Ingredienti e produttori spesso sono gli stessi, ma i prezzi cambiano: il confronto tra frollini a marchio del supermercato e biscotti ‘firmati’ rivela differenze minime nella ricetta e risparmi significativi per i consumatori.
Anche se va diffondendosi il consumo di miscele salutistiche a base di yogurt magro, fiocchi d’avena e frutta secca, per molti italiani la colazione prevede ancora latte, caffè e biscotti. Intere corsie, nei supermercati, sono dedicate ai biscotti: secchi come i petit, farciti con creme al cioccolato, senza zucchero, integrali. Le tipologie sono numerosissime, ma i più popolari sono i frollini, declinati in diverse varianti.
Fra i marchi più popolari troviamo Mulino Bianco e Pavesi di Barilla, Colussi e Galbusera… accanto ai frollini con i marchi delle catene della grande distribuzione, che imitano forma e sapore dei biscotti più famosi. Come accade per tutti i prodotti con il marchio dei supermercati – detti anche, in gergo tecnico, private label o ‘a marchio del distributore’ –, anche i biscotti provengono da grandi aziende che spesso propongono le loro confezioni sullo stesso scaffale. Le ricette dei biscotti variano perché ogni catena modifica leggermente la formula base, ma se confrontiamo l’elenco degli ingredienti si scopre che spesso le differenze non sono così marcate.

Gli ingredienti dei frollini
Prendiamo come esempio i frollini alla panna, quelli con granelli di zucchero e quelli con gocce di cioccolato. Nella maggior parte dei casi i primi ingredienti sono farina, zucchero e olio di girasole, con poche differenze. I frollini Esselunga dichiarano farina di grano tenero tipo 2, meno raffinata. Nessuno dei biscotti considerati contiene olio di palma o altri grassi tropicali, e quasi tutti prevedono fra gli ingredienti un po’ di burro. Le uova possono essere da allevamento a terra oppure no: se non è specificato, provengono da galline che vivono in gabbia. Per gli ingredienti caratterizzanti – in questo caso panna, granelli di zucchero o gocce di cioccolato – deve essere specificata la percentuale. Tutti contengono ‘aromi’, in un solo caso è indicato ‘aromi naturali’, quindi, in generale, si tratta di aromi artificiali.
Ma la domanda cui vogliamo rispondere è: quali sono le aziende che sfornano questi biscotti? Il produttore deve essere riportato in etichetta. A volte troviamo il nome completo, a volte solamente l’indirizzo dello stabilimento, ma da questo si può risalire all’azienda. Abbiamo fatto una ricerca considerando tre tipologie fra le più vendute, firmate da alcune delle principali catene di supermercati.
Esselunga
Tutti i frollini della linea principale sono prodotti da Mavery, divisione di Galbusera dedicata alla produzione di biscotti, fette biscottate, cracker ecc. per le catene di supermercati. I biscotti della più economica linea Smart, invece, sono prodotti dall’azienda Tedesco (Perugia). I prezzi della linea principale variano da 2 a 3 €/kg, e quelli Smart hanno un listino simile (1,8-3 €/kg).

Coop
I frollini alla panna a marchio Coop e quelli con granella di zucchero sono prodotti da Deco Industrie, azienda con stabilimenti in provincia di Ferrara e di Ravenna, che lavora in gran parte per le catene di supermercati. I frollini al cioccolato sono prodotti da Panealba (Cuneo), mentre quelli della linea “primo prezzo” Spesotti provengono dagli stabilimenti di Lazzaroni, marchio noto soprattutto per gli amaretti, presente nei supermercati con i propri pasticcini e biscotti, fra cui i noti Oswego. I prezzi variano da 3,3 a 4 €/kg (i più costosi sono i frollini con gocce di cioccolato), mentre gli Spesotti si trovano a 2 ,0-2,7 €/kg.
Conad
Tutte e tre le tipologie di frollini considerate sono prodotte da Deco Industrie e i prezzi rimangono fra 2,4 e 3,3 €/kg.
Carrefour
I biscotti alla panna a marchio Carrefour sono prodotti dalla nota azienda Colussi, quelli con granelli di zucchero e con gocce di cioccolato da Lazzaroni. Per comprarli si spendono fra 3 e 4€/kg.
Pam
Anche i biscotti alla panna e con granelli di zucchero a marchio Pam sono prodotti da Lazzaroni, mentre quelli con gocce di cioccolato provengono dagli stabilimenti di Panealba. Il prezzo rimane fra 2,7 e 3,3 €/kg.
Eurospin
I frollini alla panna e quelli con granelli di zucchero firmati Dolciando (marchio della catena Eurospin) sono prodotti da Deco Industrie e quelli con gocce di cioccolato da Panealba. I prezzi rimangono intorno ai 2 €/kg.
Confronto tra frollini
Insomma, abbiamo visto ingredienti simili, produttori spesso simili, e prezzi che nella maggior parte dei casi rimangono fra 2 e 3 €/kg, con i frollini con gocce di cioccolato un po’ più cari degli altri. Per quanto riguarda il gusto, molto dipende dagli aromi, quella miscela che ogni azienda custodisce come un segreto e caratterizza il proprio prodotto. Su queste differenze di aromi, oltre che sull’efficacia delle campagne di marketing, si basano spesso le scelte dei consumatori.
Il confronto, al momento della scelta, va fatto fra i biscotti private label (Conad, Coop, Esselunga…) e quelli ‘firmati’, a cui queste linee si ispirano in modo evidente. Dobbiamo pensare quindi alle Macine del Mulino Bianco, viste a circa 4,5 €/kg, per i biscotti alla panna, ai Galletti, con lo stesso marchio e lo stesso prezzo, per i frollini con granelli di zucchero, e alle ben note Gocciole Pavesi, viste a circa 6 €/kg, per i biscotti con gocce di cioccolato. Il marchio Galbusera, d’altra parte, si è specializzato in ricette ‘speciali’, e propone, fra l’altro, frollini senza zuccheri aggiunti, senza glutine, o basso contenuto di grassi, posizionati in una fascia di mercato più alta. Per i biscotti più vicini alle ricette classiche, comunque, si spendono circa 5-6 €/kg. Se consideriamo i prezzi, quindi vediamo che i biscotti a marchio delle catene costano circa la metà.
Nota:
(*) Prezzi rilevati sulle piattaforme di vendita delle principali catene di supermercati a inizio aprile 2026.
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Giornalista pubblicista, laureata in Scienze biologiche e in Scienze naturali. Dopo la laurea, ha collaborato per alcuni anni con l’Università di Bologna e con il CNR, per ricerche nell’ambito dell’ecologia marina. Dal 1990 al 2017 si è occupata della stesura di testi parascolastici di argomento chimico-biologico per Alpha Test. Ha collaborato per diversi anni con il Corriere della Sera. Dal 2016 collabora con Il Fatto Alimentare. Da sempre interessata ai temi legati ad ambiente e sostenibilità, da alcuni anni si occupa in particolare di alimentazione: dalle etichette alle filiere produttive, agli aspetti nutrizionali.









