Donut o ciambella a forma di unicorno decorata con glassa; concept: biossido di titanio

Il biossido di titanio (TiO2), additivo alimentare noto con il codice E171, fa davvero male alla salute? La domanda, in Europa, sembra essere stata risolta con il pronunciamento dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efa) del 2021, secondo il quale non può più essere considerato sicuro, soprattutto per la costante presenza di particelle di dimensioni nanometriche in percentuali variabili e per l’impossibilità di definire concentrazioni sicure. Ma ora una polemica innescata negli Stati Uniti da una petizione sembra rimescolare un po’ le carte e mettere in discussione la posizione dell’Efsa e dell’Agenzia nazionale francese per la sicurezza alimentare (Anses), tra le prime a opporsi all’utilizzo dell’E171 per scopi alimentari. Nella petizione, l’Environmental Defense Fund chiede alla Food and drug administration (Fda) di rivedere la sua decisione di un anno fa, con la quale l’agenzia dichiarava il biossido di titanio sicuro e di ritirare l’autorizzazione al suo impiego come additivo alimentare, rifacendosi anche alla decisione europea. 

Il sito NutraIngredients, nel ricostruire la vicenda, ricorda la storia di questa sostanza, dotata di caratteristiche che l’hanno resa popolarissima, come la capacità di conferire un colore bianco tra i più puri presenti sulla Terra e anche quella di schermare in modo straordinariamente efficace le radiazioni ultraviolette. Approvato per la prima volta negli Stati Uniti nel 1966, come additivo che non doveva mai superare l’1% in peso, è stato sottoposto a nuove indagini nel 1973, quando è stato dichiarato nuovamente sicuro. In quel momento però non si sapeva ancora che tende ad accumularsi nell’organismo e a formare nanoparticelle. Da allora la sua sicurezza non è più stata rivalutata. Negli ultimi anni, tuttavia, gruppi di ricercatori indipendenti, come sottolinea Center for Science in the Public Interest, hanno osservato appunto la tendenza all’accumulo e suggerito possibili danni al genoma, in realtà non ancora dimostrati direttamente. Da qui la richiesta, che si basa anche sul pronunciamento dell’Efsa e che è stata subito contrastata dall’associazione di produttori Consumer Health Care Products Association, la quale ha più volte sottolineato l’assenza di dati definitivi e, al contrario, la presenza di molte indagini che non hanno mai fatto emergere nulla di preoccupante. 

Ciotola squadrata di vetro piena di caramelle o confetti; concept: dolci
Un’associazione ha lanciato una petizione per chiedere alla Fda di vietare il biossido di titanio nel cibo, sulla base dell’ultima valutazione dell’Efsa

I sostenitori della posizione della Fda (la quale, è bene ricordarlo, non effettua test in proprio ma si basa sui dossier presentati dalle aziende) sostengono che alcuni degli studi citati dall’Efsa sono stati effettuati, per esempio, su ratti trattati con dosi impossibili da raggiungere attraverso l’assunzione alimentare. Un’ulteriore conferma della sicurezza dell’additivo arriverebbe dal fatto che altre agenzie regolatorie, come quella canadese, quella britannica e quella australiana-neozelandese, hanno escluso rischi per la salute. Inoltre, per il momento, esistono pochissime alternative a una sostanza che ha un ruolo importante anche nella conservazione degli alimenti, perché li stabilizza e li protegge dall’azione del calore e della luce. Inoltre, vietarla avrebbe ricadute economiche non di poco conto, vista la sua grandissima diffusione non solo negli alimenti ma anche nei cosmetici e nei farmaci, che ricadrebbero sui consumatori.

In tutto questo, la Fda nel 2021 ha sottolineato, ancora una volta, l’assenza di studi dall’esito preoccupante e il fatto che anche l’Efsa era giunta alle stesse conclusioni dell’agenzia americana, quanto a possibili effetti su singoli organi sulla riproduzione o sul genoma. Tuttavia l’Autorità europea, a differenza della controparte statunitense, aveva deciso di applicare il principio di precauzione per i dubbi esistenti sulle nanoparticelle e relativi alla tossicità genetica. Anche secondo gli esperti della Fda, i test che avevano suscitato tali dubbi erano stati condotti con formulazioni di molto diverse da quelle usate dall’industri alimentare, “non rappresentative dell’additivo alimentare” e a volte usando vie di somministrazione “non rilevanti per l’esposizione alimentare umana”. Da qui la decisione di mantenere l’autorizzazione e la soglia dell’1%. Il monitoraggio continua, in attesa che nuovi studi aiutino a capire una volta per tutte se ci sono rischi per la salute. Nel frattempo, c’è un effetto collaterale certo: la grande confusione generata nel consumatore.

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Gabriella
Gabriella
29 Settembre 2023 10:49

Dopo aver letto l’ennesimo articolo sul biossido di titanio,mi convinco sempre di più che è ora di lasciar perdere gli Americani e le loro associazioni di parte ( economica,ovviamente!!!) e ragionare con la propria testa.Fa male,non fa male? Io posso dire che,visto che lo abbiamo mangiato per anni,usato in tutti i prodotti di make- up,negli integratori,dentrifici,saponette,shampoo,creme,burrocacao (!!!!)ecc.ecc.,ora sto lottando contro linfoma non-Hodgkin,a cui di sicuro queste sostanze hanno contribuito.BISOGNA CONSIDERARE L’ACCUMULO( E INTENDO DI ANNI),NON L’USO SALTUARIO. E a questo aggiungiamo pure il biossido di silicio,anche questo deleterio e ancora usato.Se le case produttrici non adottano altre soluzioni ( e ci sono!!! basta volerlo) vedranno i loro prodotti perdere di competitività perché la gente non è stupida e il passaparola ha sempre i suoi effetti.

giova
giova
Reply to  Gabriella
24 Ottobre 2023 14:33

@Gabriella, condivido tutto, ma sul biossido di silicio vi sono dei pareri contrastanti … o mi sbaglio?

Lucio Trevisab
Lucio Trevisab
24 Ottobre 2023 11:48

Il biossido di titanio è usato oltre che sui cibi anche su molti farmaci dalle case farmaceutiche, non sarà che ammalandoci poi ci curano con altri prodotti farmaceutici? Oggi per le multinazionali conta il dio denaro che in base al consumo si arricchiscono sempre più, ed ostacolando o comprando anche chi dovrebbe vigilare.

giova
giova
24 Ottobre 2023 14:29

“… la posizione dell’Efsa e dell’Agenzia nazionale francese per la sicurezza alimentare (Anses), tra le prime a opporsi all’utilizzo …”: andando a memoria mi sembra che EFSA si sia pronunciata molto più tardi degli amici francesi.
E in ogni caso, la Francia fu la prima in Europa a vietarne l’uso, forse anche per i farmaci (mentre qui da noi si consumano milioni di BIANCHE PILLOLE ricoperte di biossido di titanio).

Raffaele
Raffaele
Reply to  giova
30 Ottobre 2023 22:08

Anche il biossido di silicio andrebbe studiato se pericoloso