Home / Nutrizione / Per Ferrero l’olio di palma è un prodotto di “eccellente qualità”. L’azienda cerca così di sdoganare un grasso bocciato dai nutrizionisti e nascosto sulle etichette

Per Ferrero l’olio di palma è un prodotto di “eccellente qualità”. L’azienda cerca così di sdoganare un grasso bocciato dai nutrizionisti e nascosto sulle etichette

olio di palma ferrero
La campagna pubblicitaria della Nutella cerca di sdoganare l’olio di palma come prodotto di eccellente qualità

Gli italiani scoprono che l’olio di palma è un grasso “di eccellente qualità” nell’autunno del 2016, grazie alla massiccia campagna pubblicitaria promossa da Ferrero. Il concetto viene supportato da decine di articoli che descrivono l’olio della Nutella come un grasso: buono, senza contaminanti e rispettoso dell’ambiente. La stessa cosa si registra in molti programmi televisivi dove esperti addomesticati insieme a oncologi e biologi che non conoscono la materia elogiano il grasso tropicale. La realtà è leggermente diversa e lo sostenevano in passato nutrizionisti di solida e motivata fama, come il medico dietologo Oliviero Sculati e Carlo Cannella (presidente dell’Inran), che consideravano i grassi tropicali ingredienti di pessima qualità. La pensava allo stesso modo anche il nutrizionista Giorgio Calabrese (ora presidente del Comitato nazionale per la sicurezza alimentare), che in una famosa intervista di 6 anni fa accusava i grassi tropicali di “sporcare le arterie… essendo aterogenici, dando al sangue una maggiore viscosità… Nel mio Piemonte si chiama “sangue spesso”, salvo poi cambiare idea nel 2014. Oltre a questi motivi di tipo nutrizionale, l’olio di palma non è mai stato venduto nei supermercati perché nella versione di olio vergine è di colore rosso ed emana un odore sgradevole. Nella versione raffinata, invece, ha una consistenza semi solida che non piace.

olio di palma grezzo
L’olio di palma grezzo è rosso ed emana un odore sgradevole

Queste argomentazioni erano ben note anche alle aziende, che lo hanno abilmente celato nell’elenco degli ingredienti dietro la generica scritta “olio vegetale“. Se il palma fosse davvero un prodotto di “eccellente qualità”, perché non citarlo nella lista delle materie prime? In genere le aziende evidenziano sempre sulle confezioni la presenza degli ingredienti di pregio, come avviene per le patatine fritte e gli snack… preparati con olio di oliva, oppure di girasole e mais. Quali considerazioni scientifiche e/o nutrizionali hanno convinto Ferrero a classificare l’olio di palma come eccellente? Se fosse vero, perché ai consumatori di Nutella per decenni è stato nascosto l’uso di un ingrediente così importante (rappresenta il 20% del vasetto).

nutella ferrero olio di palma 2016
Ferrero cerca in tutti i modi di sdoganare l’olio di palma come prodotto di qualità

A questo punto è lecito avanzare qualche ipotesi sulle iniziative che potrebbero essere intraprese nel prossimo futuro per sdoganare il grasso tropicale e proiettarlo nell’Olimpo delle materie prime di qualità. I progetti sono tanti. Potrebbero iniziare i cuochi stellati con nuovi piatti a base di olio di palma. Ci stanno bene anche film e documentari con attori e personaggi dello spettacolo nelle piantagioni tropicali (è in uscita un servizio di Licia Colò invitata da Ferrero a visitare i luoghi di coltivazione). Non mancheranno certo libri di cucina con ricette elaborate da famosi food blogger, pronti a rilanciare i nuovi piatti  in rete.

Lo sdoganamento del palma è iniziato e Ferrero ha investito somme ragguardevoli promuovere quest’olio. Il problema vero non è questo ma il folto gruppo di giornali, editori, canali televisivi e siti web disposti a pubblicare qualsiasi cosa pur di riabilitare i peggiori grassi tropicali e attrarre così le simpatie di un potenziale sponsor che ogni anno investe somme considerevoli in pubblicità.

