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Dalla Malesia arriva il kit halal, per scoprire in meno di un minuto la presenza nel cibo di Dna di maiale

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Un sensore elettronico per scovare tracce di maiale in alimenti

Tra un anno i musulmani della Malesia potranno acquistare un kit contenente un micro sensore elettronico, in grado di individuare in meno di un minuto la presenza di Dna di maiale nel cibo. La Malesia, paese a maggioranza musulmana, la cui religione vieta di mangiare carne di maiale, è stata scossa un mese fa da uno scandalo, poi rientrato, che ha coinvolto la compagnia dolciaria Cadbury, nei cui prodotti erano state trovate tracce di Dna di maiale, poi smentite da successive analisi.

 

Come riferisce Food Navigator – Asia, il kit, che sta per essere messo a punto da ricercatori dell’Università di Selangor, dovrebbe assicurare risultati con un margine d’errore dello 0,0001% e la sua velocità di risposta consentirà di usarlo anche al ristorante, oltre che su ogni tipo di cibo, ma anche sui cosmetici, per verificare se sono effettivamente certificabili halal, cioè se sono rispettosi dei principi e delle regole della religione musulmana. «Non vogliamo che i cibi certificati halal perdano la fiducia dei consumatori a causa della possibilità che contengano tracce non-halal – ha dichiarato il primo ministro dello Stato malese di Selangor, Abdul Khalid Ibrahim – e per guadagnare questa fiducia dobbiamo assumere delle precauzioni».

 

Beniamino Bonardi

© Riproduzione riservata

Foto: istockphotos.com

  Redazione Il Fatto Alimentare

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