; Per Ferrero l'olio di palma è un prodotto di "eccellente qualità"
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Per Ferrero l’olio di palma è un prodotto di “eccellente qualità”. L’azienda cerca così di sdoganare un grasso bocciato dai nutrizionisti e nascosto sulle etichette

olio di palma ferrero
La campagna pubblicitaria della Nutella cerca di sdoganare l’olio di palma come prodotto di eccellente qualità

Gli italiani scoprono che l’olio di palma è un grasso “di eccellente qualità” nell’autunno del 2016, grazie alla massiccia campagna pubblicitaria promossa da Ferrero. Il concetto viene supportato da decine di articoli che descrivono l’olio della Nutella come un grasso: buono, senza contaminanti e rispettoso dell’ambiente. La stessa cosa si registra in molti programmi televisivi dove esperti addomesticati insieme a oncologi e biologi che non conoscono la materia elogiano il grasso tropicale. La realtà è leggermente diversa e lo sostenevano in passato nutrizionisti di solida e motivata fama, come il medico dietologo Oliviero Sculati e Carlo Cannella (presidente dell’Inran), che consideravano i grassi tropicali ingredienti di pessima qualità. La pensava allo stesso modo anche il nutrizionista Giorgio Calabrese (ora presidente del Comitato nazionale per la sicurezza alimentare), che in una famosa intervista di 6 anni fa accusava i grassi tropicali di “sporcare le arterie… essendo aterogenici, dando al sangue una maggiore viscosità… Nel mio Piemonte si chiama “sangue spesso”, salvo poi cambiare idea nel 2014. Oltre a questi motivi di tipo nutrizionale, l’olio di palma non è mai stato venduto nei supermercati perché nella versione di olio vergine è di colore rosso ed emana un odore sgradevole. Nella versione raffinata, invece, ha una consistenza semi solida che non piace.

olio di palma grezzo
L’olio di palma grezzo è rosso ed emana un odore sgradevole

Queste argomentazioni erano ben note anche alle aziende, che lo hanno abilmente celato nell’elenco degli ingredienti dietro la generica scritta “olio vegetale“. Se il palma fosse davvero un prodotto di “eccellente qualità”, perché non citarlo nella lista delle materie prime? In genere le aziende evidenziano sempre sulle confezioni la presenza degli ingredienti di pregio, come avviene per le patatine fritte e gli snack… preparati con olio di oliva, oppure di girasole e mais. Quali considerazioni scientifiche e/o nutrizionali hanno convinto Ferrero a classificare l’olio di palma come eccellente? Se fosse vero, perché ai consumatori di Nutella per decenni è stato nascosto l’uso di un ingrediente così importante (rappresenta il 20% del vasetto).

nutella ferrero olio di palma 2016
Ferrero cerca in tutti i modi di sdoganare l’olio di palma come prodotto di qualità

A questo punto è lecito avanzare qualche ipotesi sulle iniziative che potrebbero essere intraprese nel prossimo futuro per sdoganare il grasso tropicale e proiettarlo nell’Olimpo delle materie prime di qualità. I progetti sono tanti. Potrebbero iniziare i cuochi stellati con nuovi piatti a base di olio di palma. Ci stanno bene anche film e documentari con attori e personaggi dello spettacolo nelle piantagioni tropicali (è in uscita un servizio di Licia Colò invitata da Ferrero a visitare i luoghi di coltivazione). Non mancheranno certo libri di cucina con ricette elaborate da famosi food blogger, pronti a rilanciare i nuovi piatti  in rete.

Lo sdoganamento del palma è iniziato e Ferrero ha investito somme ragguardevoli promuovere quest’olio. Il problema vero non è questo ma il folto gruppo di giornali, editori, canali televisivi e siti web disposti a pubblicare qualsiasi cosa pur di riabilitare i peggiori grassi tropicali e attrarre così le simpatie di un potenziale sponsor che ogni anno investe somme considerevoli in pubblicità.