© Riproduzione riservata

Roberto La Pira e Dario Dongo

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98 Commenti

  1. Visto che tutti ribadiscono, anch’io voglio ribadire la mia sintesi del problema:
    -POCO grasso di palma estratto a bassa temperatura senza esano, non fa male a nessuno, bambini compresi.
    -MOLTO grasso di palma estratto a bassa temperatura apporta molti grassi saturi dannosi per il sistema cardio-circolatorio.
    -MOLTO grasso di palma estratto ad alta temperatura e con solventi e sbiancanti, è tossico e potenzialmente cancerogeno per tutti e peggio per i bambini, quindi se fa male è un veleno alimentare da evitare, o ridurre drasticamente ad assunzioni solo occasionali.
    -L’IMPATTO AMBIENTALE DISTRUTTIVO delle coltivazioni estensive, non è problema secondario da sottovalutare, se vogliamo mantenere abitabile il nostro pianeta.

  2. Maurizio Lovisato

    Chi non e’ interessato all’articolo ha la libertà di “saltarlo” e passare ad altra notizia!
    Ma che discorso fate? Potevate muovervi voi, allora! Sempre a lamentarsi e di fatto, non fare NULLA.
    Se trovate ripetitivo il discorso, non replicate, bypassate l’argomento palma o passate direttamente ad altra testata. Su tutto il discorso del palma, concordo con La Pira.

    • Maurizio, mi sembra che ci sia tutta gente interessata…tu concordi con La Pira, c’è chi non concorda e c’è chi cerca di approfondire e di capire meglio quel che succede. Ognuno dice quel che pensa e basta…la ripetitività dei commenti è proporzionale alla ripetitività degli articoli.

  3. Mi spiace ma io non ci credo che molti di Voi riescano veramente ad essere felici e a congratularsi con le aziende “tipo Barilla” che hanno cambiato tipologia di olio utilizzato… ma ci vuole così tanto a capire che lo hanno fatto solo per vendere???? Ma qualcuno sa che a Ferrero non interessa cambiare tipologia di olio perché (oltre a non essere così malvagio come viene descritto) in tutti gli altri paesi in cui esporta questo problema quasi non esiste? (Mulino Bianco vende praticamente tutta la linea forno solo in Italia….l’export è solo per la pasta…. anzi producono in Francia ed importano in Italia ed infatti hanno sostituito in molti casi il palma con il colza…..e qui voglio proprio vedere chi dice che è meglio….).
    Per chi la prende come un fatto ambientale ripeto di andare a vedere la 5 di utilizzo di palma nell’alimentare e soprattutto gli impatti ambientali degli altri oli…
    Per chi dice che chi non è interessato all’argomento dovrebbe saltare gli articoli, io consiglio di andare a leggere anche altre testate invece di accannirsi e fossilizzarsi con certe idee perché mi sembra che tutto il mondo sia uguale…si cerca di tirare l’acqua al proprio mulino….

    • Come darti torto Stefy, il comportamento di Barilla & Co è stato sicuramente un pò furbetto…e la cosa che più urta è che lo fanno sembrare un grande favore a noi consumatori.

    • Giusto Stefy. La penso come te! Hanno fatto le guerra all’olio di palma e ora si trovano la colza… Altri oli poi rendendo molto meno hanno bisogno di più superficie più impiego di mezzi più acqua più pesticidi più concimi, quindi alla luce di tutto ciò qual’è l’olio più rispettoso e a basso impatto ambientale? A voi la scelta!

    • Stefy sei una grande. non lascio nessun commento perchè mi hai anticipato per filo e per segno sull’argomento. una sola domanda a tutti. Sapete da dove Barilla importa il grano per la pasta? su questo argomento non vi ponete nessuna domanda? la parola UCRAINA cosa vi dice?

