Home / Pianeta / Se la spesa online viaggia su due ruote: il nuovo approccio agli acquisti alimentari ‘da casa’

Se la spesa online viaggia su due ruote: il nuovo approccio agli acquisti alimentari ‘da casa’

La tendenza è esplosa mentre imperversava la pandemia e ha preso piede, moltiplicandosi e concretizzandosi in soluzioni sempre più diversificate. Oggi, chi vuole farsi portare a casa la spesa, soprattutto se abita in città, non ha che l’imbarazzo della scelta. Non solo, infatti, le principali catene della grande distribuzione hanno sviluppato servizi di spesa online sempre più efficienti, ma ci sono anche un numero crescente di aziende specializzate, che operano soprattutto attraverso app. Le più numerose fanno la spesa al posto del cliente nei negozi indicati dal cliente stesso, un servizio oggi svolto anche da alcuni delivery della ristorazione, come Deliveroo e Glovo. Cresce poi il numero di società che attingono dai loro magazzini, i cosiddetti dark store.

Le principali differenze tra un operatore e l’altro, oltre alla selezione dei prodotti, sono relative ai tempi, ai costi e agli orari consegna, ma anche alla semplicità, piacevolezza e velocità d’uso dell’app o del sito su cui si effettua l’ordine. Vi è poi un altro aspetto in base al quale questi operatori possono distinguersi: quello della sostenibilità. Ci sono aziende specializzate che consegnano alimenti in una logica eco anche da ben prima del 2020, come Cortilia, nata nel 2011, ma esistono oggi molte imprese che, pur non proponendo esclusivamente prodotti bio o a filiera corta, si ispirano esplicitamente fin dalla fondazione alla tutela dell’ambiente e dell’equità sociale, secondo logiche di business innovative e allineate con le tematiche di maggiore attualità, soprattutto tra le ultime generazioni.

Spesa online, consegna Gorillas di un sacco
Gorillas è specializzata nella consegna rapida e dichiara prezzi uguali a quelli della Gdo. Il costo della consegna è di 1,80 euro, con spesa minima di 5 euro

Tra queste è emblematico il caso di Gorillas, azienda tedesca nata nel 2020 e presente oggi in nove paesi con oltre 200 dark store in 60 città, che impiega ormai circa 14 mila lavoratori. Per quanto riguarda l’Italia, la società specializzata nella spesa online ha inaugurato la sua attività a Milano nel maggio del 2021 e conta ora 13 magazzini solo nel capoluogo lombardo e un totale di 22 su tutta la Penisola, in particolare nelle città di Bergamo, Roma, Torino e, da aprile, anche Firenze. L’azienda è specializzata in una consegna molto rapida, in genere entro 10 minuti, e dichiara prezzi uguali a quelli della grande distribuzione, mentre il costo della consegna è fisso ed equivale a 1,80 euro con una spesa minima di 5 euro.

L’obiettivo con cui nasce questo progetto, però, non è semplicemente quello di consegnare il cibo nelle case delle persone, si tratta di qualcosa di più ampio: “La volontà di promuovere – dichiara l’azienda – un nuovo modo di concepire la spesa, nel quale si prediligono acquisti limitati ma frequenti, con ordini tramite biciclette elettriche, per aumentare il consumo consapevole, ridurre gli sprechi e limitare le emissioni locali”. La scelta dei fornitori è tra gli aspetti che contribuiscono a ottenere questo risultato. Tra questi, infatti, una quota del 20% circa è costituita da produttori del territorio, che garantiscono catene di approvvigionamento brevi e sostegno alle comunità locali, come birrerie, torrefazioni di caffè, biscottifici e altro ancora. Nell’offerta sono presenti anche marchi difficili da trovare nella grande distribuzione, ma che possono essere inclusi facilmente nell’app. L’intenzione dell’azienda è infatti quella di semplificare la distribuzione ai piccoli produttori, offrendo loro l’opportunità di raggiungere una grande quantità di consumatori e diventando per loro un nuovo canale di distribuzione. I fornitori, inoltre, sono scelti in base a criteri che includono la responsabilità ambientale e sociale, la trasparenza e la diversità.

Spesa online, biker Gorillas in movimento
I rider di Gorillas, selezionati con criteri di inclusività, hanno regolari contratti di assunzione e utilizzano l’attrezzatura e l’abbigliamento forniti dall’azienda

Criteri analoghi sono applicati internamente. Spicca in particolare la gestione del personale. I rider che consegnano la spesa online, una categoria professionale nata da poco, sul cui sfruttamento si sono susseguite negli ultimi anni numerose notizie, sono gestiti di Gorillas in maniera responsabile. Questi, diversamente da quanto capita ai ‘colleghi’ che lavorano per altre società, non sono pagati a chiamata, ma vengono assunti con contratti regolari, possono usufruire di iniziative di formazione e hanno prospettive di carriera. Sono inoltre dotati dall’azienda degli strumenti per svolgere il loro lavoro, dalla e-bike agli accessori per la sicurezza (casco, catarifrangenti e abbigliamento).

