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Farmaci nel latte scrive Il Salvagente. Evitare allarmismi irrazionali, dice il direttore di Ruminantia Alessandro Fantini

Pubblichiamo il commento del direttore di Ruminantia® Alessandro Fantini, sull’inchiesta relativa al latte realizzata dal Il Salvagente. L’articolo fa un’analisi scientifica dei dati e conclude con un invito rivolto al giornalismo d’inchiesta ad usare in modo più prudente titoli, occhielli e sommari, e più in generale le parole, per evitare irrazionali allarmismi.

L’inchiesta del Salvagente “Ombre sul latte“, pubblicata sul numero di febbraio 2020 della rivista, sta creando e creerà non pochi problemi alla filiera del latte bovino italiano, per due ragioni. La prima è legata alla piaga dei titoli clickbait (titoli sensazionalistici), che mi piace davvero molto poco e che deve il suo successo al vizio collettivo di leggere solo il titolo, l’occhiello o tutt’al più il sommario di un articolo. Questo modo di scrivere ha l’unica finalità di aumentare il numero di lettori e non assolve al dovere civico del giornalismo d’informare. La seconda è il danno che ciò può fare ad un prodotto come il latte, così prezioso per la salute umana, in un momento come questo in cui faticosamente, e troppo lentamente, sta cercando una riqualificazione per arginare il crollo dei consumi.

L’inchiesta si ispira in parte ad una ricerca di Luana Izzo ed altri (Università Federico II di Napoli e Università di Valencia), pubblicata sull’autorevole Journal of Dairy Science nel 2020 (103:1250-1260), in cui i ricercatori hanno analizzato 56 campioni di latte italiano con una nuova macchina dal nome Q-Orbitrap HRMS che ricerca simultaneamente moltissimi contaminanti del latte individuandoli a dosaggi bassissimi, ossia ben lontani dall’LMR (Limite Massimo Residuo*). In questa ricerca non sono state trovate micotossine, mentre nel 49% dei campioni sono state rilevate e dosate sostanze farmacologicamente attive in un range di concentrazione compreso tra 0.007 e 4.53 ng/ml.

Prima di addentrarci nei risultati analitici dell’inchiesta del Salvagente, è bene chiarire il significato di “assenza di contaminanti” e capire meglio cosa si intende quando si parla di residui di sostanze farmacologicamente attive negli alimenti di origine animale. Nella carne e nel latte, anche umano, finiscono molti contaminanti presenti nell’ambiente che sono veicolati dal cibo, dall’acqua bevuta e dall’aria respirata. Quando si parla di “residuo zero”, o assenza di una determinata molecola, non s’intende la sua totale assenza ma la non rilevabilità strumentale o la sua presenza sotto il limite massimo di residui (LMR).

latte
Nel report 2018 del Piano nazionale residui del ministero della Salute solo lo 0,1% dei campioni non erano conformi

Il regolamento (UE) n°37/2010 fornisce un elenco dettagliato della massima concentrazione ammessa del residuo di una determinata sostanza attiva presente in una alimento. Se l’analisi rileva una concentrazione di una sostanza, che può essere un contaminante chimico, un farmaco o un agro-farmaco, al di sotto dell’LMR indicato da questo regolamento, l’alimento è considerato sicuro e utilizzabile per l’alimentazione umana.

L’inchiesta del Salvagente ha ricercato nel latte la presenza di 24 principi attivi farmacologici, solitamente utilizzati negli allevamenti di bovine da latte, trovando nel 57% dei latti analizzati residui di Meloxicam (antinfiammatorio non steroideo=Fans), Desametasone (corticosteroide) e Amoxicillina (antibiotico).

Il meloxicam, antifiammatorio non steroideo (Fans), è stato rilevato nel 23.8% dei campioni analizzati, ed in particolare in Carrefour Latte Intero Fresco (0.293 μg/kg), Esselunga Latte Intero Fresco di Alta Qualità (0.184 μg/kg), Ricca Fonte Intero Uht (0.019 μg/kg), Parmalat Zymil Alta Digeribilità Fresco (0.06 μg/kg) e LIDL Latte Fresco Intero (0.02). Tutti i valori riscontrati risultano conformi perché al di sotto del LMR di questa molecola.

Il desametasone, un anti-infiammatorio steroideo (glucocorticoide di sintesi), è stato rilevato nel 38% dei campioni, ed in particolare in Coop Origine Latte Italiano Alta Qualità Fresco (0.141 μg/kg), Conad Qualità Latte Fresco (0.192 μg/kg), Granarolo Alta Qualità Fresco (0.199 μg/kg), Parmalat Puro Blu Microfiltrato (0.215 μg/kg), Carrefour Latte Parzialmente Scremato Uht (0.275 μg/kg), Eurospin Latte Alta Qualità Pascoli Italiani Fresco (0.237 μg/kg), Esselunga Latte Intero Fresco Alta Qualità (0.120 μg/kg), e Carrefour Latte Intero Fresco (0.289 μg/kg). Tutti i valori riscontrati risultano conformi perché al di sotto del LMR di questa molecola.

L’amoxicillina è un antibiotico ed è stato rilevato nel 14.2% dei campioni di latte. In particolare, risulta essere presente in Esselunga Latte Intero (1.568 μg/kg), nel Ricca Fonte Latte Intero Uht (1.654 μg/kg) e nel LIDL Latte Intero Fresco (1.123 μg/kg). Tutti i valori riscontrati risultano conformi perché al di sotto del LMR di questa molecola.

laboratorio scientifico test scienziato
L’inchiesta di il Salvagente conferma i ben più corposi risultati del Piano nazionale residui del ministero della Salute

L’inchiesta del Salvagente conferma i ben più corposi risultati del Piano nazionale residui del ministero della Salute. Nel report 2018, dei 26.377 campioni di latte e carne analizzati, 26 sono risultati essere non conformi, ossia lo 0.1%. Non sono state notate differenze tra il latte italiano e quello straniero, mentre solo nel 14.2% dei latti “a marchio” (1 su 7) non sono state rilevate sostanze farmacologicamente attive.

