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Foodu: il supermercato partecipativo online, per chi vuole andare oltre l’acquisto dei prodotti

Team del supermercato partecipativo; FooduVi piacerebbe partecipare alla selezione dei prodotti in vendita nel vostro supermercato? Dare consigli alle aziende produttrici su prezzo, packaging e gusto, nonché accedere a un’offerta di alimenti nutrizionalmente equilibrati, che rispettano criteri etici e sono approvati da un gruppo di esperti indipendenti? È ciò che propone Foodu, supermercato online partecipativo nato due anni fa nella provincia di Bari. Una realtà che ha mosso i suoi primi passi nel 2020, con l’intento di uscire dalle logiche della grande distribuzione organizzata, focalizzate sulla notorietà dei brand e sulle promozioni di prezzo, e di privilegiare un modello di produzione e di consumo basato su qualità, responsabilità e personalizzazione.

“Il progetto è stato inaugurato nell’anno di esordio della pandemia, quando sono esplose le vendite online – spiega Antonella Fasano, fondatrice di Foodu –, ma l’idea e la campagna di fund raising erano già partiti nel 2019″. Questo supermercato online non è quindi l’ennesima proposta in un panorama di offerta di spesa a domicilio ormai decisamente ricco, nel quale ci sono già state realtà che hanno dovuto abbandonare l’arena (emblematico è il caso di Gorillas che ha recentemente lasciato l’Italia, dopo appena un anno di attività), ma intende essere molto diverso e caratterizzato dalla possibilità di prendere parte attiva all’organizzazione, oltre ad attingere da un panel di prodotti selezionati, appartenenti a 56 categorie.

dal sito del supermercato partecipativo Foodu,tre riquadri colorati descrivono il percorso di approvazione dei prodotti
Nella prima fase di scrematura dei prodotti intervengono gli esperti, poi è prevista la valutazione da parte di un gruppo selezionato di consumatori

La scelta dei prodotti da inserire nell’offerta di Foodu, infatti, non è effettuata dall’azienda ma dagli utenti stessi del sito. Le persone che contribuiscono attivamente possono avere di profili diversi. Nella prima fase di scrematura intervengono quelli che sono definiti esperti (oggi sono circa 50), persone che hanno specifiche competenze in questo settore, dai nutrizionisti ai tecnologi alimentari, e che offrono volontariamente la loro consulenza. Certamente questo ruolo non può essere ricoperto da chiunque, ma solo da coloro che hanno una formazione tecnico-scientifica su temi alimentari. Questi esperti stabiliscono e verificano le caratteristiche dei prodotti da inserire nel paniere di Foodu, forniscono contenuti di approfondimento e consulenze e ricevono in cambio agevolazioni e sconti sugli acquisti.

Ci sono poi i clienti denominati approver (attualmente più di 3.000). Si tratta di consumatori normali che desiderano valutare i prodotti che ricevono e che, in cambio del tempo dedicato a questo feed back, godono di benefici esclusivi sugli acquisti e della possibilità di acquistare a prezzo di costo. Solo i prodotti approvati sia dagli esperti che dagli approver hanno poi un posto nella piattaforma disponibile a tutti. Anche il cliente che non appartiene al gruppo degli ‘approvatori’, però, gioca un ruolo più attivo rispetto a quello del consumatore standard di altri servizi e può avere informazioni dettagliate sui prodotti o fornire suggerimenti su come ampliare o migliorare l’assortimento. Anche in questo caso, poi, sono previsti programmi di fidelizzazione, come quello denominato ‘prime’ che prevede una spesa gratis ogni tre. Inoltre, tutti i consumatori possono diventare soci e acquistare una quota della società.

Dal sito del supermercato partecipatifo Foodu, donna con espressione entusiasta e riquadri con le categorie di prodotti
Nell’offerta è stata recentemente inserita la categoria frutta e verdura e presto l’azienda prevede anche l’aggiunta dei prodotti freschi, da conservare in frigo

L’innovazione della società pugliese, annunciata in occasione dell’ultima edizione di Sana, il salone dedicato ai prodotti biologici e naturali, è l’ampliamento del suo ruolo di strumento di dialogo tra aziende e consumatori. “Abbiamo pensato che il nostro obiettivo non dovesse essere solo quello di premiare chi sapeva già fare i prodotti migliori – sottolinea Fasano –, ma anche quello di aiutare le imprese più impegnate a migliorare la loro offerta. Abbiamo quindi creato dei moduli informatici che consentono uno scambio tra approver e produttori, in modo che questi ultimi, ricevuto il feed back della nostra ‘tribù’, possano migliorare i prodotti o proporli con modalità e prezzi più accattivanti e giusti”.

L’aspetto che attualmente potrebbe costituire un limite a uno sviluppo massiccio del progetto è quello delle tempistiche di consegna dei prodotti. Questa infatti non può ancora essere fatta indicando data e ora, come invece fanno la maggior parte delle altre realtà che operano in questo settore. È quindi necessario che all’indirizzo di consegna sia sempre presente qualcuno. D’altro canto i costi del servizio sono piuttosto bassi, la consegna, infatti, costa 3,90 euro, ma per spese superiori ai 35 euro è gratuita. “Abbiamo tuttora una sola area di smistamento, in Puglia – precisa Fasano –, possiamo quindi per il momento solo garantire di recapitare la spesa entro due o tre giorni dall’ordine, nel nostro piano di sviluppo è però prevista l’apertura di nuove sedi distributive a Milano e a Torino intorno alla seconda metà del 2023”.

Tra le novità in arrivo c’è anche un ulteriore ampliamento dell’offerta. Partito solo con i prodotti da dispensa, il portafoglio prodotti ha recentemente incluso frutta e ortaggi e presto comprenderà anche i freschi. “Intendiamo proporre un assortimento completo, in grado di soddisfare tutte le esigenze – conclude Fasano –, a patto che si tratti di prodotti dotati delle caratteristiche precisate nel nostro ‘manifesto‘. Non ci limitiamo infatti proporre prodotti biologici, ma offriamo anche alimenti che, pur senza questa certificazione, si distinguono per essere o esenti da residui di pesticidi, o realizzati da piccoli e medi produttori artigianali, oppure per le peculiarità della loro filiera produttiva. Privilegiamo inoltre le produzioni italiane o locali, in una logica che è soprattutto quella di riduzione dell’impatto ambientale determinato dai trasporti”.

© Riproduzione riservata; Foto: azienda Foodu, iStock

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Roberto La Pira

  Chiara Cammarano

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Un commento

  1. Auguri, ma mi pare una organizzazione molto complicata. Poi, se davvero dai la possibilità alla gente di esprimersi, di sicuro arriveranno logorroici e persone a cui non sta bene nulla…

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