© Riproduzione riservata

Roberto La Pira e Dario Dongo

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  Redazione Il Fatto Alimentare

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98 Commenti

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    Speriamo che l’iniziativa di Ferrero venga intrapresa anche da altri produttori e che finiamo con questa ridicola campagna diffamatoria basata sul nulla che ha stancato tutti. L’olio di palma è certo inferiore all’olio di oliva ma per le preparazioni da forno è imbattibile. La sua composizione lipidica non spaventa dato che nella forma raffinata i grassi prevalenti sono due: Oleico e palmitico che di certo non preoccupano, a differenza dell’olio di cocco o palmisto che con i grassi laurico e miristico sono il peggio del peggio. A differenza anche dell’olio di girasole o di mais troppo ricchi di omega 6 e quindi infiammatori.
    Concludo dicendo che: Se si vuole sostituire tutto il palma e rimpiazzarlo con altri oli vanno trovate aree dalle 7 alle 11 volte più estese con impiego maggiore di acqua, pesticidi, agenti chimici e dispendio di materiale. Quindi alla luce di questa considerazione siamo davvero convinti che il palma inquini tanto? Andrebbe invece ridistribuita la produzione e non concentrata fra Indonesia e Malesia.

    • Roberto La Pira

      Non vogliamo sostituire tutto il palma ma quello presente nei prodotti alimentari. In ogni caso Barilla e decine di aziende hanno sostituito il palma con altri oli come mais e girasole e mi sembra che i prodotti siano pressoché identici!

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      Scusa e gli orango ?

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      E invece gli indios spazzati via per il disboscamento dell’Amazzonia per far posto a coltivazioni di cereali destinati al bestiame oppure per territorio di pascolo? Fanno più pietà gli orango e gli indios non vanno di moda? Ho detto comunque che infatti andrebbe suddivisa la produzione e io andrò avanti col mio pensiero a comprare olio di palma. Ci sono eccome marchi che lo usano!!

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      Non esageriamo Dott. La Pira con i “pressochè identici”, i moon cake della Mulino Bianco con Girasole, Burro, Cocco e Burro di Cacao, sono terribili….una spugna. Mio figlio li ha bannati…ed effettivamente sono tutta un’altra cosa. Ma la parola alla fine spetterà al mercato…si vedrà

    • Roberto La Pira

      In genere il palma però è sostituito con mais e girasole …. Abbiamo assaggiato molti biscotti prima e dopo e la differenza è davvero marginale. Ci sono sempre le eccezioni, ma sono poche.

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      C’è comunque una differenza…da quel che percepisco io le nuove formulazioni mi sembrano più “sabbiose”, soprattutto i crackers. Nelle patatine in sacchetto a volte ho trovato degli odori sgradevoli all’apertura…dipenderà anche dal produttore a dalla freschezza del suo Girasole. Buono invece il pan bauletto con l’oliva. I biscotti non so, ne consumo praticamente niente, se non quelli del mio fornaio di fiducia…che hanno il Palma però

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      Dott. La Pira, però olio di mais o girasole non c’entrano niente con il palma. In quest’ultimo i grassi prevalenti sono saturi e monoinsaturi quasi alla pari mentre gli altri sono fortemente polinsaturi. Anche io li ho assaggiati e non sono la stessa cosa. A parte il fatto che scadono prima poi sembrano sgonfi e sabbiosi. Se ai clienti sta bene così ok. Ma io non li comprerò più. Il palma lo si sostituisce con il burro o l’olio di oliva. Altre soluzioni sono da scartare. E poi sinceramente questa guerra sta stancando. La gente sta diventando ormai isterica con l’olio di palma.

    • Roberto La Pira

      L’isteria è dovuta anche all’assenza di interventi ufficiali di Crea-nut e Ministero salute.

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    Investono in pubblicità e lo hanno fatto senza nascondersi anche sull’orlo di palma …
    Parliamo di soia OMG?

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    Scrivo qui quello che dico sempre ai miei amici : esistono valide alternative alla Nutella, esistono cioè prodotti eccellenti fatte con materie prime “vere” e locali. Perché mai dovrei acquistare un vasetto di un prodotto fatto con materie prime molto economiche e discusse che provengono dall’altra parte del mondo? Inoltre : perché non fate un test gustativo a casa assaggiando una crema spalmabile vera e subito dopo la crema Nutella?

