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L’hamburger di McDonald’s dopo 5 anni non ammuffisce. Il cimelio esposto in Islanda. Non è un miracolo ma un normale processo fisico chimico

MCDONALD
L’ultimo hamburger McDonald’s acquistato alla fine di ottobre 2009 in Islanda prima che la catena abbandonasse il paese non è ammuffito

Le immagini dell’ultimo hamburger con patatine firmato McDonald’s acquistato in Islanda alla fine di ottobre 2009 da Hjörtur Smárason, prima che la catena abbandonasse il Paese, sta facendo il giro della rete. Dopo oltre 5 anni il panino è ancora in ottime condizioni, non si vedono segni di muffe e per questo viene conservato come un cimelio, in un ostello della cittadina di Skógarhlíð. Com’è  possibile? Molte persone di fronte a queste fotografie si interrogano sugli ingredienti utilizzati e ipotizzano la presenza di additivi strani e miracolosi che la catena utilizza per garantire una migliore conservazione dei prodotti. Il tema da sempre appassiona la rete tanto che o line si trovano diverse testimonianze.

 

Nel 2007 su YouTube compare un video, Bionic Burger di Len Foley, dove un giovane sostiene di avere collezionato hamburger vecchi di 18 anni. Anche Sally Davis un’artista di New York, ha fotografato un Happy Meal 145 volte, per dimostrare che i prodotti non ammuffiscono, mentre la blogger Keren Hanrahan nel suo Best of Mother Earth racconta di un hamburger acquistato nel 1996.

 

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L’hamburger di McDonald’s usato per l’esperimento non contiene: salse, cetriolini, lattuga o cipolle e questo riduce l’umidità

La testimonianza più interessante è quella del  sito americano Serious Eats che ha affidato a Kenji Lopez-Alt, curatore della sezione A Hamburger Today il compito di verificare la questione in modo rigorosamente scientifico. Il blogger ha iniziato a lavorare e alla fine ha dimostrato con un esperimento che il panino di McDonald’s invecchia ma non ammuffisce, come succede a qualsiasi altro panino preparato in casa nello stesso modo e con gli stessi ingredienti. Ecco perché.

 

La prima considerazione è che la carne dopo la cottura risulta praticamente “sterile” essendo sottoposta ad alte temperature. L’altro elemento da considerare è che l’hamburger impiegato nell’esperimento (del tutto simile a quello conservato in Islanda) non contiene ketchup, maionese, cetriolini, lattuga, cipolle o altre salse. Questo è fondamentale perché l’umidità del panino si riduce drasticamente e anche la possibilità di crescita delle muffe si riduce al minimo.

 

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Gli hamburger di McDonald’s senza salse e anche quelli preparati in casa nello stesso modo dopo 25 giorni non formano muffe

Nell’esperimento condotto da Kenji Lopez-Alt sono stati osservati per 25 giorni 9 panini: uno acquistato da McDonald’s e lasciato per tutto il tempo su un piatto, un altro tenuto nella confezione originale, un terzo preparato in casa con dimensioni e gli stessi ingredienti molto simili a quelli di zio Mac, il quarto è stato preparato con carne di McDonald’s ma pane acquistato al supermercato e viceversa. Nel test c’erano altri campioni di panini senza sale e altri di grandi dimensioni sia fatti in casa sia comprati.

 

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Le muffe e i primi segni di invecchiamento si sono riscontrati nei panini più grossi con salse, verdure, cetrioli….

Dopo 25 giorni tutti i panini di piccole dimensioni, sia quelli comprati sia quelli preparati in casa, non sono ammuffiti. Le muffe e i primi segni di invecchiamento si sono riscontrati nei panini più grossi acquistati da McDonald’s (Quarter Pounder e l’Angus Third Pounder) e in quelli simili preparati in casa. In tutto ciò non c’è niente di miracoloso, perché quando le dimensioni dei panini aumentano, l’umidità è maggiore e in queste condizioni le muffe si sviluppano con  facilità. Se invece il panino contiene un hamburger senza condimenti il cibo risulta molto secco e le muffe non si formano.

 

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L’hamburger quando è chiuso in un sacchetto di plastica ammuffisce perché l’acqua non evapora e si forma la muffa

Per confermare la teoria, Lopez-Alt ha misurato il tenore di umidità, scoprendo che negli hamburger piccoli il 93% dell’umidità evapora in tre giorni, perché lo spessore del pane e la superficie ampia permettono all’acqua di lasciarlo rapidamente. In queste condizioni il cibo risulta disidratato e quindi non si formano muffe, non crescono batteri e l’hamburger si conserva per anni come è successo in Islanda. Diverso è l’andamento per i panini ricchi di salse, cipolle… perché occorre una settimana per perdere la stessa quantità di umidità e nel frattempo le muffe si formano.
L’autore precisa che gli hamburger di piccole dimensioni ammuffiscono quando restano chiusi in un sacchetto di plastica: perché l’acqua, non evapora e l’ambiente umido favorisce il proliferare dei microrganismi. Insomma l’ultimo l’hamburger di McDonald’s venduto in Islanda resta un cimelio e si è mantenuto in ottima forma solo per ragioni fisico-chimiche e non per motivi fantasiosi che spesso circolano in rete.

 

Sara Rossi (con la collaborazione di Mariateresa Truncellito)

© Riproduzione riservata

Foto: iStockphoto.com

 

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Un commento

  1. Infatti, anch’io non ci vedevo nulla di strano, l’umidità evapora e il panino si secca. COme quando si dimentica il pane in un angolo della credenza: se è in un sacchetto di carta si secca, se è in uno di plastica fa la muffa. All’aperto come il panino della foto si secca di sicuro.