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Oltre 1,6 milioni di firme per chiedere lo stop agli allevamenti in gabbia

La petizione europea per la protezione degli animali negli allevamenti, End the Cage Age, lanciata da Compassion in World Farming (CIWF), si è chiusa ieri, 11 settembre, alle 23,59. La coalizione europea, composta da più di 170 organizzazioni e promossa anche da Il Fatto Alimentare, ha raccolto più di un milione e mezzo di firme nell’arco di un anno. L’iniziativa chiede la fine dell’uso delle gabbie in tutti gli allevamenti europei.

In Europa, i numeri parlano di oltre 300 milioni gli animali – suini, galline, conigli, oche, quaglie e vitelli – allevati in gabbia e spesso costretti a vivere in condizioni di sovraffollamento critico o in isolamento, in cui non possono muoversi liberamente. In Italia, oltre quasi 95.000 cittadini hanno firmato l’Iniziativa dei cittadini europei (Ice), ma il numero finale potrebbe crescere ulteriormente perché le firme cartacee sono ancora in fase di conteggio.

Le associazioni della coalizione italiana dichiarano: «Siamo orgogliosi di essere parte di questa grande vittoria ottenuta grazie a una vasta collaborazione. Solo poche iniziative europee hanno raggiunto il milione di firme. Esserci riusciti vuol dire che la Commissione europea non potrà ignorare quanto la protezione degli animali allevati a scopo alimentare sia importante per i cittadini».

Le prossime fasi prevedono che, entro 3 mesi dalla consegna delle firme, la Commissione adotti una risposta, in seguito l’iniziativa avrà un’audizione al Parlamento europeo, seguita da un possibile voto.

©Riproduzione riservata

  Redazione Il Fatto Alimentare

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6 Commenti

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    petizione inutile e inefficace.
    I consumatori hanno in mano l’arma più potente che ci sia: la scelta. Usate quella non le petizioni

  2. Avatar
    fabrizio_caiofabricius

    Tutto molto bello e condivisibile. Permane il dubbio strisciante: si è disposti VERAMENTE (e finalmente) a pagare di più per un cibo di migliore qualità e per allevamenti meno intensivi ? Oppure è la solita storia dei buoni ( e furbi) da una parte e i cattivi zoticoni insensibili dall’altra che pretendono redditi (ORRORE!) come saggi intellettuali a stipendio sicuro?

  3. Avatar

    Ma la foto dei polli non è di polli in gabbia, bensì di polli “allevati a terra” o sbaglio? Quindi la petizione non risolverebbe il loro problema di sovraffollamento e quindi di gruppi formati da un numero tale di esemplari da non consentire lo sviluppo di normali gerarchie di beccata il che aumenta l’aggressività tra essi.

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    Carne non ne mangio e uova solo biologiche !

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    Il problema di queste azioni è che sono dirette non a migliorare le tecniche di allevamento, ma a spingere verso quella soluzione che di fatto costituisce l’ambita meta finale: il migliore allevamento è il non allevamento!