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Insetti nei mangimi per l’acquacoltura: cosa ne pensano i consumatori? Partecipa al questionario dell’Università di Firenze

acquacoltura mediterraneoGli insetti, oltre ad arrivare molto presto sulle nostre tavole, potrebbero essere una fonte di proteine sostenibile per il pesce di allevamento. Questa possibilità è stata investigata da un gruppo di ricerca dell’Università degli Studi di Firenze (ne avevamo parlato in questo articolo), che ha preso in considerazione tutti i lati positivi e negativi dell’uso degli insetti in acquacoltura. Per continuare lo studio, i ricercatori hanno messo a punto un questionario, con lo scopo di investigare le attitudini dei consumatori nei confronti del pesce di allevamento e dell’uso di farine di insetto come mangime, che pubblichiamo con piacere qui sotto.

È trascorso ormai un anno dal 24 maggio 2017, quando è entrato in vigore del regolamento UE 2017/893 che ha sancito la possibilità di utilizzare la farina di insetti nell’alimentazione dei pesci allevati. Un anno durante il quale la grande distribuzione ha lanciato numerose campagne per la trasparenza dei prodotti di origine animale tesa, in primis, a evidenziare in etichetta gli ingredienti dei mangimi somministrati.

Ma quanto sanno gli italiani dell’allevamento dei pesci? Hanno le stesse perplessità di molti anni fa relativamente alla sicurezza e alla qualità del prodotto allevato? Come valutano l’introduzione degli insetti nei mangimi utilizzati per la loro alimentazione?

A queste domande tenta di rispondere un gruppo di ricerca del Dipartimento di Scienze delle produzioni agroalimentari e dell’ambiente dell’Università degli Studi di Firenze nell’ambito di alcuni progetti (*) supportati da importanti enti come la Fondazione AGER e l’Ente Cassa di Risparmio di Firenze, finalizzati alla creazione di una filiera per la produzione di pesci da acquacoltura, sostenibile e a basso impatto sulle risorse naturali.

Per partecipare al questionario clicca qui.

Allerta Escherichia coli larve insetti 477039487

(*) “SUSHIN, SUstainable fiSH feeds INnovative ingredients; Nuovi prodotti e rischio per i consumatori: effetto di fonti proteiche alternative e trattamenti meccanici sui principali allergeni alimentari presenti in prodotti a base di pesce”; “Greening animal-derived products supply chains: the innovative opportunity of insects in feeding sector”

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  Redazione Il Fatto Alimentare

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2 Commenti

  1. Sarebbe la cosa meno strana tra le tante che invece fanno, infatti ad esempio trote e salmoni mangiano insetti abitualmente, la pesca alla mosca funziona proprio così, ovvero imita un insetto.
    Decisamente meglio gli insetti che l’endolsulfano e altre “robette” simili che danno ai salmoni di allevamento…

    • Concordo ed aggiungo che questi concentrati proteici sono molto più adatti al consumo animale, che nelle ricette di gourmets stellati per consumatori annoiati.
      Lasciamo agli asiatici le loro tradizioni per noi molto lontane e teniamoci le nostre che non hanno nulla da invidiare, ma che al contrario sono molto desiderate in tutto il mondo.
      Non avrei alcuna difficoltà a consumare pesci e volatili alimentati con insetti, piuttosto che pesce per i polli e pollo per i pesci, se non molto di peggio, tanto che se chiudi gli occhi non sai più cosa stai mangiando.