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Feedback alimentare: un riscontro su ciò che si sceglie di mangiare può migliorare la propria dieta

vassoio mensa scolastica School lunch tray

Avere un riscontro su ciò che si sceglie di mangiare quando si è fuori casa può migliorare la propria dieta, soprattutto se si tratta di una routine come quella di chi pranza ogni giorno nella mensa o nei ristoranti aziendali. E grazie alle tecnologie più moderne, il riscontro (feedback) può arrivare da programmi computerizzati studiati ad hoc che aiutano a valutare ciò che si mangia, con costi molto limitati e accessibili a tutti. L’efficacia di una valutazione periodica del pasto è stata dimostrata in uno studio condotto sul campo, tra 600 membri del personale sanitario del Massachusetts General Hospital di Boston, che mangiavano ogni giorno in mensa in cui si utilizzavano le etichette a semaforo per identificare la qualità dei piatti.

Metà dei partecipanti si sono prestati a ricevere, per un anno, due mail al mese che conteneva una valutazione di ciò che avevano scelto nella settimana. Oltre a ciò veniva spedita un’altra mail mensile che proponeva raffronti con le scelte di altre persone simili per età, sesso o qualifica, e riconoscimenti in denaro (sconti e simili) per indirizzare verso gli alimenti migliori. Le indicazioni erano standardizzate e racchiuse in un programma automatizzato ma anche personalizzato, chiamato ChooseWell 365, lanciato nel 2018 e oggetto di diversi studi. Il gruppo di controllo ha invece ricevuto, una volta al mese, una mail nella quale si davano indicazioni solo su uno stile di vita sano, nell’ambito dello stesso programma.

mensa ristorazione
In mensa i cibi contrassegnati da un semaforo verde sono aumentati del 7,3%

Come riferito su Jama Open, dopo un anno non si sono viste differenze di peso nei due gruppi, e l’indice di massa corporea dei partecipanti considerati in sovrappeso, la cui età media era di 43 anni, è rimasto attorno al valore di 28. Tuttavia, le scelte di alimenti contrassegnate da un semaforo verde sono aumentate del 7,3% nel gruppo che riceveva le mail e, parallelamente, quelle di alimenti con semaforo rosso sono diminuite quasi del 4%. Inoltre i primi hanno diminuito l’apporto calorico in media di 49 calorie giornaliere rispetto al gruppo di controllo. Infine, le verifiche effettuate dopo 24 mesi hanno mostrato una sostanziale stabilità nelle scelte di tutti, e questo suggerisce che le modifiche possono considerarsi definitive, essendo basate su una maggiore consapevolezza.
Oltre alla regolarità del feedback, secondo gli autori il successo di programmi come questo dipende anche dalla praticità. Persone come quelle che lavorano in un grande ospedale hanno poco tempo da dedicare alla valutazione di ciò che mangiano (spesso in pochi minuti), ma ricevere una breve mail che permette loro di averne un’idea precisa può aiutare a fare scelte più consapevoli e sane, e costa pochissimo.

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Roberto La Pira

  Agnese Codignola

giornalista scientifica

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Un commento

  1. Roberto Stanzani

    E non serve a niente, visto che non sono dimagriti.