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      Io, da molto tempo non compro prodotti che contengono olio di palma, sta a noi consumatori decidere quali prodotti comprare,non le multinazionali.

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      Valerio,
      ma il cacao credi che cresca in Groenlandia? la crescente domanda di aree adibite a cacao credi che abbia spinto al recupero di aree desertiche del Sahara? E tè e caffè notoriamente non crescono in serre idroponiche eppuire il consuimo globale cresce e cresce.
      Mi sembra molto strumentale la discussione. Aspettiamo a vedere quando si sposterà sugli effetti per l’ambiente dell’uso di cocco, girasole etc…..
      E il biocarburante a colza e palma va.

      PS
      io piuttosto mi inc….rei con Barilla perchè quando è stata tirata in piazza con il palma se n’è uscita di corsa sbandierando prodotti senza palma e che vantano pure il 50% in meno di saturi, ma allora si li c’è proprio l’imbroglio. Se vantano il prodotto come “più salubre” e non potevano farlo prima!!!???
      Trovo molto più coerente e meno banderuola un’azienda che:
      – controlla la filiera
      – si preoccupa di verificare la sicurezza alimentare di ciò che compra e
      – verifica che l’impatto ambientale sia il minore possibile.
      Mica come tutti i pecoroni che adesso sono corsi a comprare altri olii. Credete per caso che si siano premurati al volo di verificare fonti, impatto etc con lo stesso impegno??

    • Roberto La Pira

      Mangiare biscotti con il 50% in meno di saturi non mi sembra proprio una scelta da pecoroni. Cercare di attenuare l’effetto devastante sull’ambiente delle coltivazioni di palma in Indonesia e Malesia è anacronistico

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      Hai ragione Valerio, esistono alte alternative, com’è sucesso tutta la vita NO ALL’OLIO DI PALMA, per non dire tutta la distruzione che comporta all’ambiente, bisogna informarsi.

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    Sicuramente è di “eccellente qualità” per il business di queste aziende. Se investono milioni di euro in pubblicità immaginate il guadagno che c’e’ dietro l’uso di questo olio di palma, ovviamente sulla pelle dei cittadini.

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    La pubblicità della Ferrero, una delle poche aziende serie che esistono in Italia, non è quello che avete voi riassunto artatamente nei titoli. La Ferrero non dice che l’olio di palma è un grasso di eccellente qualità, ma che l’olio di palma utilizzato da Ferrero è di eccellente qualità. La lingua italiana è chiara. L’aggettivo eccellente non è riferito al grasso, ma all’olio di palma. Quindi, fermo restando che l’olio di palma è un grasso pessimo, come d’altronde qualsiasi tipo di grasso, quello utilizzato da Ferrero è tracciato e proviene da coltivazioni che non danneggiano l’ecosistema. Punto. Questa guerra alla Ferrero mi sa tanto di pregiudiziale. Perchè cercare di distruggere un’azienda che fa prodotti di qualità, venduti con successo in tutto il mondo e che sono un vanto per la produzione alimentare italiana nel mondo. Vi meritate la Nestlè.

    • Roberto La Pira

      Veramente chi ha scatenato la reazione della Ferrero è stata probabilmente la campagna portata avanti da Barilla e la pubblicità che ha sbandierato ovunque l’assenza di palma dai prodotti. La sua interpretazione sull’eccellente qualità dell’olio è interessante , ma forse il testo è scritto proprio per creare un’ambiguità nel lettore che però in genere tende a privilegiare la nostra chiave di lettura.

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      Ricordo a Nicola che anche lui è costituito, come tutti i viventi, da migliaia di miliardi di “palline di grasso” che contengono al loro interno acqua, sali minerali, proteine, zuccheri, ecc. Le cellule sono unità costituite da membrane fosfolipidiche, cioè da grassi… Come fai a dire che grasso è sinonimo di pessimo? NON TUTTI I GRASSI SONO PESSIMI! Ci mancherebbe … e senza grassi non esisterebbe la vita sulla terra. Un’altra cosa è disquisire sulla qualità dei grassi. E qui servirebbero un pò di informazione scientifica corretta…. perchè comunque l’olio di palma ne viene fuori proprio male! Prima di lanciarsi in crociate finanziate da aziende talmente “serie” che mettono al primo posto i profitti più che la salute dei consumatori e del pianeta sarebbe bene informarsi da fonti non sospette, al soldo dell’industria dell’olio. Per fortuna, però, la gente è sempre più attenta a questi temi e sono convinto che non basteranno i milioni di euro investiti da Ferrero per convincerci che, comunque, un olio come quello di palma è “sostenibile”, solo perchè lo dice la Ferrero… e gli artigiani dolciari che non lo usano sono forse meno seri della Ferrero?

