Home / Etichette & Prodotti / Grom: il lusso dei gelati artigianali per un prodotto industriale

Grom: il lusso dei gelati artigianali per un prodotto industriale

A dispetto di ogni logica il gelato di Grom è vissuto nell’immaginario dei consumatori come un vero cono artigianale anche se non è vero. Lo sostengono anche i due manager che gestiscono l’azienda piemontese che parlano sempre di “gelato come una volta”, senza altre precisazioni.

Ma come ha fatto un’industria con centinaia di dipendenti a diventare la rappresentante del gelato artigianale italiano nel mondo? Qual è il segreto? Il marketing? La pubblicità? Forse tutto ciò, affiancato dalla mancanza di una definizione precisa su cosa si intende per gelato artigianale, e dalla scarsa capacità delle associazioni di categoria di contrapporsi ad un’azienda molto abile nella comunicazione.

 

Ecco il video del programma di Consumi&Consumi di RaiNews24, a cura di Vera Paggi in cui Roberto La Pira svela i segreti della catena di gelaterie più famosa del mondo.

 

 

Guarda qui

Jambon Cuit

Prosciutto cotto: tutti i segreti del salume più amato dagli italiani. Il prezzo varia da 8 a 62 €/kg e dipende da provenienza, allevamento e ingredienti

Il prosciutto cotto è il salume preferito dagli italiani: nel 2017 ne sono state consumate …

30 Commenti

  1. Roberto La Pira

    Maria Teresa, abbiamo pubblicato diversi articoli su come si prepara oggi il gelato artigianale evidenziando le storture e i problemi del settore, spiegando che ci sono almeno tre modi di fare l’artigiano. Dopo abbiamo affrontato il tema di Grom. Sono d’accordo con lei quando dice che il gelato avanzato la sera nelle gelaterie poi viene ripresentato al mattino.
    Il tema è complesso, ma dopo questi articoli sul nostro sito qualcosa si sta muovendo e questa è una buona notizia perché qualche regola servirebbe a tutti.

  2. l’assurdità,signor La Pira,è la critica all’aspetto "rugoso"del gelato,dovuto all’assenza di monodigliceridi degli acidi grassi…questa per lei è una mancanza?!!

  3. Roberto La Pira

    Francesca, sì è una mancanza, il gelato da sempre anche quello di una volta doveva essere vellutato e morbido e di giornata per mantenere il più possibile le catatteristiche del prodotto che esce dalla mantecatrice

  4. Gentile dottor la Pira, seguo la sua campagna a spada tratta contro Grom, e con il suo coraggio mette a nudo una campagna pubblicitaria che non sarebbe tollerata in nessun altro paese d’Europa, sicuramente la scritta "il gelato come una volta" sarebbe stato impossibile applicarla in altri stati membri in quanto frode in commercio (congelare la miscela pastorizzata e poi decongelarla implica un passaggio che non ha nulla a che fare con i procedimenti di una volta, dove la miscela veniva cotta in pentola e poi raffreddata con ghiaccio e mantecata…. dubito che questo avvenga da Grom); volevo solo ricordare che è artigiano per definizione tecnica solamente colui che "prepara con le proprie mani", conseguentemente e tecnicamente Grom è un industria; anzi mi correggo un ottima industria come del resto Algida (Unilever) o Bindi, i quali però non usano metodi aleatori ma fanno una pubblicità più cauta e meno azzardata, ma sappiamo che chi rischia ottiene sempre i migliori risultati. Bravi quindi i soci Grom, i complimenti sono planetari, anche se devo dire che l’umiltà comunicativa l’hanno persa da qualche anno. Dottor La Pira, continui pure nella sua battaglia esplicativa, d’altra parte i fatti le danno ragione, ad esempio questo mese le gelaterie di Casale Monferrato e Rimini chiudono; quindi come Lei altre persone si sono accorte che poi non è sempre oro quello che propongono. Bravi i blogger che sanno di acquistare un ottimo gelato industriale da Grom, d’altra parte chi non ha mai mangiato un cornetto Algida o un Magnum ? Diamo merito quindi al dottor La Pira per il suo operato di convincere il Sig. Martinetti a farsi fotografare meno in mezzo a prati fioriti e magari con un bel fabbriche aperte presso lo stabilimento di produzione, questo è quello che vogliono gli italiani: solo una sana verità e un incontro e non uno scontro. Saluti cordiali.

