leoncino peluche aldi 2026

La segnalazione di un lettore di Trento e la replica dell’azienda sul gadget per neonati allegato alla confezione pasquale.

È passato un mese e mezzo dalla Pasqua, il tempo tecnico necessario per lo scambio di mail e le dovute verifiche tra la redazione, l’azienda e il fornitore. Al centro della vicenda, la segnalazione di un lettore di Trento su un peluche a forma di leoncino (omaggio di un uovo Aldi) che presentava delle criticità. Di seguito la lettera e a seguire la risposta di Aldi.

La lettera

Vi scrivo per segnalare una situazione che ritengo preoccupante riguardo alla sicurezza di un oggetto destinati ai più piccoli. In occasione della recente Pasqua, ho acquistato presso un punto vendita Aldi di Trento un uovo di cioccolato che recava, attaccato esternamente alla confezione come regalo aggiuntivo, un piccolo peluche a forma di leoncino. Essendo destinato al mio nipotino di pochi mesi, mi sono subito accertato della conformità del prodotto leggendo l’etichetta.

leoncino peluche aldi 2026 peli
I peli che venivano via dalla criniera del leoncino di peluche

Come potete vedere dalle foto allegate, il cartellino riporta chiaramente l’indicazione “Età di utilizzo: 0+ m”, dichiarandolo dunque idoneo ai bambini fin dalla nascita. Tuttavia, appena rimosso il peluche dal packaging, l’amara sorpresa: il giocattolo perde vistosamente il pelo (come si nota dall’immagine del leoncino).

Trovo inaccettabile che un prodotto marchiato come sicuro per neonati presenti un difetto del genere. Sappiamo bene che i bambini in quella fascia d’età tendono a portare tutto alla bocca; l’inalazione o l’ingestione di queste fibre sintetiche (se non ricordo male era 100% poliestere) rappresenta un rischio evidente e concreto di soffocamento o irritazione. Mi chiedo come sia possibile che un articolo che supera (almeno sulla carta) i test di sicurezza per la prima infanzia possa avere una qualità così scadente nel fissaggio dei materiali. È mai possibile che il controllo qualità venga meno proprio sui prodotti destinati ai più fragili, forse “distratti” dal fatto di essere un omaggio allegato a un uovo di Pasqua?

Spero che questa segnalazione possa servire a mettere in guardia altri genitori e nonni e, magari, a spingere l’azienda produttrice a una maggiore severità nei controlli. Un lettore affezionato da Trento

La risposta di Aldi

Grazie per la segnalazione, abbiamo condotto diverse verifiche incrociate al nostro interno e con il fornitore del prodotto il quale ha dimostrato grande collaborazione, disponibilità e sensibilità all’accaduto. Nonostante il prodotto sia stato commercializzato anche presso altre insegne, e in assenza di prova di acquisto nei nostri store da parte del cliente, ci siamo mossi ad effettuare le opportune verifiche.

I peluche contrattualizzati con il nostro fornitore primario e commercializzati nei negozi ALDI in Italia risultano differenti da quelli segnalati dal cliente – in particolare, sono privi della criniera in pelo e sono in tessuto – e sono completamente conformi alla normativa.

Nel corso della nostra verifica ora effettuata, tuttavia, il fornitore non ha escluso che alcuni pezzi consegnati ad ALDI potessero presentare finiture diverse rispetto al prodotto contrattualizzato e acquistato da ALDI Italia. Qualora l’uovo di Pasqua con quel peluche sia stato acquistato presso un negozio ALDI deve essere ritenuto, dunque, un caso fortuito.

Comprendiamo e condividiamo la preoccupazione del cliente, e per ulteriore scrupolo e precauzione stiamo conducendo ulteriori verifiche in tutti i nostri negozi per assicurarci che quel tipo di prodotto – da noi non autorizzato – non sia in vendita. Siamo in costante dialogo anche con il nostro fornitore per eventuali sviluppi.

Se l’acquisto di quel prodotto è stato fatto presso un punto vendita ALDI, ci dispiace per l’accaduto ed invitiamo gentilmente il cliente a contattare il nostro Servizio Clienti tramite il Modulo di contatto online ALDI per essere accolto al meglio nei nostri punti vendita.

© Riproduzione riservata. Foto: Deposiphotos, inviate dal lettore

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Mauro B.
Mauro B.
16 Giugno 2026 09:32

Quanta tristezza in queste risposte pressappochiste.
Aldi da un lato conferma che potrebbero esserci stati dei peluches di quel tipo (pur se l’oggetto non è quello contrattualizzato, per AMMISSIONE del fornitore) e nonostante tutto in tutta la spiegazione si continua a dire “SE l’uovo proviene dai nostri negozi…”, ecc. Mettendo sempre in dubbio la parola del cliente.

A queste persone auguro solo di durare poco… e male. 😉

Paola
Paola
16 Giugno 2026 10:04

Il solito scaricabarile, inaccettabile quando c’è di mezzo la sicurezza.

giova
giova
16 Giugno 2026 11:13

Sbagliare è possibile, anche perché non siamo nel ‘900, quando la filiera di un prodotto era facilmente controllabile e il problema non si sarebbe neppure presentato. Tutti facciamo esperienza di quanto sia quasi impossibile avere delle certezze sui prodotti alimentari e non, nonostante leggi ed etichette ci aiutino al riguardo.
Venendo alla questione – premesso che a un neonato non avrei dato né il cioccolato né un peluche col pelo di dubbia fattura – trovo la risposta di Aldi complessivamente soddisfacente.
Anche la necessità di una verifica della quisto fatto in un punto vendita della loro catena mi pare in linea con la prassi abituale che un’azienda, prima di iniziare le verifiche interne, deve attuare. Non è diffidenza richiedere la prova d’acquisto.

Alex
Alex
18 Giugno 2026 16:17

Mai nessuno che chieda scusa

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