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    la crema Novi è eccellente (molto migliore della Nutella),non utilizza olio di palma , ma un’alta percentuale di nocciole,le quali sono COSTOSE:evidentemente troppo costose per Ferrero.

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      Io, da molto tempo non compro prodotti che contengono olio di palma, sta a noi consumatori decidere quali prodotti comprare,non le multinazionali.

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      E’ vero in commercio esistono ottimi sostituti della Nutella, senza olio di palma, ma io la faccio in casa ed è buonissima.

  7. Avatar

    Ferrero sta usando l’artiglieria pesante per cercare di spazzare via tutte le perplessità sul famigerato olio di palma. Ha pertanto iniziato una campagna pubblicitaria che negli ultimi giorni si è concretizzata anche con queste due pagine promozionali:
    1. C’è olio e olio. Il nostro è olio di palma Ferrero (http://qualita.ferrero.it/olio-di-palma.html?utm_source=taboola&utm_campaign=Ferrero_Italy_Ottobre_Ferrero70_Anni&utm_medium=display&utm_content=textlink&dclid=CMqQpoT6sNACFYanUQod8fgHrg):
    Qui Ferrero sostiene che:
    – L’uso dell’olio di palma per scopi alimentari risale a oltre 10.000 anni fa. Ad oggi, si tratta dell’olio vegetale più utilizzato al mondo (ma Ferrero non dice che il suo utilizzo è stato di fatto imposto a tutti noi e a nostro danno dalle aziende alimentari, che hanno incominciato ad usarlo al posto di altri olii);
    – Ferrero conosce e lavora l’olio di palma da decenni (quindi sono decenni che la Nutella è fatta con olio di palma? Un mistero è stato finalmente risolto?);
    – L’olio di palma ha delle caratteristiche uniche: ad esempio non richiede di essere idrogenato (ma anche l’olio di girasole non è idrogenato e Ferrero non lo dice);
    – A differenza della percezione negativa veicolata dalle campagne mediatiche recenti, all’olio di palma non può essere attribuito nessun particolare effetto negativo sulla salute che sia scientificamente provato (questa affermazione è proprio falsa, ma Ferrero ha ovviamente interesse a sostenere che l’olio di palma non fa male alla salute);
    – Le associazioni ambientaliste non sono contrarie all’olio di palma di per sé (che scoperta! Mica guardano alle proprietà nutrizionali dell’olio di palma e all’alto contenuto di grassi saturi. Però è un fatto che se l’utilizzo dell’olio di palma nei cibi industriali continuerà ad incrementare, questo non potrà che portare a problemi di salute – ma Ferrero non ci pagherà certo le cure mediche! – e ad un’ulteriore riduzione delle aree di foresta tropicale (adesso piantano le palme da olio anche in Africa!).