    • Ciao, segnalo anche questo articolo:
      http://www.greenpeace.org/italy/it/campagne/foreste/indonesia/Olio-di-palma/
      Può contribuire a capire meglio i vari aspetti della questione, che è sia alimentare, che ambientale.

    • Molto interessante Gianluca….grazie!

  4. Stefy,
    hai perfettamente ragione
    è vero:
    il palma non fa male, ma fa benissimo alla salute
    non è devastante per ambiente e organismi, anzi, li aiuta a svilupparsi e ad evolversi.
    fa talmente bene alla salute che abbassa, anzi abbatte il livello di celesterolo, debella lo stato di acidità gastrica (quella che ti fa girare e vivere con antiacidi e bicarbonato), fa sparire i reflussi gastrici notturni (specie quelli durante il sonno).
    Per ciò che concerne l’ambiente..
    la questione ambientale è tutta una scemenza..
    che vuoi che sia deforestare intere aree per piantare una pianta di € 0,60 che frutterà migliaia di euro..
    che ci frega di portare all’estinzione intere specie (tipo quelle dei gorilla), solo per rinunciare ai benefici del palma..
    Che ci frega se il palma come altri oli, venivano usati in origine anche per produrre l’olio minerale industriale, come quello che si mette nel motore dell’auto..
    ma si, ma che ci frega, dopo tutto, non è così malvagio come viene descritto!
    si vive solo una volta!

    magari un tantino di informazione in piu, ed una base di biologia, non farebbe male.
    chiediti perche non veniva specificato in etichetta!

    suggerisco di vedere
    https://www.youtube.com/watch?v=2SheYLRQpXw
    https://www.youtube.com/watch?v=xa9MqbGXgiQ
    https://www.youtube.com/watch?v=PsJah-ZnMRE
    https://www.youtube.com/watch?v=Jh5jG9gpaKg
    https://www.youtube.com/watch?v=DqXPNWw-OKA

    NON AGGIUNGO ALTRO!

    Molti se la fanno in casa col fondente puro.
    è un altra cosa!
    non fa male
    sai cosa contiene
    e finisce in 10 minuti

    • Ma cosa doveva essere specificato in etichetta se non c’era questa sensibilità che c’è oggi? Se 50 anni fa ti avesse messo in etichetta “olio di Palma” o “olio di cocco” o “olio di colza” o “olio vegetale” cosa cambiava? Oggi le multinazionali si fanno fare le leggi in base a ciò che desiderano mettere in etichetta. SVEGLIA!!! Non lo faceva la Ferrero? e gli altri? Lo facevano? Chi scriveva in etichetta “olio di palma”? Il problema è un altro: la Nutella rimane uno junk food a prescindere dall’olio che si usa. E come tale va trattato e mangiato. Bisogna mangiarne il meno possibile, è questo il messaggio importante che deve passare. Come la mettete voi sembra che, quando la Ferrero deciderà di sostituire l’olio di palma con l’olio di colza, se ne potrà mangiare a volontà e diventerà anche un cibo sano.

    • Posso dirti la stessa cosa anche io. Informati di più! Il palma è la piantagione con il più basso impatto ambientale. Andrebbe solo ridistribuita la produzione. Vogliamo usare altri oli? Ok benissimo, troviamo aree fino a 11 volte più estese e disboschiamo, poi usiamo più acqua tanto non è importante, più concimi e impiego di materiali. Tutto bene? Non credo proprio. Prima di scrivere certi commenti andrebbero letti prima! Stiamo tutti a parlare di orango e gorilla ma degli indios spazzati via dall’amazzonia per fare posto a pascoli bovini o a colture di cereali destinati a bestiame nessuno dice niente. Non facciamo i falsi moralisti.

