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Food design in Italia: un percorso storico e fotografico per capire le forme del cibo

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Food design in Italia: un excursus storico e fotografico nelle forme del cibo

Cosa ci viene in mente se parliamo di Food design italiano? A far chiarezza su questo concetto è il libro Food design in Italia edito da Elcta e realizzato da Alberto Bassi. Spesso infatti questo termine ci richiama alla mente la composizione dei piatti, la moda di presentare il cibo con particolari accostamenti anche visivi e non solo dedicati a soddisfare il palato o ancora alcuni potrebbero pensare al packaging dei pasti consumati in aereo. Il libro invece ci permette di distinguere tra tre diversi tipi di design: quello con il cibo tipico del modo di preparare i piatti, quello per il cibo, riguardante gli strumenti  (pentole, bicchieri…), e infine il design vero e proprio del cibo. L’insieme di questi elementi  caratterizza il prodotto definendo forma, struttura, composizione, packaging e pubblicità.

Partendo da questo concetto si  racconta la storia dell’alimento, dall’ideazione fino alla composizione finale, completa di tutto ciò che lo caratterizza, inglobando anche distribuzione, comunicazione  e consumo. Il libro è arricchito da un ampia sezione iconografica. Le illustrazioni e gli esempi pratici come i pelati Cirio, il formaggino Mio, la carne in scatola Simmenthal ecc… permettono di conoscere gli aspetti del food design in modo concreto, senza astrazioni.

 

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Un esempio dei prodotti di cui si parla nel libro

Il volume è scandito da quattro sezioni  che racchiudono momenti diversi di fruizione e consumo del cibo  permettendo una contestualizzazione storica del prodotto e delle caratteristiche . «Il primo capitolo si occupa del cibo italiano nella fase precedente l’avvento dell’industria […]. Il secondo e terzo capitolo affrontano la “traduzione” industriale, a cavallo fra Ottocento e Novecento, di molti prodotti già esistenti dentro un contesto (non solo di manifattura) artigianale e finisce con l’analisi in epoca moderna delle aziende alimentari e dei nuovi prodotti. Un quarto capitolo racconta la situazione contemporanea, soprattutto in Italia, dove si è affermato un “altro” sistema attorno all’alimentazione: biologico, slow, tradizionale, tipico e così via.

La scansione temporale tuttavia non è la sola chiave di lettura: nel volume si trova un inventario «dove i prodotti sono identificati per la loro rilevanza storica e vengono indagati dal punto di vista del progetto muovendo da una ricerca condotta su fonti storiche».

 

Titolo: Food design in Italia. Progetto e comunicazione del prodotto alimentare di Alberto Bassi, editore  Electaarchitettura, 272 pagine, 35 euro.

 

  Redazione Il Fatto Alimentare

Redazione Il Fatto Alimentare

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