    2. Olio di palma: 7 luoghi comuni da sfatare (http://www.corriere.it/native-adv/ferrero-longform01-olio-di-palma-7-luoghi-comuni-da-sfatare.shtml):
    Qui Ferrero sostiene che:
    – Tutti ne parlano, ma nessuno lo conosce (proprio nessuno? A parte Ferrero, tutti gli altri sono solo ignoranti?);
    – L’olio di palma non fa male. Lo confermano gli esperti che, ricerche scientifiche alla mano, ne smentiscono la nocività (di nuovo una bella falsità, ma Ferrero deve difendere la sua scelta di usarlo comunque e dovunque);
    – Boicottare i prodotti non salva le foreste (invece è proprio vero il contrario! Perché le aziende guardano solo al profitto e non comprare i prodotti è l’unica vera arma che noi consumatori abbiamo per far sentire la nostra voce);
    – Se l’olio di palma è sostenibile e certificato, riduce fortemente l’irrancidimento del prodotto garantendo lunga durata, consistenza morbida ed esaltando gli aromi (quindi, secondo Ferrero, l’olio di palma migliorerebbe persino il prodotto e la nostra percezione dell’alimento!);
    – L’olio di palma protegge dall’ossidazione, perché più la sostanza grassa è ricca in acidi grassi non insaturi (quindi saturi!), maggiore è la resistenza all’ossidazione e alla conservazione (e che problema c’è ad usare l’olio di girasole, invece? Vorrà dire che il prodotto durerà di meno, ma avrà anche meno grassi dannosi per l’organismo!);
    – Elena Fattore, ricercatrice del Dipartimento Ambiente e Salute dell’Istituto Mario Negri, ha detto che “In nessuno degli studi recenti è stata confermata una relazione causale fra consumo di acidi grassi saturi e rischio di malattie cardiovascolari. La campagna denigratoria sull’olio di palma, basata sul fatto che questo olio contiene una percentuale maggiore di acidi grassi saturi rispetto ad altri oli vegetali, non ha quindi alcun riscontro nell’evidenza scientifica” (Ferrero di nuovo non cita altri studi di parere contrario, ma solo ciò che le fa comodo…);
    – L’acido palmitico, contenuto in abbondanza nell’olio di palma, ha una centralità peculiare nella nutrizione infantile a partire dall’allattamento al seno (quindi va bene dare ai bambini gli ovetti Kinder, le merendine con olio di palma ecc. perché contengono tanto acido palmitico?);
    – Molte aziende sono corse ai ripari, riempiendo pubblicità e confezioni di slogan con la dicitura “Senza olio di palma”. Una strategia innanzitutto di marketing, che non ha però avuto alcuna autorizzazione dall’Efsa (European Food Safety Authority) (invece l’uso dell’olio di palma ha avuto l’autorizzazione dall’Efsa? Quindi Ferrero è stata autorizzata dall’Efsa per usare il palma?);
    – i surrogati (sottinteso olio di girasole) sono peggio di quello che vanno a sostituire (olio di palma) (se lo dice Ferrero c’è da fidarsi!);
    – L’unica arma contro le promesse della pubblicità è rivolgersi alle fonti autorevoli (Ferrero, per l’appunto! Eh già: bisogna ascoltare Ferrero!).

    Direi che questi tentativi di lavaggio del cervello si commentano da soli…

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      Mi sembra che il lavaggio di cervello lo stai facendo tu. Hai prove che l’acido palmitico faccia male? No perché non ce ne sono. Sai che l’acido palmitico viene convertito in stearico nel nostro organismo? E con l’enzima delta9 desaturasi si trasforma in oleico. Non capisco quest’accanimento contro i grassi saturi. Non ci sarebbe vita senza saturi. Ci vogliono anche quelli in giusto rapporto con gli insaturi.

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      Ciao Dario.
      Ma davvero ti sembra che sia io, e non Ferrero, a fare il lavaggio del cervello?

      Mi spiego meglio:
      Ferrero sta acquistando da giorni e giorni spazi pubblicitari per sbandierare a tutto il mondo la ” bontà ” del suo olio di palma, e secondo te non fa lavaggio del cervello. Invece io, sempre secondo te, faccio lavaggio del cervello quando ribatto alla “grancassa” di Ferrero con un singolo intervento in un singolo post di questo sito. Se lo dici tu!

      Infine vorrei dire a coloro che lodano Ferrero perché usa olio di palma certificato:
      Questa azienda italiana (che però ha la sede principale in Lussemburgo, cioè in un paradiso fiscale) poteva muoversi molto prima a proteggere l’ambiente, visto che sono decenni che lo impiega nelle sue merendine!
      Sono anni e anni che si distruggono le foreste per far spazio anche all’olio di palma di Ferrero, ma solo adesso Ferrero si muove e si da una bella verniciata di verde ecologista, che fa tanto bene alla sua immagine pubblica. Proprio adesso – ma che combinazione! – che la gente si è accorta dell’olio di palma nelle sue ricette (prima ce lo nascondevano).

