Home / Sicurezza Alimentare / Verdure surgelate: la fonte di contaminazione da Listeria è un tunnel di surgelazione. 54 contagi, 10 morti

Verdure surgelate: la fonte di contaminazione da Listeria è un tunnel di surgelazione. 54 contagi, 10 morti

Frozen Mixed VegetablesA distanza di due mesi dal maxi-richiamo di verdure surgelate in diversi Paesi, è stata finalmente individuata la fonte della contaminazione da Listeria monocytogenes. Greenyard, l’azienda belga proprietaria dello stabilimento di Baja (Ungheria) in cui sono stati prodotti i surgelati coinvolti, ha dichiarato di aver scoperto una presenza persistente di Listeria in un tunnel di surgelazione. Alla fine del mese di agosto, l’azienda aveva fatto sapere di essere pronta a ricominciare la produzione nello stabilimento.

La verdura surgelata contaminata è stata collegata a un focolaio di listeriosi, che a partire dal 2015 ha provocato 54 casi, di cui 10 fatali, in sei paesi: Austria, Danimarca, Finlandia, Regno Unito, Svezia e Australia. L’ultimo caso accertato si è verificato nel maggio 2018. Le indagini epidemiologiche hanno individuato in un primo tempo il contagio  in alcuni lotti di  mais surgelato prodotto in Ungheria e confezionato in Polonia, e poi in un secondo momento in altri prodotti provenienti dallo stabilimento Greenyard di Baja.

L’epidemia ha fatto scattare il richiamo di tutti i surgelati prodotti nell’impianto ungherese tra l’agosto 2016 e il giugno 2018, quando lo stabilimento è stato chiuso dalle autorità sanitarie per accertare la fonte della contaminazione. I prodotti potenzialmente contaminati erano stati distribuiti in 116 Paesi del mondo, tra cui l’Italia, dove è scattato il richiamo per il mais e il mix di verdure surgelate vendute da Lidl con i marchi Green Grocer’s e Freshona, quattro minestroni a marchio Findus e delle verdure surgelate miste a marchio Pinguin.

Il batterio Listeria monocytogenes è in grado di crescere e riprodursi anche alle normali temperature del frigorifero domestic,  e di sopravvivere a quelle del congelatore. Per questo motivo è importante cucinare accuratamente i surgelati non pronti al consumo, come indicato anche sulle confezioni: a temperature superiori a 65°C per neutralizzare il batterio.

© Riproduzione riservata

Ogni giorno oltre 40mila persone ci seguono.
Siamo indipendenti e liberi da logiche politiche e aziendali. Tutto ciò è possibile anche grazie alle donazioni dei lettori che coprono il 20% delle spese

  Giulia Crepaldi

Giulia Crepaldi

Guarda qui

Bottura Milano salone del mobile 2018

Perché il cuoco Massimo Bottura non porta il cappello? Anche Cracco, Oldani, Vissani e altri chef-star hanno la stessa cattiva abitudine

In un servizio  pubblicato oggi sul Corriere.it  si vede la foto del famoso chef Massimo …

Un commento

  1. Ok per cuocere bene le verdure surgelate, ma per la frutta surgelata/congelata da impiegare fredda in pasticceria e gelateria cosa si potrà mai fare?
    Ricordo l’epidemia di epatite causata da frutti di bosco surgelati, in molte migliaia di consumatori europei qualche anno fa e che si era protratta e ripetuta per più di un anno prima che s’identificasse l’origine del contagio.
    Impianti industriali di trattamento mal gestiti, anche perché di non facile gestione sanitaria, per le dimensioni e la complessità delle strutture a contatto con gli alimenti.
    Naturalmente più sono bassi e competitivi i prezzi sul mercato all’ingrosso, più sono le scorciatoie ed i risparmi per essere competitivi, a danno dei concorrenti e dei consumatori.