    • Roberto La Pira

      Basso impatto ambientale! Forse non è al corrente degli incendi che devastano da anni Indonesia e Malesia

  5. Carissime Stefy e Carlotta, avete perfettamente ragione sul fatto che le aziende alimentari devono proprio fare le furbette e proporci solo alimenti migliori, che non facciano male alla salute dei consumatori loro clienti di tutto il mondo ed all’ambiente.
    La funzione del marketing aziendale non è quella di fare danni ai clienti, ma di aumentare le vendite.
    Se quello di Ferrero riuscirà a convincere i clienti che non ha fatto danni ai suoi consumatori, prevalentemente bambini, negli anni passati e fino ad ora, forse riuscirà a mantenere alte le vendite, in caso contrario dovrà farsi furbetto anche lui come gli altri.
    Su cosa fa male o fa bene forse dovreste documentarvi un po’ meglio prima di commentare, ma soprattutto prima di acquistare alimenti per voi e la vostra famiglia.

    • Gentilissimo Ezio, può indicarmi lei dove andare ad informarmi? Mi sa dire lei quale molecola nell’olio di palma è così pericolosa? O è tutto l’olio di palma che è pericoloso? Prima di parlare di cosa fa bene e cosa fa male, bisognerebbe sapere cosa c’è dentro all’olio di palma o negli altri oli vegetali…Forse potrei essere io a darle delle informazioni.

  6. Gentilissima Carlotta le bastano le analisi ed i pareri di EFSA e dell’ISS, pubblicate da questa testata e da Atroconsumo, ai quali c’è poco da aggiungere dopo mesi/anni di divulgazione recepita da quasi tutte le aziende alimentari.
    Se lei forse, ha altre informazioni non ancora note sui grassi alimentari, le dia a tutti e gliene saremo grati.

    • Va detto che lo studio dell’Efsa è stato condotto sui dei topi. Siamo forse ratti noi? Qualsiasi ricercatore o scienziato serio sa che quello dell’Efsa è solo un parere. Oltretutto la soglia dei contaminanti GE è così alta che è praticamente impossibile da raggiungere con la nostra alimentazione. Sapete che l’acido palmitico è importante per il nostro organismo? sapete che assieme al butirrico formano i due grassi principali di cui si nutrono le cellule intestinali? Sapete che il palmitico ce lo produciamo anche noi da soli se non integrato con l’alimentazione? Sapete che il palmitico viene convertito in stearico nel nostro organismo senza nessun problema cardiocircolatorio e poi con l’enzima delta9 desaturasi diventa oleico? Dubito…

    • Roberto La Pira

      I pareri dell’Efsa sono il fondamento scientifico delle decisioni adottate dalla Commissione europea nell’ambito della sicurezza alimentare. Forse meritano un certo rispetto

    • Gent. Dott. La Pira

      mi perdoni ma proprio perché meritano rispetto vorrei ricordare che lo meritano anche quando affermano che il glifosato “è improbabile che sia cancerogeno”, non mi sembra che in quel caso sia stato molto apprezzato, basta rileggersi i commenti ai vostri articoli sull’argomento.

    • Roberto La Pira

      La nostra posizione sul glifosato è molto chiara al pari di quella sul Palma. La discussione all’Efsa è in corso , in questo caso però il dibattito è tra gruppi di scienziati. Per il Palma non ci sono riscontri scientifici a favore validi ma solo contrari come dimostrano 5 agenzie per la sicurezza alimentare di mezza Europa compreso l’Iss

    • Gli studi fatti su esseri umani meritano rispetto, le revieew e le metanalisi meritano rispetto. Non uno studio fatto in vitro o sui dei ratti.

