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Mascherine chirurgiche, troppe differenze di prezzo da una città all’altra (quando si trovano). L’indagine dell’Ircaf tra farmacie e supermercati

Le mascherine chirurgiche? Non si trovano dappertutto e non sempre costano 50 centesimi come stabilito dal Commissario Arcuri. Secondo l’indagine realizzata dal Centro studi nazionale dell’Ircaf, le mascherine monouso di tipo chirurgico si trovano solo nel 61% dei punti vendita. Di queste, il 16% è in vendita al prezzo medio di 1,29 € (tre settimane prima, quando era stata svolta un’indagine analoga, era 1,59 €), mentre il 45% si trovano al prezzo calmierato di 0,61 €, che dal 19 maggio è passato a 0,50 € in seguito dell’azzeramento dell’Iva.

L’indagine nazionale è stata realizzata nelle città capoluogo di regione tra il 19 e il 20 maggio, su un campione di 260 punti vendita contattati telefonicamente (151 farmacie e 109 supermercati). Mediamente, le mascherine a “prezzo calmierato“ sono presenti nel 53% delle farmacie, almeno una su due, mentre si trovano solamente in un supermercato su tre, segno che l’approvvigionamento non soddisfa ancora pienamente la domanda crescente.

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La disponibilità di mascherine chirurgiche a prezzo calmierato nelle città capoluogo (©Ircaf)

Nel dettaglio, le mascherine a 50 centesimi risultano presenti nell’80% dei punti vendita di Campobasso, oltre il 70% a Genova e Aosta, nel 67% a Cagliari e Bologna, nel 63% a Perugia e Venezia, nel 60% a Milano, L’Aquila e Trieste, in meno del 50% dei punti vendita di città come Roma, Torino, Napoli e Bolzano. A Palermo, Bari e Catanzaro i punti vendita in cui si trovano sono pochissimi (sotto il 15%), con il record negativo di Potenza e Ancona (0%). Anche se a Firenze le mascherine a prezzo “calmierato” sono acquistabili solamente nel 28% dei punti vendita contattati, la regione Toscana ha messo a disposizione di ogni famiglia un kit gratuito di mascherine da ritirare presso le farmacie. Quasi tutti i punti vendita hanno fatto presente che “quando arrivano le mascherine chirurgiche a prezzo calmierato vanno subito a ruba”, e per questo motivo la fornitura risulta discontinua.

“Il calmieramento del prezzo delle mascherine chirurgiche da parte del Governo, oltre a comportare un risparmio per le famiglie e per la società nel suo insieme risulta indubbiamente positivo al fine di combattere comportamenti speculativi e fraudolenti, ma occorre superare al più presto e con tutti i mezzi possibili i limiti di discontinuità ed inadeguato approvvigionamento”, scrive l’Ircaf.

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Secondo l’Ircaf, aumenta anche la disponibilità delle mascherine lavabili, mentre diminuisce il prezzo

Per quanto riguarda il capitolo mascherine lavabili, sono presenti nel 49% delle farmacie (contro il 30% dell’indagine precedente) e nel 33% dei supermercati. Le vendite di questi prodotti sono aumentate molto, mentre il prezzo medio si è ridotto leggermente, passando dai 5 € rilevati in precedenza a 4,90€ al pezzo. “Permane la criticità dell’estrema eterogeneità di questo prodotto in termini di caratteristiche, materiale, numero di lavaggi consentiti… tanto da rendere oggettivamente quasi impossibile un confronto.”, afferma l’Ircaf.

Altro dato che emerge continua il documento dell’Ircaf  – è il calo della disponibilità delle mascherine filtranti senza valvola, ora presenti nel 57% delle farmacie sentite (rispetto al 68% dell’indagine precedente) e presenti solo nel 10% dei supermercati, con un costo medio nazionale di 6,68 € l’una. Ciò sembra denotare una domanda crescente fra i cittadini, ma non sempre un’adeguata informazione rispetto ad un corretto utilizzo soprattutto come presidio sanitario.

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  Redazione Il Fatto Alimentare

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Un commento

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    Che scoperta… abbiamo i farmaci più cari d’Europa, figuriamoci le mascherine…
    Siamo l’unico paese europeo dove non puoi aprire liberamente una farmacia e la grande distribuzione non può vendere altro che le aspirine.