;
Home / Coronavirus / Caso delle mascherine Ffp2 non a norma: c’è un’indagine dell’Ufficio antifrode europeo

Caso delle mascherine Ffp2 non a norma: c’è un’indagine dell’Ufficio antifrode europeo

L’antifrode europeo starebbe indagando sulle mascherine Ffp2 fuori norma. Come rivela il Corriere della Seral’Ufficio europeo per la lotta antifrode della Commissione (Olaf), su segnalazione della Germania, già da tempo starebbe investigando sul caso.

La vicenda è balzata agli onori della cronaca, quando un’azienda altoatesina specializzata nell’import-export con la Cina ha denunciato che la maggior parte delle mascherine Ffp2 in commercio non sarebbero conformi agli standard imposti dal regolamento UE 425/2016, che regolamenta i dispositivi di protezione individuale. L’impresa ha fatto analizzare in un laboratorio spagnolo una ventina di modelli in vendita in farmacie e supermercati italiani. Gran parte delle Ffp2 non ha superato le prove per verificare la capacità filtrante. Secondo quanto rivelato dall’azienda, la maggior parte delle mascherine che non hanno superato i test posseggono lo stesso marchio di certificazione.

Il marchio in questione è così diffuso, che quando a gennaio in Baviera è diventato obbligatorio indossare le mascherine Ffp2 in alcuni luoghi, i consumatori tedeschi si sono insospettiti nel trovare in commercio così tanti dispositivi con lo stesso codice. Sono infatti 60 i modelli di mascherine Ffp2 commercializzati in Unione Europea con questo marchio, ha dichiarato la società certificatrice al gruppo di fact checker Faktenfuchs di BR24.

Come ha ricostruito David Puente su Openl’ente certifica un elevato numero di mascherine, soprattutto di produzione cinese (ma anche europea), spesso subappaltando (legalmente) i test a laboratori situati proprio in Cina, in tempi molto più rapidi rispetto ad altri enti certificatori europei. E, secondo il Corriere, potrebbe essere stato proprio il numero molto elevato di certificazioni effettuate negli ultimi mesi ad allarmare le autorità tedesche, che hanno deciso di segnalare la vicenda all’Olaf.

Asian travelers girl with medical face mask to protection the coronavirus in airport
Ci sarebbe un’indagine dell’Ufficio antifrode europeo sul caso delle mascherine Ffp2 non a norma

Ora l’Ufficio antifrode europeo acquisirà i risultati dei test commissionati dalla società altoatesina che ha fatto scoppiare il caso in Italia. Attenzione però: non è detto che tutte le mascherine Ffp2 al centro del caso non siano a norma. È infatti possibile, precisa Puente, che approfittando della sua diffusione siano stati immessi sul mercato dispositivi di protezione con il marchio contraffatto, oppure che i produttori abbiano fornito all’ente certificatore mascherine diverse (e conformi) rispetto a quelle effettivamente commercializzate (non a norma).

Quindi, cosa possono fare i consumatori per tutelarsi? Altroconsumo ha realizzato una guida per riconoscere le mascherine affidabili: l’indicazione della norma tecnica Uni EN 149:2001 + A1:2009, oltre al marchio CE dell’ente certificatore e la presenza del certificato di conformità sono le prime cose da controllare. Può capitare, però, che mascherine vendute online siano accompagnate da documenti falsi. Scoprire se un prodotto è affidabile non è affatto semplice: per esempio è possibile controllare sul database europeo degli enti che certificano i dispositivi di protezione delle vie respiratorie se è presente il nome della società indicata oppure a chi fa riferimento il codice CE presente sulle mascherine.

A complicare la situazione c’è il fatto che, a causa dell’emergenza sanitaria, è stata data la possibilità di commercializzare dispositivi di protezione in deroga alla normativa, che quindi possono essere privi marchio CE e nome dell’ente certificatore, pur rispettando la norma Uni EN 149:2001 + A1:2009. In questo caso, una lista delle mascherine valide vendute in deroga alla normativa è presente sul sito dell’Inail (a fondo pagina). Se nemmeno qui si trova riferimenti al prodotto acquistato, allora molto probabilmente è contraffatto e non ci sono garanzie sulla sua efficacia.

© Riproduzione riservata Foto: stock.adobe.com

Se sei arrivato fino a qui...

...sei una delle 40 mila persone che ogni giorno leggono senza limitazioni le nostre notizie perché diamo a tutti l'accesso gratuito. Il Fatto Alimentare, a differenza di altri siti, è un quotidiano online indipendente. Questo significa non avere un editore, non essere legati a lobby o partiti politici e avere inserzionisti pubblicitari che non interferiscono la nostra linea editoriale. Per questo possiamo scrivere articoli favorevoli alla tassa sulle bibite zuccherate, contrastare l'esagerato consumo di acqua in bottiglia, riportare le allerta alimentari e segnalare le pubblicità ingannevoli.

Tutto ciò è possibile anche grazie alle donazioni dei lettori. Sostieni Il Fatto Alimentare

Roberto La Pira

  Giulia Crepaldi

Giulia Crepaldi

Guarda qui

Covid-19: con una dieta a base vegetale o pescetariana è più basso il rischio di forme gravi della malattia

Prevenire almeno una parte delle forme gravi di Covid-19 si può: a tavola, facendo scelte …