La comunicazione scientifica dell’IZSVe per promuovere la sicurezza alimentare e proteggere le fasce di popolazione più fragili.
Nel panorama della divulgazione scientifica, il progetto video “100’’”, realizzato dal Laboratorio comunicazione dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie (IZSVe), si distingue per la capacità di fare chiarezza, in poco più di un minuto, su temi sanitari complessi. Un esempio perfetto è il loro recente focus sui rischi legati al consumo di latte crudo e dei formaggi derivati. Sebbene molti consumatori associno a questi alimenti migliori proprietà nutrizionali e organolettiche, la mancanza di trattamenti termici come la pastorizzazione comporta insidie biologiche da non sottovalutare.
Il latte crudo, infatti, non viene sottoposto a temperature superiori ai 40 gradi centigradi. Questo significa che eventuali microrganismi patogeni come Campylobacter, Listeria, Salmonella, Staphylococcus aureus ed Escherichia coli (produttore di tossina Shiga) non possono essere eliminati. Le infezioni correlate possono variare da sintomi gastrointestinali lievi, quali febbre, vomito e diarrea, fino a complicanze decisamente più severe. Il fatto Alimentare aveva già affrontato approfonditamente l’argomento in passato, segnalando anche diversi richiami di prodotti contaminati che avevano causato focolai infettivi nel nostro Paese.
Ridurre i rischi
Per ridurre i rischi, l’IZSVe ricorda l’importanza di consumare il latte crudo entro la scadenza e solo dopo un’adeguata bollitura domestica, indicazione peraltro obbligatoria nei distributori e in etichetta. I bambini in età prescolare, gli anziani, le donne in gravidanza e le persone immunodepresse devono assolutamente evitare il consumo di formaggi a latte crudo poco stagionati, riservando a questi alimenti una cautela ancora maggiore. In queste categorie fragili, l’infezione da Escherichia coli può degenerare nella Sindrome emolitico-uremica, una grave patologia renale che può richiedere la dialisi e avere esiti fatali. Al contrario, i formaggi a lunga stagionatura risultano sicuri poiché il sale, la ridotta presenza di acqua e le tecnologie di produzione ostacolano la proliferazione batterica.
Infine, sfatiamo un mito: la pastorizzazione non altera il valore nutrizionale del latte, garantendo un alimento genuino e, soprattutto, sicuro.
Guarda di seguito il video approfondito dell’IZSVe.
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Troppi consumatori non recepiscono queste informazioni che in taluni casi possono essere salvavita o quasi.
Eppure ho letto articoli, visti servizi in tv. E’ anche vero che io leggo Il Fatto Alimentare (e non solo) e seguo Mi Manda Rai 3 che ogni anno torna sull’argomento con più servizi.
Vedi, ad esempio: https://www.raiplay.it/video/2025/02/Il-pericolo-nel-piatto—Mi-manda-RaiTre-02022025-0775e4ad-f06d-4da8-8db9-0684e3411f52.html
Forse sono i canali di informazione per la massa ad essere sbagliati, in una società dove troppi leggono solo il titolo oppure si informano su Instagram o Facebook. 🙁