  7. Gentilissima Saby ed Ezio, io non ho detto che il palma non fa male ma che fa male come tutti gli altri oli….
    se mangio un barattolo di nutella o una confezione di macine tutti i giorni che sia fatto con palma o girasole non penso cambi molto…..forse sbaglio però, vediamo se qualcuno di Voi tutti laureati in scienze alimentari mi prova il contario…allora io appoggerò per la lotta al palma…
    Quindi questa campagna non doveva essere contro il palma ma per la sensibilizzazione alla corretta nutrizione (poi ribadisco il concetto che non si devono imporre le cose ma una volta informati ognuno può continuare come vuole).
    E si….io continuerò a dare da mangiare alla mia famiglia prodotti che ho sempre preso anche se hanno il palma perchè per me le mode alimentari non esistono…
    Per quanto riguarda l’impatto ambientale anche qui io concordo che sia più importante salvare gli orangotanghi che tutte le altre specie di animali “inutili” (insetti, roditori, pesci….) che ammazziamo ogni giorno lungo le immense distese di girasole coltivato nell’est e della colza in Francia… ah noh.. però quelli non riescono a fotografarli sul lettino di uno studio veterinario con la flebo con gli occhioni imploranti… (come se un orangotango ci stia sul lettino di un veterinario… magia di Photoshop…..)… anche qui tutti ambientalisti e tutti zoologi…ma per piacere….
    Invece di fare petizioni contro il palma e la deforestazione (che anche io reputo una cosa importante ma se veramente andiamo a vedere in quei posti non è proprio tutto come lo vediamo in tv), preoccupiamoci di quello che respiriamo o peggio beviamo e mangiamo ogni giorno magari coltivato a km 0 o nel proprio orto e che ci vendono pure per biologico quando le aziende producono vicino alla tangenziale o su terreni in cui sotto ci sono tonnellate di rifiuti tossici…. (io sono di Brescia le so bene queste cose)….altro che palma….

  8. Caro Ezio, il parere EFSA l’ho già letto. La domanda che le ho fatto è un’altra: che cosa c’è dentro all’olio di palma che fa così male da farlo sembrare il demonio a confronto con gli altri oli vegetali?

    • Cara Carlotta non so lei, ma io non ho un laboratorio di analisi, pertanto mi affido a quelle di EFSA e quelle fatte anche da ALTROCONSUMO su molti alimenti con olio di palma, compresi latti per neonati e bambini.
      Le risultanze sono allarmanti ed hanno allarmato l’ISS nazionale e quasi tutti i produttori di alimenti.
      Se per lei non sono sufficienti, oppure ha risultati ed evidenze contrarie le pubblichi, senza fare polemiche ed annunci infondati.

    • Cara Carlotta le indico due link esaustivi per le sue ricerche sulla salubrità del palma:
      -ALTROCONSUMO richieste corredate di analisi alle istituzioni sanitarie europee e nazionali: https://www.altroconsumo.it/organizzazione/in-azione/richieste-alle-istituzioni
      Il FATTO ALIMENTARE con le analisi complete di EFSA:
      http://www.ilfattoalimentare.it/olio-di-palma-glicidolo-esterificato.html

    • Nessuna polemica Ezio, sono cose già lette. Noto che il nemico pubblico N°1 Ferrero con il suo PaneCioc Kinder pieno di olio di palma ha comunque un livello bassissimo di contaminanti…come mai? Noto che il limite di quantificazione dell’analisi (tra l’altro non è specificato il metodo di analisi) è 0,5 ppm. Mentre nei metodi ufficiali e certificati (sono 3 al mondo) il limite di quantificazione è 0,1 ppm (dal prossimo anno LQ si abbasserà ulteriormente). Mesi fà lessi anche il “Test Salvagente”, dove c’era una tabella con i valori rilevati sugli oli da frittura dal Dipartimento di Farmacia dell’Università di Napoli. In questa tabella l’olio di girasole 100% conteneva più contaminanti rispetto a miscele di girasole e palma…com’è possibile? Da segnalare che anche qui non veniva specificato il metodo di analisi. I numeri vanno letti, compresi e anche validati. Se non c’è una linea comune e VALIDATA nel fare queste analisi un pò complicate, ognuno può sparare numeri più o meno esatti, pubblicarli su un giornale qualsiasi e creare un allarmismo ingiustificato. Qui si sta attaccando un’azienda Italiana per la sua condotta in controtendenza. Eppure questa azienda forse aveva già anticipato i tempi, mentre le altre, colte impreparate hanno fatto la cosa più facile riparandosi dietro a un CLAIM e alimentando solo la preoccupazione dei consumatori. Hanno sconfessato l’uso pluri decennale di questo ingrediente pensando solo a VENDERE VENDERE VENDERE! Io almeno la vedo così Ezio. E non mi sembra nemmeno di essere così sprovveduta. Per implementare le informazioni, le consiglio (se non l’ha già vista) l’ultima puntata di “Mi manda RAI 3”
      Saluti.