  5. ..per gianmarco..ciao buon gustaio…son un semplice gelatiere che mette un ingrediente segreto nei sui gelati…il cuore…ti aspetto volentieri a degustare con me i miei gelati…sempli
    cemente…

  6. Gentili Signori,permettetemi un commento in relazione a quanto affermate:Mi interesso di refrigerazione per qui ho vissuto delle esperienze dietro in tutti i campi dell’alimentazione.Il gelato artigianale non esiste perché non può esistere in quanto i costi,la presentazione del prodotto ed il gusto non verranno mai premiati.forse qualche gelato alla frutta può ritenersi artigianale.L’unica differenza la possiamo trovare nella quantità di aria immessa nel prodotto.personalmente mi preoccuperei di tutte le schifezze che i nostri nipoti e figli mangiano,di quanto il mercato ci illumina di etichette falsificate,immagini televisive distorte alla Banderas"povera Gallina".Personalmente ritengo che le varie associazioni consumatori dovrebbero dare un contributo maggiore all’informazione su quanto succede nel settore dell’alimentazione,essendo socio di Altroconsumo condivido in parte le informazione che vengono evidenziate negli articoli.In ultimo invito ad una più attenta lettura delle etichette e scartare tutti i prodotti poco leggibili.Ci sarebbe da scrivere un libro.Salutoni Mario

  7. Ho assaggiato il gelato di Grom a Firenze dopo il battage pubblicitario del patron della Grom che si faceva intervistare praticamente ovunque. Personalmente lo trovo un prodotto scadente, qualitativamente identico ai vari gelati industriali in commercio. Ad occhi bendati avrei fatto fatica a identificare il gusto del gelato perchè sono pressappoco tutti uguali.
    L’eccellenza nel gelato è altrove (per fortuna) e avendo in città a disposizione gelateria qualitativamente parecchio superiori mi evito volentieri il finto-gelato di Grom 🙂

  8. ohibò,…ma allora non sono solo io a sostenerlo! Io li ho "testati" 3 volte e non ha emozionato, direi senza infamia e senza lode, essì che quasi mi vergognavo a parlarne in quanto convinto essere il solo "fuori dal coro",….e lo stesso vale per un grande pasticciere sulla bocca di tuitti, le cui mignon le ho comprate per 3 volte,…in quanto incredulo di tanta vergognosa qualità! Probabilmente il marketing ed una strepitosa capacità di comunicare e di vendere la "qualità percepita" possono fare la differenza….

  9. PERSONALMENTE considero l’intervento di La Pira corretto ed equilibrato , voto 7 al gelato e forse,e dico forse,9 all’imprenditoria"Grom",l’importanza delle materi prime,la presenza di E410,non demonizza l’E471 (giustamente) e mette in luce la MANCANZA di un disciplinare per la definizione super parte di gelato artigianale.
    Non condivido le critiche mosse a chi usa semilavorati , definizione troppo generica per esser usata ; mi concentrerei di più sulla competenza di chi produce e la sua consapevolezza su cio che fà .Ciao

  10. Non e’ importante definire che tipo di materie prime usa GROM, la nostra gelateria per esempio non utilizza nessun tipo delle cosidette polveri industriali o semilavorati. Eppure la maggior parte dei nostri clienti ci informano che il gelato GROM non e’ buono come il nostro. Io dico sempre che la qualita’ fa la differenza, se lavori col cuore sono poi i clienti a darti la soddisfazione. Grazie a tutti.