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aringa sciocca borgo del gusto friultrotaAggiornamento del 1 ottobre 2020: il ministero della Salute ha revocato il richiamo dell’aringa sciocca a marchio Borgo del Gusto e Friultrota e di aringa affumicata dolce Naturaqua per la scadenza dei prodotti.

Il ministero della Salute ha pubblicato il richiamo di altri lotti di aringa sciocca a marchio Borgo del Gusto e Friultrota e di aringa affumicata dolce Naturaqua per la presenza di Listeria monocytogenes, che è stata rilevata in campioni prelevati in autocontrollo. I prodotti coinvolti sono filetti di aringa affumicati a freddo, venduti in confezioni da 150 g, 1 kg e 2 kg, con i numeri di lotto 500121 e 500122 che si aggiungono ai lotti 500100, 500103, 500110, 500115 e 500120 richiamati in precedenza. Le scadenze interessate vanno dal 13/04/2020 al 03/05/2020.

Il richiamo è stato diffuso anche da Carrefour, specificando che il provvedimento riguarda solo l’aringa sciocca a marchio Borgo del Gusto in formato da 150 grammi, con il numero di lotto 500103 con scadenza 13/04/2020 e il lotto 500121 con scadenza 20/04/2020. Il richiamo interessa solo gli ipermercati di Udine e Tavagnacco.

naturaqua aringa dolce affumicata richiamoI filetti di aringa sono stati prodotti da Friultrota di Pighin Srl, nello stabilimento di via Aonedis, 10 a San Daniele del Friuli, in provincia di Udine (marchio di identificazione IT 540 CE).

Aggiornamento del 27 marzo 2020: una versione precedente di questo articolo indicava una data di scadenza differente (15/05 invece di 03/05) perché così era indicato nell’avviso di richiamo pubblicato dal ministero.

Dal 1° gennaio 2020, Il Fatto Alimentare ha segnalato 37 richiami, per un totale di 53 prodotti. Per vedere tutte le notifiche clicca qui.

Per capire come funziona il servizio di allerta alimentare e come viene effettuato il ritiro dei prodotti dai punti vendita leggi il libro “Scaffali in allerta” edito da Il Fatto Alimentare. È l’unico testo pubblicato in Italia che rivela i segreti e le criticità di un sistema che ogni anno riguarda  almeno 1.000 prodotti alimentari. Nel 10-20% dei casi si tratta di prodotti che possono nuocere alla salute dei consumatori, e per questo scatta l’allerta. Il libro di 169 pagine racconta 15 casi di richiami che hanno fatto scalpore. I lettori interessati a ricevere l’ebook, possono fare una donazione libera e ricevere in omaggio il libro in formato pdf  “Scaffali in allerta”, scrivendo in redazione all’indirizzo ilfattoalimentare@ilfattoalimentare.it

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