    • Roberto La Pira

      L’azienda ha nascosto fino a un anno fa la presenza di olio di palma! Come mai. La puntata di Mi Manda Rai 3 di cui parla Carlotta è un esempio di come si tratta un argomento sulal tv pubblica con 6 persone tutte favorevoli al palma.Una di queste era l’AD di Ferrero.

    • Dott. La Pira, non l’hanno nascosto, semplicemente non era obbligatorio dichiararlo. Tutte le aziende facevano così! Barilla compresa! Posso darle ragione su un fatto, mancava l’opposizione in quella trasmissione, sarebbe stato bellissimo che ci fosse stato anche Paolo Barilla….ma ho idea che non ci sarebbe andato. Non si può neanche dire che abbiano detto delle “castronerie”…erano presenti EFSA, Greenpeace, ISS, Università La Sapienza di Roma….tutti pagati da Ferrero???

    • Roberto La Pira

      Tutti dello stesso parere, tranne Efsa che hanno fatto intervenire una sola volta per pochissimo tempo! Un confronto da dimenticare. Legga il nostro articolo sulla pubblicità Ferrero e i grassi saturi e cosa dice veramente ISS

  9. Ah..dimenticavo….io proporrei di mettere il titolo di studio di ognuno perché, non che mi offenda se mi dicono di studiare “ancora” biologia… però mi piacerebbe sapere con chi stò parlando perché veramente non ci credo che persone che abbiano studiato o lavorino nell’alimentare o nell’ambito scentifico dicano e scrivano certe cose…. lo capisco solo se alla base ci sono altri motivi…

    • Cara Stefy, non è questione del titolo di studio che hanno a qualsiasi livello del problema trattato, dal punto di vista tecnologico, sanitario ed ambientale e che commentano anche qui, ma un titolo non rilasciato da nessuna scuola e che è un gradino sopra a tutta la conoscenza scientifica ed è, a mio parere, la coscienza.
      Abbiamo la fortuna di vivere in una comunità che ha adottato il principio di precauzione e che ritengo personalmente prioritario su tutti gli altri aspetti tecnici e commerciali, riferibili alla salute ed al benessere delle persone, iniziando dai bambini, gli anziani, le persone ammalate e più fragili.

  10. Mi spiace ma manca un commento … e mi scuso anche per eventuali errori di ortografia dettati solo dalla fretta….
    Comunque prima del commento sopra avevo solo scritto che io sinceramente mi preoccupo di più di quello che respiro o che mangio magari coltivato nel mio orto (che oramai non faccio più), visto tutto l’inquinamento da rifiuti tossici nella mia provincia (Brescia) e in generale in Italia (poi andiamo a comperare dal contadino le verdure biologiche a km 0 coltivate sopra la discarica abusiva vicino alla tangenziale….). E scusate ma sinceramente mi preoccupo anche di tutte le specie animali che stiamo uccidendo (pesci, roditori, insetti), nelle nostre campagne o nelle coltivazioni interminabili di girasole nell’est o di colza in Francia (le avete mai viste???). Oppure importa solo degli orangotanghi perché ci fanno gli occhioni dal lettino del veterinario? (magia di Photoshop). Considerato poi che chi parla di ambientalismo dovrebbe sapere benissimo che l’80% del palma prodotto non è utilizzato nell’alimentare…
    Purtroppo ovunque guarderemo troveremo sempre qualcosa che non andrà bene per un motivo o per l’altro, è per quello che le battaglie sono inutili, sostituiamo una cosa con un’altra che darà altri problemi….
    Ribadisco il fatto che conoscere è importante, essere ragionevoli più ancora….