      E allora, a coloro che difendono Ferrero chiedo:
      Scrivere “senza olio di palma” sulle confezioni dei biscotti è, secondo alcuni, una mera operazione di marketing di certe aziende concorrenti (come Barilla), un colpo alla schiena di Ferrero, una mossa sleale! Invece sbandierare l’uso di olio di palma certificato, dopo che per vent’anni te ne sei fregato delle foreste, non è una operazione di marketing?

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    Io comincio ad essere stufo di questa vostra campagna: abbiamo capito, non siamo stupidi, pensiamo anche ad altro. Se continuate così, la gente comincerà a pensare che si tratta di una guerra personale tra voi e la Ferrero, e dai e dai otterrete l’effetto contrario, perchè penserà che questo vostro insistere tutti i momenti sia dettato più da problemi personali che da motivi effettivi, e che quindi questi motivi non siano poi così importanti. Ma non dovrei essere io a dirvelo, dovrebbe essere il buon senso.

    • Roberto La Pira

      Buongiorno , il tema diventa di attualità perché Ferrero, Barilla e altri avviano campagne pubblicitarie e fanno altre iniziative e noi come giornalisti ne dobbiamo parlare. Comunque il tema è ancora molto dibattuto in tv e sui media.

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      @Ivo, se qualcuno vuole fare una battaglia dichiarando una falsità, non lo si può lasciar fare, perché, comprando i media, può vincerla. se ci si tiene a difendere una verità, almeno ciò che finora intendiamo sia la verità sulla scorta di studi passati anche al vaglio dell’Efsa, lo si deve fare fino in fondo, perché questa trionfi, a discapito di chi crede che con i soldi dei propri profitti tutto ci si possa permettere. se il tema ti ha annoiato, semplicemente interessati ad altro, poiché certe critiche le trovo assai fuori luogo, in quanto non tutto il popolo dei consumatori conosce le ragioni del contendere.

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      Bravo Ivo. Tra l’altro la Ferrero è un’azienda leader nel mondo, una delle poche aziende di alto livello italiane. Chiudiamo pure questa…

    • Roberto La Pira

      Leader nel mondo con prodotti non proprio da dieta mediterranea.

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      Sono d’accordissimo. Evito l’olio di palma ma mi sono stufato di questi martellamento monotono. Ogni volta che apro il Fatto sono sicuro di trovare olio di palma. Basta! Abbiamo capito! C’e’ un mondo la fuori

    • Roberto La Pira

      È vero siamo ripetitivi ma le notizie che pubblichiamo sul Palma roguardano ssempre fatto di attualità. In ogni caso nontravuriamo gli altri temi

  9. Avatar

    Gli addetti statali alla nostra salute, che paghiamo per garantire la nostra salute, cosa fanno in proposito?

  10. Avatar

    io ho fatto varie discussioni con persone che comprano nutella e dicono che siccome è buona non ha importanza cosa contenga, allora a questo punto ho deciso che se alle persone non interessa la propria salute è meglio lasciarle nelle loro convinzioni….io penso a me stessa e acquisto valide alternative ( anche se magari più care) a qualsiasi prodotto contenga questo infame grasso…e gli altri che si arrangino…

  11. Avatar

    Io comunque ho fiducia in Ferrero e la Nutella la trovo la migliore di tutte. Non la cambierei per nulla al mondo. Ne mangio molto poca, ma quando la mangio, mangio Nutella. Altra roba artigianale l’ho provata, ma la Nutella ha una marcia in più. Se è l’olio di palma che le dà questo gusto, ben venga. Tracciato, controllato, da agricoltura non distruttiva e in piccolissime dosi. Se deve essere sostituito da qualcos’altro che non si sa cosa sia, preferisco continuare con l’olio di palma. FORZA FERRERO!!!

