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Un lettore segnala un errore sull’origine del cacao: non può essere da agricoltura Ue. La risposta del produttore

origine, etichetta cacao in polvere con dicitura di origine sbagliata (Ue)

Riceviamo e pubblichiamo in questa pagina la lettera di un nostro lettore che ci segnala una ‘stranezza’ sull’etichetta del cacao in polvere confezionato in un punto vendita NaturaSì. L’indicazione di origine riporta infatti la dicitura: “Agricolture Ue”
Cari amici del Fattoalimentare.it, l’altro giorno in un negozio della catena NaturaSì (Napoli, galleria Vanvitelli), ho visto in vendita delle bustine di cacao in polvere impacchettate dalla stessa catena. Incuriosito dalla novità, ho guardato l’etichetta (vedi foto) e sono rimasto colpito dalla dicitura: “Agricolture Ue”. A quanto mi risulta, in Unione europea nessun paese coltiva questa pianta. Per quanto ne so, l’Ue è tra i principali, forse il principale, importatore da Africa e America Latina. Ho chiesto al commesso se quel cacao fosse coltivato in Europa e lui mi ha risposto “Se c’è scritto così…”. Ho chiesto allora se fosse possibile sapere da quale paese dell’Ue proveniva quel cacao europeo, ma la risposta è stata che non è necessario specificare il paese. Allora chiedo a voi: davvero in Europa si coltiva cacao? E, se così non fosse, NaturaSì può esporre un’etichetta tanto fuorviante?
Guido Pelosi
Ecco la risposta fornita dalla responsabile della qualità della catena di negozi specializzati in prodotti biologici EcorNaturaSì

Gentile cliente,
innanzitutto la ringraziamo per la segnalazione. Abbiamo subito fatto degli approfondimenti e ci siamo resi conto che l’etichetta del fornitore di cacao riportava i dati che poi il negozio ha trascritto nell’etichetta per la vendita a libero servizio, identificando quindi il cacao come di origine Ue. L’operatore addetto al punto vendita, all’atto del confezionamento, si è limitato a riportare le informazioni trasmesse dal produttore, senza rendersi conto dell’impossibilità di un cacao avente origine Ue. Il fornitore ha provveduto alla rettifica e ci siamo parimenti accertati che l’errore non si fosse ripetuto su altri prodotti.
Ci scusiamo per l’accaduto.
Paola Bigliani – Responsabile Qualità EcorNaturaSì.

  Redazione Il Fatto Alimentare

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12 Commenti

  1. Quindi un fornitore può indicare una provenienza errata e un venditore fare altrettanto in buona fede finché un acquirente non si accorge dell’errore? E magari entrambi hanno sistemi di gestione della qualità certificati.. Se non fosse stato cacao ma un altro prodotto non se ne sarebbe accorto nessuno probabilmente.

    • Proprio sicuri che non possa esistere del cacao di produzione UE?
      I prodotti dei Territori d’Oltremare della Francia come vengono classificati?

    • Il cacao forse potrebbe anche provenire dai Territori di Oltremare, ma più banalmente si tratta di un errore come scrive l’azienda

    • Infatti..anch’io avevo notate che sui cartelli con i dati dei pomodori a grappolo venduti in un supermercato c’era indicata come origine Italia. Nell’etichetta della cassetta di confezionamento c’era invece indicata prodotto in Olanda!!!!!!

    • una svista …
      Apprezzabile la risposta puntuale del supermercato, concorda?

  2. Buongiorno, io ho notato una cosa simile nella crema spalmabile Solidal Coop, poco tempo fa riportava la dicitura “fave di cacao provenienza : UE e non UE”.
    Ora invece riporta solo “non UE”.

  3. Le regioni ultra periferiche (Guadalupe, Guyane, La Réunion, Martinique, Mayotte, Saint-Martin, Açores,, Madera e Canarias) sono parte della UE.

    I Paesi e territori d’oltremare (Nouvelle-Calédonie, Polynésie française, Saint-Barthélemy, Saint-Pierre et Miquelon, ecc.) invece no.

    Per cui lo zucchero di canna, il cacao e il caffè della Martinica (RUP) sono UE, gli ananas e la banane di Saint-Barthélemy no…

    • Grazie per il chiarimento. In effetti non volevo mettere in dubbio quanto dichiarato dal distributore, ma solo porre in evidenza come la cosa fosse meno scontata di quanto potesse apparire.

  4. Mi sembra una risposta tipica italiana “scaricabarile” – Chi vende il prodotto finale al cliente ha la responsabilità di accertarsi di cosa vende. Stop.

  5. Facile giustificarsi cosi. Come la mettiamo con l’olio comunitario da 2,99 che due operatori della Gd la cui sede e’ al nordovest hanno fatto scrivere sui loro volantino olio prodotto in Italia con la bandiera italiana ??? neppure imbottigliato …prodotto. Nessuna sanzione , nessuna scusa …

  6. In Sicilia occidentale, a meno di 40 km. da Palermo, un agricoltore coltiva piante di cacao e caffè, oltre frutta esotica, non più tale