  11. Caro Ezio, mi spiace che non siano stati pubblicati altri miei commenti dove avresti ritrovato in parte anche quello che tu stai dicendo. Per il fatto del titolo di studio la mia era pura ironia in quanto mi hanno detto di studiare biologia per poi suffragare quanto scritto con dei servizi televisivi… (capiscimi….).
    Il discorso del palma per me va benissimo affrontarlo ma però c’è da capire la sostituzione se conviene o meno…. (ti assicuro che è solo una questione di lobby e se fai ricerche negli anni scoprirai che è un tema affrontato ancora tanti anni fa in America e in Francia grandi produttori di soia e colza). A livello nutrizionale ribadisco il concetto che mangiare un sacchetto di macine con palma o con girasole non penso cambi molto….o mi si vuol far credere che più girasole mangio e più le mie arterie restano pulite? Qui mi rifaccio agli studi a cui avete accennato dove si parla di raffinazione di oli (tutti gli oli) e aggiungo anche che per usare alcuni oli in sostituzione del palma si fanno anche trattamenti parziali di idrogenazione … Per non parlare bel burro…(profilo nutrizionale simile al palma con impatto ambientale disastroso…). Per quanto concerne l’ambiente avete mai sentito parlare o vi siete mai informati dei trattamenti fatti in queste distese interminabili di girasoli dell’est Europa (e del colza in Francia o America). dove vengono ammazzati migliaia di insetti, roditori e pesci? (basta vedere nel piccolo i nostri corsi d’acqua)….
    Sono più importanti gli orangotanghi? Perché?
    Io abito in provincia di Brescia (hai sentito sui giornali il problema dei rifiuti tossici smaltiti sotto terra), e non faccio più l’orto e mi guardo bene di comperare dal contadino i grandi prodotti biologici a km0 venduti ai late delle tangenziali….
    Non ditemi per piacere che devo essere cosciente…

    • Stefy for president. Quoto tutto, ogni parola. Inutile sostituire uno junk food con altro junk food. Ogni scelta implica una contropartita. Io l’olio di palma di qualità non lo sostituirei, come Ferrero. Ferrero ha dimostrato di credere nel suo prodotto e di aver fatto una scelta di qualità e non legata a scelte commerciali. Non ha cambiato idea a seguito di pressioni esterne, come hanno fatto altri. Vuol dire fare scelte serie, non dettate dall’onda emozionale del momento.

  12. Cara Stefy io condivido la sua analisi sulla realtà produttiva agroalimentare mondiale ed anche il suo pessimismo e le scelte per quello che ci rimane da scegliere.
    Vorrei però che condividesse anche la volontà reattiva di ognuno di noi e la capacità che possiamo avere anche con molta fatica, lungimiranza ed impegno, di segnalare ed indurre a migliori scelte, chi ci propone e propina il cibo industriale spazzatura dilagante, in quanto non è tutto peggio allo stesso modo.
    I disciplinari del metodo produttivo biologico e biodinamico ad esempio, possono essere un indirizzo importante per attuare cambiamenti fondamentali nella coltivazione e trasformazione degli alimenti e dell’ambiente in generale.
    L’indirizzo vegetariano e vegano, contribuisce senz’altro alla realizzazione di un ambiente meno inquinato, se realizzato con coscienza ecologica ed adeguata conoscenza sanitaria e tecnologica.
    Anche in questi esempi vale il concetto che è la somma che fa il totale, nel bene e nel male del risultato.
    Con megafoni come le associazioni dei consumatori e testate meritorie come questa de Il Fatto Alimentare, è dimostrato che qualche indirizzo di scelte migliori si può ottenere, soprattutto se le istituzioni sanitarie (Efsa, Iss, Commissioni Europee e Ministeri nazionali), si attivano per ottemperare ai loro compiti di difesa del cittadino.