L’aspetto degli LMR ha sicuramente necessità di una profonda revisione scientifica per accertare in via definitiva se i residui di sostanze farmacologicamente attive al di sotto degli attuali LMR possono avere interferenze sul microbiota umano e nel favorire il fenomeno dell’antibiotico resistenza.

Infine, è necessario da parte del giornalismo d’inchiesta un uso più prudente del titolo, dell’occhiello e del sommario, e più in generale delle parole, per evitare irrazionali allarmismi che spesso mettono in secondo piano l’enorme importanza che ha l’andare a mettere il naso nei “sancta sanctorum”. Pur tuttavia, non si può ignorare che una parte della popolazione di difficile quantificazione non vuole che nei prodotti che consuma ci siano determinate sostanze, a prescindere dal fatto che ne sia dimostrata la pericolosità per la salute e dalla quantità presente.

Alessandro Fantini, direttore responsabile Ruminantia®

(*) I limiti massimi di residui, espressi in mg di sostanza attiva per kg di prodotto, sono fissati al momento dell’autorizzazione di un farmaco veterinario o una qualsiasi sostanza chimica utilizzando criteri internazionalmente condivisi, per garantire un’esposizione accettabile da parte dei consumatori.

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  Redazione Il Fatto Alimentare

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7 Commenti

  1. Avatar

    Come scrivevo giorni fa, quando leggi un titolo che parla di analisi choc, la tentazione di condividere i contenuti sul Blog oppure con gli Amici che ti seguono, è forte, ma so da tempo che quando il titolo è forte, è meglio aspettare ed approfondire ed i fatti mi hanno dato ragione.

    Nei giorni scorsi ho visto il lancio dell’inchiesta su Il Salvagente, rivista spesso apprezzabile, ma che come molti altri spesso scivola su titoli ad effetto, che poi vengono smorzati dai contenuti dell’articolo.

    Capisco la necessità di attirare l’attenzione dei lettori, ma in un mondo dove molti si fanno un’opinione solo leggendo il titolo, non è l’approccio che preferisco, tanto più considerando il fenomeno dell’analfabetimo funzionale che di fatto porta molti a non capire quello che leggono.

    Se il titolo sulla rivista – “Ombre sul latte” – gettava il seme del dubbio nel consumatore, quello dell’articolo online era ben più allarmistico – “Antibiotici e farmaci nel latte italiano: le analisi choc del Salvagente” e sappiamo che è gli articoli online girano con una velocità tale che poi non li fermi più.

    Leggendo si scopre che in 12 campioni su 21 c’erano dei residui, tuttavia rientravano decisamente nei limiti imposti dalle normative. Lo choc, quindi, rientra, ma il lettore frettoloso ormai si è fatto un’opinione…

    (volendo approfondire il mio pensiero: https://wp.me/pjP1E-vGu)

    • Avatar

      Infatti tra i miei conoscenti i commenti che girano sono “il latte è PIENO di antibiotici”…

    • Avatar

      “Leggendo si scopre che in 12 campioni su 21 c’erano dei residui, tuttavia rientravano decisamente nei limiti imposti dalle normative.”

      Questo non è tranquillizzante 😉

      Il latte sano fresco di vacche allevate al pascolo di montagna appena munto dal contadino non esiste nemmeno nelle pubblicità.

    • Roberto La Pira

      I residui ormai si trovano anche nell’aria che respiriamo in città si chiama PM10 , tutto dipende dalle quantità di contaminanti. Lo zero assoluto non esiste per questo sono stabiliti dei limiti di sicurezza. Questo concetto dee essere chiaro, altrimenti si finisce con il dire che tutto è contaminato e che non si può mangiare niente.

  2. Avatar

    “[…] la tentazione di condividere i contenuti sul Blog oppure con gli Amici che ti seguono, è forte […]”

    Quando qualcuno cerca con mezzucci di questa natura di attirare la mia attenzione su un titolo sensazionale, il riflesso di farmi un’opinione molto poco lusinghiera di quella persona è assolutamente insopprimibile, mi creda.

  3. Avatar

    Vorrei tanto che il Salvagente facesse un po’ di analisi sull’acqua del sindaco, magari concentrandosi sulla Tuscia; forse scoprirebbe cose ben più preoccupanti delle ombre sul latte!

  4. Avatar

    Vorrei che si riflettesse su un concetto: il fatto che ci siano dei limiti fissati per legge rispetto al contenuto di varie sostanze che comunque non dovrebbero essere presenti negli alimenti, non dovrebbe togliere preoccupazioni al riguardo. Sono sostanze contaminanti, presenti non solo nel latte ma anche in molti altri alimenti (frutta, verdure, uova, carni e pesci, farine, acqua! alimenti che consumiano ogni giorno e in più porzioni al giorno); residui di pesticidi, fungicidi, ormoni, additivi vari, molecole che accelerano o rallentano la maturazione dei vegetali, flalati, ecc, determinano un effetto coctail dannoso per la salute. Superiamo quindi di gran lunga i limiti di assunzione di queste sostanze ogni giorno! Occorre fare di più per limitare i danni che stiamo facendo a noi stessi e ai nostri figli!