zucchero

Zucchero e salute dolcificante 179423537Bisognerà attendere il 2020 per la bozza e il 2021 per la stesura definitiva dell’atteso rapporto dell’Efsa sul limite massimo di assunzione giornaliera degli zuccheri. Il parere era stato richiesto nel 2017 da cinque paesi nordici (Danimarca, Finlandia, Islanda, Norvegia e Svezia) e la sua versione finale era in calendario per l’inizio del 2020. Un anno di ritardo dunque, che l’Autorità giustifica con la grande mole di studi individuati e con la necessità di avere più tempo per analizzarli.

Nel 2017 l’Efsa aveva reso noto che avrebbe valutato i limiti massimi per il consumo quotidiano di zuccheri, non presenti nella versione precedente del 2010, che indicava solo valori di riferimento generali per gli zuccheri aggiunti, di qualsiasi provenienza, come “saccarosio, fruttosio, glucosio, idrolizzati di amido come sciroppo di glucosio, sciroppo ad alto contenuto di fruttosio, e altre preparazioni zuccherine consumate da sole o aggiunte nel corso della preparazione e produzione degli alimenti”. Gli zuccheri sarebbero stati analizzati in particolare per il loro rapporto con: “peso corporeo; intolleranza al glucosio e sensibilità all’insulina; diabete di tipo 2; fattori di rischio cardiovascolare; e carie dentale, nella la popolazione sana in generale, compresi bambini, adolescenti, adulti e anziani”.

Poi, in seguito a una consultazione pubblica del 2018, si è deciso per l’allungamento dei tempi, anche perché “il parere sarà di riferimento per gli Stati membri nello stabilire raccomandazioni per il consumo di zuccheri aggiunti e nel predisporre linee guida per una sana alimentazione basate sugli alimenti.”

Emerge poi tra le righe una precauzione che potrebbe riservare qualche sorpresa, non necessariamente apprezzata da tutti. Scrive infatti l’Autorità, in modo per ora sibillino, che “gli esperti cercheranno di fissare un livello massimo di assunzione tollerabile per gli zuccheri totali, aggiunti o liberi, se i dati disponibili lo consentono. Altrimenti potrebbero essere utilizzati altri valori per caratterizzare il rischio.” Bisognerà quindi attendere ancora un anno per capire che cosa si intenda, e se gli eventuali parametri di rischio sostitutivi saranno considerarti validi dalla comunità scientifica o se presteranno il fianco a critiche. 

Dopo quanto scoperto negli ultimi anni in merito all’influenza delle aziende dolciarie sugli studi e sui pronunciamenti delle autorità sanitarie di molti paesi, e dopo la poco commendevole vicenda del glifosato, l’Efsa ha una grande responsabilità e dovrà prendere decisioni al di sopra di ogni sospetto, qualsiasi esse siano.

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Geppetto
Geppetto
24 Luglio 2019 13:17

Benché “capisca” gli interessi economici in gioco, questa “frenata” su un tema salutistico così significativo è imbarazzante.

Nel mio piccolo ho da molti anni oramai smesso di assumere zuccheri aggiunti (così come ho smesso di assumere gli alcolici che mi concedevo sporadicamente, fumo mai pervenuto per fortuna) e la salute ne ha sensibilmente giovato.

Giuseppe
Giuseppe
25 Luglio 2019 09:20

Purtroppo gli zuccheri sono da bandire , i diabetici in questo secolo sono aumentati in modo epidemico. Obesità nei bambini in questo cibo da spazzatura, brioche, merendine ect…. l’alimentazione è fondamentale per la salute degli esseri umani. Ci sono troppi interessi per fermare il tutto. Ognuno di noi deve documentarsi per avere almeno un salute accettabile.