  13. Vorrei che fosse ben chiara a tutti una cosa: i prodotti confezionati dei quali stiamo parlando hanno l’obiettivo di doversi presentare apparentemente inalterati dopo mesi (e dico poco) dalla loro preparazione. Ma non viene in mente a nessuno che tutto lo sforzo della chimica a loro applicata non c’entra niente con la salute?
    Perbacco ma allora io voglio solo prodotti che si alterino entro massimo 10 giorni dalla preparazione ma che facciano bene (non che non facciano male!) come i biscotti, il ciambellone, la crostata che faccio in casa e non mi importa proprio niente delle esigenze commerciali di Barilla, Ferrero e compagnia anzi mi vengono i brividi a pensare quello che possono inventarsi per raggiungere lo scopo suddetto senza che debbano esserne obbligati a mostrarli in etichetta!
    Direi di ritarare tutta la discussione sotto questa ottica primaria e l’ambiente ne beneficerebbe di conseguenza.

    • Fabio, può dire tutto, ma non che i biscotti, il ciambellone e la crostata, sia pur fatti in casa, facciano bene, su!!

  14. Ma all’estrema sintesi della posizione Ferrero, faccio due domande che vorrei rivolgere per primo direttamente all’azienda, ma anche ai vari sostenitori del palma a tutti i costi:
    – Da quando utilizza olio di palma “mitigato” in proprio e perché ha scelto questo procedimento?
    – Perché non toglie l’olio aggiunto aumentando la quantità di crema di nocciole ricca di grassi, visto che vende Nutella come crema di nocciole e non una maionese super economica?
    Sorvolando su tutti gli altri problemi non secondari, ma per restare concentrati solamente sulla qualità pubblicizzata del prodotto, che interessa tutti i consumatori in modo trasversale e con qualsiasi livello di sensibilità.

    • Non sono Ferrero Ezio, ma posso dirle con certezza che nel maggio 2016 quando la Coop esordì con “il principio di precauzione”, la Nutella aveva contaminanti prossimi allo ZERO. In altre creme alla nocciola o con solo girasole (a marchio Coop!!!), sono state riscontrati valori anche 100 volte superiori. Sicuramente avranno reagito e avranno cambiato qualcosa nei loro processi di produzione, ma sembrerebbe che Ferrero avesse già reagito con largo anticipo, visto che l’olio di palma è l’olio più a rischio sui contaminanti. La seconda domanda è molto pertinente, ma qui dovrebbero risponderci loro…

    • Roberto La Pira

      Le ricordo che un test condotto un mese fa dalla tv svizzera ha rilevato nella Nutella contaminazione di sostanze cancerogene. La situazione non è così chiara come lei la descrive. Poi Ferrero a fronte della nostra richiesta di diffondere i valori di contaminazione rilevati dal controllo qualità aziendale, non ha voluto divulgare i dati. Difficile comprendere i motivi di tanta riservatezza.

  15. Gentile Alessandro potresti informarmi a cosa ti riferisci quando dici che biscotti, crostata e ciambellone fatti in casa non fanno bene? Grazie.

    • Fabio, mi riferisco al fatto che sono comunque dei dolci. Può dire che sa cosa ci mette dentro, può dire che sa come li ha fatti, può dire che sono fatti bene, ma non che “fanno bene”.

  16. Gentile Alessandro mi sembrava che si stesse parlando di Nutella, che non è proprio un alimento salato, e di tutti quei prodotti da forno dolci che hanno avuto a che fare con l’olio di palma. Comunque, riassumendo, lei preferirebbe cibi che si conservano per mesi (ovvero che escono apparentemente integri dalla confezione) purché siano del tipo “che fanno bene”. A questo punto mi faccia dei nomi.