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Lidl sperimenta l’Eco-Score in Germania. E l’etichetta ambientale arriva anche in Belgio

L’Eco-Score (ne abbiamo parlato qui) si prepara a varcare i confini francesi. Lidl ha annunciato l’intenzione di adottare in Germania l’etichetta ambientale lanciata in Francia nel gennaio del 2021. La catena di discount, dopo una prima fase di confronto con i rappresentanti dei consumatori, delle associazioni e della politica, ha deciso di testare l’Eco-Score nei punti vendita di Berlino aggiungendo il logo ai cartellini dei prezzi di alcune categorie di prodotti. Se il test avrà esito positivo l’implementazione sarà estesa a tutta la Germania. Lidl specifica anche che la catena è aperta a sperimentare altri tipi di etichettatura ambientale.

Ma Lidl non è l’unica catena che ha scelto di adottare l’Eco-Score al di fuori della Francia. Un annuncio simile era stato fatto all’inizio di marzo dal gruppo Colruyt, società di supermercati con sede in Belgio. Inizialmente, il logo ambientale sarà implementato su specifiche linee di prodotti con il marchio del distributore e in un primo momento sarà disponibile solo attraverso l’applicazione per smartphone SmartWithFood. Gradualmente l’Eco-Score dei prodotti potrà essere consultato anche attraverso le app e i servizi per la spesa online, fino ad approdare fisicamente sulle confezioni dei prodotti nel 2022, spiega Stefan Goethaert, responsabile del progetto per il Gruppo Colruyt.

Lidl ha annunciato l’intenzione di adottare l’Eco-Score in Germania, a partire da una sperimentazione a Berlino

L’etichetta, che ha l’obiettivo di informare i consumatori sull’impatto ambientale degli alimenti, graficamente ricorda il Nutri-Score: cinque lettere e cinque colori, dalla A verde scuro alla E rossa, collocate all’interno di una foglia stilizzata. In questo caso, però, il logo esprime la valutazione del ciclo di vita di un prodotto: sistema di produzione, imballaggio, impatto sulla biodiversità e così via.

L’Eco-Score è stato creato da un gruppo di attori del mondo digitale, della distribuzione e della ristorazione, con il supporto dell’Agenzia francese per la transizione ecologica (Ademe), e di associazioni come WWF, Greenpeace e Zerowaste. Tra gli sviluppatori del logo ci sono anche Open Food Facts, che ora accanto al Nutri-Score permette di consultare anche l’Eco-Score dei prodotti inseriti nel suo database, e la famosa app Yuka, che però nella versione italiana non ha ancora reso disponibile la valutazione di impatto ambientale.

© Riproduzione riservata Foto: Lidl, Eco-Score

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Un commento

  1. Avatar

    Buongiorno e grazie per i vostri articoli che sono sempre molto interessanti.
    Sono francese e ho voglia di condividere con voi le mie riflessioni su questo argomento.
    Per quanto riguarda un simbolo ambientale sui prodotti: la Francia ha iniziato una sperimentazione per valutare e poi per scegliere un logo che possa informare i consumatori sull’impatto ambientale di un prodotto. La fase della sperimentazione è ancora in corso. L’Eco-Score è un candidato fra altri a questa operazione. Il gruppo all’origine del Eco-Score ha deciso di diffonderlo dalla sua propria iniziativa prima di conoscere il risultato della sperimentazione.
    Ma possiamo già vedere che il compito non è facile: il calcolo per ottenere un punteggio giusto e un logo comprensibile necessita di avere informazioni specifiche sul prodotto (che, ad esempio, Open Food Facts o Yuka non hanno per tutti i prodotti). Di più, l’analisi del ciclo di vita di Agribalyse è ancora da perfezionare. Allora, l’Eco-Score che vediamo già sulle applicazioni smartphone o sui siti internet è interessante ma perfettibile. Si può leggere il mio articolo sull’argomento qui: http://alimentsmag.fr/bientot-un-affichage-environnemental-sur-les-produits-alimentaires/. Grazie. Florence.