Tra le iniziative recenti di Gorillas spiccano poi diverse attività per evitare lo spreco di cibo. È attualmente disponibile Lotta allo Spreco, un’offerta che prevede la possibilità di acquistare e ricevere a casa una borsa della spesa a metà prezzo prenotandola ogni lunedì, mercoledì e venerdì, dalle 11 a mezzanotte. La bag, che contiene alimenti prossimi alla scadenza, è disponibile in tre versioni: dai 4,99 euro della borsa con prodotti per la colazione ai 5,99 della versione vegetariana, fino ai 6,99 euro di quella che può contenere qualsiasi tipo di alimento. Inoltre, sempre sul fronte della lotta allo spreco, nei mesi di febbraio e marzo di quest’anno è stato realizzato il progetto The Food Waste Truck in base al quale un furgoncino Gorillas ha distribuito ogni giorno gratuitamente a enti di beneficenza di Milano i prodotti invenduti ma ancora buoni.

Spesa online, Furgone antispreco Gorillas, in primo piano una consegna
A febbraio e marzo di quest’anno un furgoncino di Gorillas ha distribuito ogni giorno gratuitamente i prodotti invenduti a enti di beneficenza di Milano

Infine dal 15 marzo l’azienda è anche carbon neutral per le emissioni generate in modo diretto (Scope 1 e 2*), un passo importante nel percorso a lungo termine per raggiungere un obiettivo di emissioni zero in tutte le aree di business. Sono state infatti risparmiate 4.960 tonnellate di CO2 derivate da refrigeranti, elettricità, riscaldamento e raffreddamento di magazzini e uffici. A oggi, inoltre, Gorillas utilizza il 52% di elettricità verde e queste fonti energetiche rappresentano già due terzi del consumo dei magazzini in Germania, Italia, Paesi Bassi e Regno Unito, mentre in Danimarca opera con una fornitura interamente da energia verde. Gorillas ha inoltre deciso di compensare le emissioni generate in passato sostenendo tre iniziative accreditate di Climate Partner, società specializzata in progetti di mitigazione dell’impatto climatico. Per quanto riguarda poi la riduzione delle emissioni a monte e a valle dell’organizzazione, la società tedesca di consegna della spesa online sta testando una serie di iniziative, come la riduzione dei rifiuti da imballaggio grazie a fornitori come Vytal, che offre soluzioni circolari per i pasti pronti, ma anche la riduzione delle emissioni per i viaggi d’affari e l’approvvigionamento da fornitori sempre più allineati con le sue ambizioni di sostenibilità.

Tra le soluzioni che puntano a modificare radicalmente il modo di fare la spesa, non possiamo non citare anche un’altra serie di progetti legati all’idea di spesa online. Si tratta di aziende, anch’esse nate da poco tempo e strutturate seguendo logiche innovative, che consegnano gli ingredienti già dosati e preparati per realizzare specifiche ricette, i cosiddetti ‘kit per la preparazione dei pasti’. Alcune delle realtà operative in questo settore sono Quomi, Hello Fresh e Second Chef. Abbiamo già parlato anche di Gousto, che attualmente vende solo all’estero. Anche in questo caso, naturalmente, non mancano le aziende che puntano in maniera decisa sulle tematiche della sostenibilità e della salvaguardia ambientale, come Planeat.eco, quest’ultima opera al momento solo in alcune provincie della Lombardia.

* La carbon footprint raggruppa le fonti emissive in tre macro-classi: Scope 1 (emissioni dirette), Scope 2 (emissioni indirette da consumo energetico) e Scope 3 (altre emissioni indirette derivanti dalle attività a monte e a valle dell’organizzazione).

© Riproduzione riservata; Foto: Depositphotos, AdobeStock, Gorillas

Il Fatto Alimentare da 12 anni pubblica notizie su: prodotti, etichette, pubblicità ingannevoli, sicurezza alimentare... e dà ai lettori l'accesso completamente gratuito a tutti i contenuti. Sul sito non accettiamo pubblicità mascherate da articoli e selezioniamo le aziende inserzioniste. Per andare avanti con questa politica di trasparenza e mantenere la nostra indipendenza sostieni il sito. Dona ora!

Roberto La Pira

  Chiara Cammarano

Guarda qui

soia

Soia e deforestazione: un’azione di Greenpeace sottolinea il peso ambientale degli allevamenti

Un’eclatante azione dimostrativa durante la seconda settimana di maggio ha visto gli attivisti di Greenpeace …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *