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A proposito del Grana Padano ritirato, il Consorzio chiarisce i motivi dell’allerta

grana padanoNella notizia riportata ieri sul nostro sito inerente i prodotti oggetto di segnalazione all’interno del sistema di allerta europeo (Rasff), tra i vari avvisi si trovava anche un lotto di Grana Padano che avrebbe omesso di indicare la presenza di Lisozima in etichetta. Il Consorzio ha inviato questa nota che volentieri pubblichiamo in cui chiarisce la situazione.

Precisiamo che non esistono confezioni con apposte etichette di Grana Padano che non riportino la presenza di lisozima, a parte quei rarissimi casi di produzione di Grana Padano senza lisozima, ma trattasi di presenza irrilevante. Quindi non esiste alcun problema circa la presenza di lisozima nel Grana Padano che c’è da sempre e da sempre è espressamente e vistosamente dichiarato sulle etichette.
È pertanto pressoché impossibile poter rilevare presso punti vendita confezioni di Grana Padano ove sia omessa la presenza del lisozima.
Ma cos’è il lisozima? È una proteina naturale presente nel latte materno, nelle lacrime, nella saliva umana ed anche nell’uovo di gallina dal quale è estratto tal quale per essere utilizzato, peraltro in dosi contenutissime, nella produzione di Grana Padano. Ciò al fine di stabilizzare e favorire la migliore maturazione e stagionatura del formaggio.
Effettivamente è successo che un nostro confezionatore consorziato, per errore di un suo dipendente che ha sbagliato a inserire nella confezionatrice il rullo delle etichette in cui abitualmente è anche indicato il peso e il prezzo, ha apposto le etichette del Pecorino Romano anziché quelle del Grana Padano per una fornitura di Grana Padano diretta all’estero.
Ovviamente nelle etichette del Pecorino Romano non c’è l’indicazione del lisozima perché nello stesso non è contenuto. La catena distributiva estera a cui è stato destinato questo prodotto, accortasi dell’errore, ha provveduto a ritirare il prodotto già distribuito nei propri negozi e ha dovuto attivare l’alert comunitario per informare quei consumatori che eventualmente fossero stati tratti in inganno nell’acquisto causa l’etichetta sbagliata.
Pertanto non esiste alcun problema circa il Grana Padano e il lisozima ma si è trattato solo di un errore di apposizione di etichette su alcune, per fortuna poche, confezioni già ritirate.
Perché il lisozima, pur essendo una proteina naturale, va dichiarato? Perché essendo estratto dall’uovo è doveroso informare i soggetti allergici alle uova di questa presenza, quand’anche ripetute prove cliniche effettuate negli anni scorsi hanno dimostrato l’assenza di palesi reazioni allergiche in soggetti notoriamente allergici all’uovo testati per verifiche scientifiche dopo l’ingestione di Grana Padano. Nonostante queste rassicuranti verifiche il nostro formaggio continuerà sempre ad indicare con risalto la presenza del lisozima perché il primo must dello scrivente Consorzio Grana Padano è, da sempre, la corretta informazione del consumatore e la consapevolezza di ciò che lo stesso decide di acquistare e consumare.
Chiudo con una domanda provocatoria: ma potrebbe il prodotto DOP più consumato in Italia e nel mondo cercare di nascondere la palese storica presenza del lisozima? Se così si facesse o qualcuno ritenesse di farlo si tratterebbe di una inutile, stupida e illogica finzione, immediatamente rilevabile.
Infatti nel nostro formaggio  c’è il lisozima e noi trasparentemente e orgogliosamente lo diciamo perché sappiamo che, al di là di eventuali allergie da uovo, il lisozima fa bene e a testimoniarlo basta la notizia che in premessa abbiamo citato e cioè che uno degli alimenti più ricchi di lisozima in natura è il latte con cui la donna nutre i propri figli.

Consorzio di tutela del Grana Padano – Desenzano del Garda, 1° luglio 2021

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Roberto La Pira

  Redazione Il Fatto Alimentare

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9 Commenti

  1. Avatar

    da FA del 15/1/2019
    “l lisozima usato anche nel Grana Padano Dop, e classificato dall’Unione Europea come conservate E 1105, è stato promosso a coadiuvante tecnologico dal Ministero della salute. L’impiego del conservante si rende necessario perché le mucche che producono il latte destinato alla produzione del Grana Padano Dop sono nutrite prevalentemente con insilato di mais oltre a pastoni di mangimi Questo tipo di alimentazione comporta la possibile presenza di spore di tipo Clostridium tyrobutyricum nel latte, in grado di germinare tra il 3° e il 6°mese di stagionatura danneggiando irrimediabilmente il formaggio”.
    Arrivare a dire che fa bene mi sembra una bella forzatura considerando che si possono fare formaggi senza tipo il parmiggiano reggiano

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      Tonino Riccardi

      Siamo alle solite. La colpa è del dipendente che si é sbagliato ad inserire l’etichetta. Viva l’Italia

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    Il lisozima è un potente antibatterico naturale prodotto dal nostro organismo e, come dice l’articolo, è presente anche nelle lacrime (è importantissimo proteggere le cellule vive dell’occhio!).

    Non riesco a preoccuparmi, quindi, per la presenza di lisozime nel formaggio…

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    Luca Carradorini

    Alla fine è sempre colpa di un operaio se qualcosa non va bene.

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      Tonino Riccardi

      Come sempre !

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      Purtroppo È COSÌ…. Ho collaborato per 30 anni con aziende del settore posso e testimoniare di errori (per altro banalissimi) nell’inserimento di bobine o di sbagli nella stampa delle stesse che hanno portato poi al rituro dal mercato ed alla successiva distruzione di moltissimi prodotti assolutamente sani. Nessuna frode, nessun inganno. Superficialità, questo sì. Ricordo una volta una partita di miele pregiato di biancospino che per un errore di stampa risultava essere di BIANSCOPINO…. Da ridere. Ma il danno ci fu….

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      la superficialità e la fretta sono nemiche del buon operato …. solo che tante volte ci si dimentica di rilevare che, almeno per la fretta, i tempi non li detta il lavoratore … se il contesto organizzattivo promuove la cultura della qualità la superficialità e la fretta spariscono come per magia

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    Sono anni che mangio questo formaggio e non conosco il medico grazie grana padano

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    Tonino Riccardi

    Ora é diventato anche “magico”. Cura tutto.