Un viaggio corale tra arte, nutrizione e genetica per riscoprire il cereale che ha plasmato la nostra civiltà e che oggi si rinnova per le sfide del futuro.
Il grano non è soltanto un ingrediente; è una presenza costante che intreccia la nostra quotidianità, dai campi dorati dell’estate alle tavole imbandite, dai libri di scuola fino alle sale dei musei. Elogio del Grano (Edizioni Medicea Firenze) nasce proprio dal desiderio di celebrare questo cereale attraverso un approccio multidisciplinare e appassionato. Il volume raccoglie i contributi di nove autori che, in sette capitoli, accompagnano il lettore in un viaggio affascinante: non si parla solo di agricoltura, ma si spazia dall’archeologia alla storia dell’arte, dall’antropologia alla genetica.
Non è un manuale per addetti ai lavori, bensì un invito rivolto a chiunque sia curioso di scoprire cosa si nasconda “dentro e dietro” un chicco di grano. Tra le firme di spicco troviamo due accademici georgofili, Marina Carcea e Mario Enrico Pè, che ci aiutano a comprendere l’importanza vitale di questo cereale ieri, oggi e domani.
La nutrizione: dal chicco alla nostra tavola
Marina Carcea (CREA) ci guida alla scoperta delle proprietà nutrizionali del frumento. Al centro di tutto c’è la cariosside (il frutto secco del cereale), la cui qualità viene poi plasmata dai processi di molitura, panificazione e pastificazione che rendono il grano il pilastro della dieta mediterranea. Il capitolo affronta anche il tema della celiachia, una malattia che oggi colpisce circa l’1% della popolazione, sottolineando l’importanza di una conoscenza scientifica rigorosa per gestire correttamente la nostra dieta.
La sfida del domani
Mario Enrico Pè, esperto di genetica agraria, ci proietta invece nel futuro. Il suo intervento chiarisce un punto fondamentale: ogni varietà di grano che mangiamo oggi è il frutto di millenni di miglioramenti genetici fatti dall’uomo. Il DNA del grano tenero è quasi cinque volte più grande di quello umano, ma grazie alle nuove tecnologie, non è più un mistero e possiamo finalmente mappare questa enorme variabilità genetica.
La sfida non è più trovare la variabilità, ma capire quali geni controllano caratteristiche come la resistenza alla siccità o la qualità della granella. Le TEA (Tecniche di Evoluzione Assistita), inoltre, permettono di ottenere piante più forti e sane con una precisione un tempo impensabile, garantendo sicurezza alimentare e sostenibilità ambientale per le generazioni che verranno.
In definitiva, il libro ci insegna che elogiare il grano significa onorare la nostra storia, ma anche investire nella ricerca per un futuro più resiliente.
Elogio del grano – Di cosa parliamo quando parliamo di grano. AA VV, a cura di Piero Chiaradia. Edizioni Medicea Firenze, 2025. 192 pagine. 25,00 euro.
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