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Ferrero si scusa per lo scandalo della Salmonella nei Kinder che ha coinvolto quasi 300 bambini

Copertina del giornale francese Le Parisien con il titolo “Dopo lo scandalo Kinder - Il mea culpa del patron di Ferrero” e la foto di Nicolad NeylovLo scorso mese di aprile, l’Agenzia federale per la sicurezza della catena alimentare Belga (Afsca) ha deciso la chiusura dello stabilimento Ferrero di Arlon, dopo avere riscontrato una contaminazione da salmonella su diversi prodotti a base di cioccolato. Secondo le più recenti stime in Europa sarebbero oltre 300 le persone (prevalentemente bambini) colpite da salmonellosi in seguito al consumo di snack al cioccolato firmati dalla multinazionale italiana. L’azienda in seguito a questo provvedimento ha ritirato in  tutti i Paesi i prodotti sospettati di essere contaminati. Nicolas Neykov amministratore delegato di Ferrero France, intervistato pochi giorni fa da Le Parisien, ha risposto per la prima volta a diverse domande su questo caso che ha colpito molto l’opinione pubblica francese.

Nicolas Neykov ha detto di essere “profondamente dispiaciuto… Le famiglie che hanno subito danni saranno risarcite anche finanziariamente. Ovviamente non sto parlando di buoni, ma di risarcimento dei danni, che valuteremo individualmente, famiglia per famiglia, a seconda della durata del ricovero in ospedale… Attualmente siamo in contatto con dozzine di famiglie”. Dall’intervista è emerso che Ferrero ha ricevuto più di 150mila richieste di risarcimento e ciò ha comportato una spesa di circa 2 milioni di euro. L’amministratore delegato ha precisato di avere perso il 40% del  fatturato a Pasqua, e che l’impatto finanziario complessivo per la società sarà di alcune decine di milioni di euro, visto che sono stati ritirati prodotti per un totale di 3mila tonnellate.

Confezioni di prodotti Kinder Ferrero: Schoko-Bons da 125 g e 40g, Kinder Sorpresa Maxi ragazza e puffi, confezione pasquale ovetti pulcini
Alcuni prodotti Kinder Ferrero ritirati dal mercato

Per capire meglio occorre ritornare al 15 dicembre 2021, quando il sistema di sicurezza dell’azienda rileva la  presenza di Salmonella nei prodotti. L’allarme è immediato, come pure l’arresto di tutte linee di produzione, oltre alla chiusura della fabbrica e alla smaltimento dei prodotti presenti nei magazzini.“Tutto viene pulito con olio vegetale a 75 gradi – precisa Neykov – e si individua l’area di contaminazione nel serbatoio del burro. A seguito di controlli e di test  successivi sui prodotti il problema sembra risolto e dopo qualche giorno lo stabilimento riparte”. Qualche cosa però non ha funzionato perché nelle settimane successive la questione Salmonella si ripropone e cominciano i primi ricoveri dei bambini che hanno consumato prodotti Kinder. L’amministratore delegato ci tiene a precisare che Arlon non è una fabbrica di rifiuti, negli ultimi anni sono stati investiti 36 milioni di euro che non c’è mai stato inganno o volontà di nascondere la verità.

Lo stabilimento di Arlon in Belgio dovrebbe riaprire il 13 giugno dopo che per oltre un mese mille dipendenti della fabbrica hanno lavorato sette giorni su sette per smantellare e pulire tutti i macchinari e le linee. Ferrero sta anche lavorando sui due potenziali punti di ingresso dei batteri: le materie prime e gli esseri umani modificando protocolli di ingresso in fabbrica. L’altra novità è che se fino ad ora i controlli sono stati fatti internamente, d’ora in avanti in tutti gli stabilimenti la metà dei test sarà affidata a laboratori esterni. Alle perdite commerciali potrebbero presto aggiungersi i contraccolpi della battaglia giudiziaria intentata in Francia. A presentare la denuncia sostenuta da Foodwatch, sono state le famiglie di due bambine, una nata nel 2013 e l’altra nel 2016, che si sono ammalate dopo aver mangiato delle uova di cioccolato.

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Roberto La Pira

  Redazione Il Fatto Alimentare

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2 Commenti

  1. Si sono resi conto della gravità dell’incidente

  2. federica castellazzi

    A mio modesto parere sarebbe utile che la Ferrero affrontasse questa crisi rivedendo l’utilità delle sue produzioni per la salute dei bambini e dell’ambiente, magari convertendosi in qualcosa di diverso….questi colossi hanno delle grandi responsabilità non solo in termini di sicurezza alimentare nell’immediato ma nel medio e lungo termine….

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