    • Roberto La Pira

      Ma quando viene sostituito il palma le aziende indicano sempre l’olio utilizzato . È Nutella che ha nascosto per 50 anni il palma dietro la dicitura Olio vegetale, come d’altro canto hanno fatto le altre aziende

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    Concordo con Ivo, ma perchè attaccate così la Ferrero? Se ha deciso di andare avanti con l’Olio di Palma certificato, mitigato, controllato, lasciamola fare no?! Sarà il mercato a decidere…altre grandi aziende hanno cambiato, scelta loro (un pò forzata…), la Ferrero va per la sua strada e basta! C’è anche gente che mangia e vuole mangiare l’Olio di Palma, problemi loro se mai ce ne fossero…non saranno certo 15 grammi di Nutella su una fetta di pane un giorno si e uno no a distruggermi la salute! …questa vostra insistenza comincia a “puzzare”…

    • Roberto La Pira

      La nostra insistenza è correlata alle iniziative di Ferrero che sta portando avanti campagne pubblicitarie di ampio raggio con gravi inesattezze

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      Dott. La Pira, ma quali sono le inesattezze? Solo perchè vanno contro al suo CREDO? Io ho letto molto sull’argomento e noto dai vostri articoli e dalle sue risposte una certa volontà di gettare fumo negli occhi al lettore…Come dice lei, avete scritto 200 articoli sul Palma, ma perchè ne avete scritti solo 3 (vado a memoria) sull’acrilammide? Non và di moda? Non si offenda, ma come dice Ivo, la filastrocca l’abbiamo imparata a memoria e ognuno si è fatto la sua opinione, passiamo oltre…

    • Roberto La Pira

      Perché ci sono temi di attualità e altri meno avvincenti. La questione del palma che abbiamo inventato noi è stata forse l’unico episodio di un movimento indipendente che è riuscito a fare cambiare idea alla aziende alimentari italiane. Scusi se è poco e se la filastrocca è stata lunga.

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      Forse è più corretto dire che è l’unico episodio che ha impaurito il marketing di alcune aziende alimentari italiane senza basi scientifiche….Acrilammide meno avvincente? Almeno sa che cos’è? Fate informazione per i consumatori o disinformazione contro Ferrero?

    • Roberto La Pira

      Abbiamo scritto dell’acrilammide e conosciamo il problema che è stato posto diversi anni fa e in parte si è cercato di attenuarlo.
      L’attualità del palma è però evidente. Ferrero è la principale azienda italiana utilizzatrice del palma e non facciamo disinformazione ma il nostro mestiere di giornalisti !

  13. Avatar

    La Ferrero ALLA FINE (leggi dopo 50 anni) ha deciso di selezionare l’olio di palma per usare nei suoi prodotti quello di qualità migliore. In fin dei conti tutto si può selezionare. Peccato che come consumatore sia stato informato sull’impiego di questo ingrediente da parte della Ferrero solo ora. Avrei bandito dalla mia dispensa la Nutella per molto meno! Ora se debbo preoccuparmi della chiusura della Ferrero beh fossi in voi mi preoccuperei della NON chiusura. La mia libertà di scelta non ha prezzo e vorrei dire @nicola che rispetto la sua scelta ma che io non sono stato messo in condizione di effettuare la mia.

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    Un’ultima considerazione, poi smetto: ho fatto quel commento perché la mia impressione (badate, è un’impressione solamente, ma se è venuta a me può sorgere anche in altri!) è che sia in corso una guerra quasi personale (sempre la mia impressione). Il fatto poi che ogni volta che qualcuno scrive un commento del tipo di quelli di Carlotta o di Nicola il giornalista debba quasi obbligatoriamente esprimere il proprio dissenso, anziché farmela passare, mi rafforza nell’idea. Al giornalista dico che quando un tema viene troppo dibattuto, alla fine perde il suo valore, e il pubblica reagisce con un: ah sì, sempre quella roba lì. Andiamo avanti con altro, per favore, abbiamo già chiarito cosa dice l’EFSA ed i vari nutrizionisti, lo abbiamo capito e siamo in grado di prendere le nostre decisioni, non faccio il tifo né per la Ferrero nè per chi parla male della Ferrero. Ognuno decida con la sua testa, senza che qualcuno ogni momento ci richiami all’ordine sulla corretta via.

