg in circa 5 mesi più uno di mantenimento. Dopo 2 anni non avevo ripreso niente e ora dopo tre anni e un problema che mi ha costretta a una lunga immobilità ho ripreso 6 kg per cui rifarò un paio di mesi di programma. Il cibo è mangiabile e puoi aggiustare i tuoi gusti man mano
Nutrizionista presente e super gentile e collaborativo per aiutarti. Molti prendono beveroni o pasti sostitutivi mentre qui almeno ti siedi a tavola.

Lucia
Lucia
17 Settembre 2026 22:28

Queste proposte mi lasciano completamente indifferente, mi dispiace per quanti ci credono e sarebbe davvero interessante conoscere i risultati.

Loredana
Loredana
18 Settembre 2026 10:43

Io ho provato per 2 mesi ma perso 3 kg e ho seguito esattamente il programma ma ho annullato il 3 ordine e mi fanno pagate 160 euro..quindi se non si e’ soddisfatti bisogna pagare in piu..pazienza la differenza tra l’offerta e il prezzo pieno ma i 60 euro un piu’?

Franco
Franco
19 Settembre 2026 16:50

Non sono in grado di dire se il prodotto è valido o meno però una domanda me la porrei : metto la mia salute in mano ad uno spot pubblicitario o mi affido ad uno specialista di provata capacità ed esperienza? Con la salute non si scherza, se poi siamo sani andiamo a camminare che è meglio!

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