Nel pane con grano saraceno e noci venduto da Lidl compaiono solfiti ed emulsionanti tra gli ingredienti: la segnalazione di un lettore offre l’occasione per capire perché si usano questi additivi nei prodotti da forno industriali.
A volte leggendo le etichette dei prodotti che acquistiamo, scopriamo che sono presenti ingredienti che mai ci saremmo aspettati di trovare. È successo a un nostro lettore che ha ‘scovato’ alcuni additivi nel pane comprato in un punto vendita Lidl. Di seguito la lettera, la risposta della catena di discount e il parere dell’esperto Roberto Pinton.
La lettera
Soltanto dopo aver comprato, alla Lidl di Pescara Colli, il pane con grano saraceno e noci, ho letto, con mio grande rammarico, nell’etichetta che contiene metabisolfito di sodio. Tempo fa mi hanno detto che i bisolfiti finiscono nel pane perché aggiungono fiocchi di patate con bisolfiti. Non so se è una spiegazione corretta. Certo che un alimento che dovrebbe essere semplicemente naturale viene contaminato con sostanze nocive. Quindi la normativa vigente ammette l’uso di bisolfiti addirittura nel pane?
Inoltre ci sono anche emulsionanti mono e digliceridi degli acidi grassi che di certo non fanno bene al microbiota intestinale.
Antonio
La risposta di Lidl
Gentile Cliente,
abbiamo letto con attenzione la Sua segnalazione riguardante il pane al grano saraceno e noci.
In merito ai dubbi sollevati, desideriamo precisare che il metabisolfito di sodio non viene aggiunto direttamente all’impasto del pane, ma è contenuto nei fiocchi di patate. Questi ultimi sono utilizzati per rendere la mollica più soffice e idratata, elemento caratterizzante del pane al grano saraceno e noci. I solfiti sono additivi ampiamente studiati e il loro impiego è disciplinato dal Regolamento (CE) n. 1333/2008. La loro indicazione in etichetta, evidenziata in grassetto, è un atto di trasparenza fondamentale per tutelare i consumatori con ipersensibilità o allergie specifiche. Per il resto della popolazione, le tracce presenti nel prodotto finito sono considerate assolutamente sicure.
Per quanto riguarda i mono- e digliceridi degli acidi grassi (E471), si tratta di additivi comunemente utilizzati nella panificazione moderna per migliorare la struttura del pane e rallentarne il raffermamento, garantendo che il prodotto resti fragrante più a lungo. Ad oggi, la legislazione europea ne autorizza l’uso senza limitazioni specifiche (quantum satis), a conferma del loro profilo di sicurezza consolidato.
Proprio in quest’ottica di massima garanzia per il cliente, specifichiamo come Lidl Italia operi sempre nel pieno e rigoroso rispetto della legislazione vigente (nazionale ed europea), che disciplina in modo puntuale l’utilizzo e la sicurezza di ogni additivo alimentare. La presenza di tali sostanze è sempre finalizzata a garantire la stabilità e la qualità organolettica del prodotto.
Infine, desideriamo sottolineare il nostro costante impegno nel collaborare con i fornitori per ottimizzare le ricette dei nostri prodotti. Il nostro obiettivo è ridurre progressivamente l’impiego di additivi, intervenendo in tutti i casi in cui ciò sia possibile senza compromettere gli imprescindibili standard di sicurezza alimentare, la conservazione e le caratteristiche organolettiche che garantiscono la qualità della nostra offerta.
Rimaniamo a disposizione qualora si necessitassero maggiori informazioni o chiarimenti. Ogni segnalazione è per noi sempre preziosa per monitorare la qualità dei nostri prodotti.
La risposta di Roberto Pinton
La legge 4 luglio 1967, n. 580 (Disciplina per la lavorazione e commercio dei cereali, degli sfarinati, del pane e delle paste alimentari) agli art. 14 e 20 dettaglia gli ingredienti che possono essere utilizzati per la produzione di pani speciali.
Il successivo decreto del presidente della Repubblica 30 novembre 1998, n. 502 (Regolamento recante norme per la revisione della normativa in materia di lavorazione e di commercio del pane) prevede che nella produzione del pane possa essere impiegato anche qualsiasi altro ingrediente alimentare (rimangono esclusi l’olio di sansa di oliva rettificato e i residui di pane, vietati dalla legge 4 luglio 1967, n. 580), menzionando nella denominazione di vendita quello o quelli caratterizzanti.
Nell’etichetta trasmessa dal lettore sono menzionati come ingredienti caratterizzanti il grano saraceno e le noci, che sono gli ingredienti che caratterizzano il prodotto. Il metabisolfito di sodio non è utilizzato come additivo del pane, ma nel pane si trova – inevitabilmente: non lo si può separare – in quanto contenuto nei fiocchi di patate, dove è frequentemente utilizzato come conservante. Se non si fosse trattato di un solfito (quindi di un allergene, la cui presenza va evidenziata in ogni caso), a norma di legge non sarebbe stato nemmeno necessario segnalarlo, in base al principio del “carry over”.
Lo prevede l’art.20 del regolamento UE n.1169/2011, che indica come non richiesta la menzione degli additivi e degli enzimi alimentari la cui presenza in un determinato alimento sia dovuta unicamente al fatto che erano contenuti in uno o più ingredienti dell’alimento, quando non svolgano una funzione tecnologica nel prodotto finito: i solfiti nel pane non servono a niente, ci sono solo in quanto erano stati utilizzati per migliorare la conservabilità dei fiocchi di patate.
L’uso dei mono e digliceridi degli acidi grassi (che in genere è compreso nel range 0,5%-2%) è pienamente autorizzato secondo il criterio del “quantum satis” (quanto basta), senza l’indicazione di quantità massime. Il 26 settembre 2017 l’EFSA ha formulato un parere scientifico sulla loro nuova valutazione come additivi alimentari, nel quale ha concluso che non è necessario stabilire una soglia d’assunzione giornaliera ammissibile e che non pongono problemi di sicurezza se utilizzati negli alimenti per la popolazione generale.
Nel successivo parere scientifico del 30 settembre 2021 l’EFSA ha concluso che non sussistono motivi di preoccupazione per la sicurezza neppure per gli alimenti per lattanti, ma ha raccomandato di adeguare le specifiche rivedendo i requisiti di purezza, raccomandazione cui la Commissione ha dato seguito con il regolamento (UE) 2023/1428.
L’etichetta è da ritenersi conforme alla normativa vigente.
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