    • Roberto La Pira

      C’è solo Il Fatto Alimentare che scrive qualche cosa contro la campagna di Ferrero. Abbiamo scritto 200 articoli e abbiamo fatto cambiare idea a decine di aziende. Se avessimo agito come lei suggerisce oggi in Italia avremmo come primo olio nella classifica dei consumi il palma affiancato dall’oliva!

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      Ciao Roberto, avevo lasciato un commento ma quando ho cercato di confermare la richiesta di inserimento mi da errore 404 pag non trovata… Comunque complimenti e continuate cosi!!!

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    Bravi! SAe non fosse per voi, ancora adesso ci dovremmo ingurgitare quella schifezza dell’oilo di palma. Onore al merito!

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    Non è vero che l’olio di palma non vuene venduto sugli scaffali, esite il famosissimo friol e similari…

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    Personalmente apprezzo molto l’opera di denuncia e di sensibilizzazione condotta dal Fatto Alimentare e credo che abbia dato un grande contributo per la tutela della salute dei consumatori. Non mangio creme spalmabili alla nocciola, cioccolata e cioccolatini e in genere pochi dolci/biscotti industriali ma può succedere e li compravo con piacere per i miei che li amano molto, soprattutto la Nutella, i Kinder, merendine tipo croissants etc. A suo tempo, ho seguito con attenzione la vicenda, firmato le petizioni e ho subito ho scritto a Barilla e a Bauli, per citare due marchi extra Ferrero, chiedendo di eliminare il palma e gli altri ingredienti ritenuti fondatamente dannosi o anche solo fortemente sospettati, dai loro prodotti, tanto più destinati in buona percentuale ai bambini. Non si tratta di rialzo glicemico, o di un po’ di colesterolo ma di cancro… sono marchi storici italiani, nei confronti dei quali c’è consuetudine, affetto in qualche modo, perché ci hanno cresciuto, per questo ho scritto, Lindt e altri li ho abbandonati e basta, ma a parte Barilla (e altre ditte) le risposte sono state del tutto delusorie. Ognuno sceglie per sè e per i propri cari seguendo i propri criteri, i gusti, la salute o altro, assolutamente indiscutibili, ma le aziende serie non possono non assumere una posizione etica e coerente nei confronti dei consumatori. E se vendono per quattro soldi la salute della loro clientela, tanto più della più fragile ed esposta, per mancanza di mezzi o per età o per ignoranza, non sono aziende serie, altro che ‘come di famiglia’.

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    Tante parole e discussioni: io già da parecchio tempo ignoro la Ferrero in tutti i suoi prodotti e pure ho fatto con la Barilla,che ancora girano i prodotti col palma.Neppure la pasta prendo per dispetto,tanto ci sono marche di tutto rispetto disponibili. Il mio HDL si mantiene sempre intorno a 150-170 – Si fa presto…si ignora!

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    Personalmente ringrazio per l’azione sul tema portata avanti da IlFattoAlimentare, e mi auguro che continui finchè ce n’è bisogno visto che, credo soprattutto per la loro capacità di informarci e lottare, abbiamo assistito nel nostro Paese alla ritirata più veloce della storia di un ingrediente così diffusamente usato dall’industria alimentare.
    Il mio commento al tema vuole concludersi evidenziando una riflessione, per me a cuore.
    Noi uomini (ps. siamo animali) nelle nostre grandi menti crediamo troppo spesso di non esser parte dell’ambiente vicino e lontano in cui viviamo e “parenti” delle altre specie animali, e questa sicurezza è decisamente preoccupante.
    E’ importante soffermarsi ancora a lungo sul profilo lipidico dei grassi contenuti in questo o quell’altro grasso o sui valori degli stessi che ci ritroviamo nel sangue quando facciamo gli esami ematologici, o magari dedicare più energia a proteggere – in ogni modo possibile iniziando da quelli a tutti noi accessibili, es. scelte di consumatori – l’equilibrio del nostro ecosistema? Come è possibile non vedere ancora e soprattutto il nesso inscindibile e di respiro profondo tra l’equilibrio del nostro corpo e quello della natura (animali e ambiente)?

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    Concordo con chi sostiene che il titolo dell’articolo è fuorviante rispetto a quanto dichiarato da Ferrero…