Nelle ultime settimane, abbiamo ricevuto diverse segnalazioni riguardo ai prezzi stratosferici di alcuni prodotti venduti da Peck, a Milano (ne abbiamo parlato in questo articolo e quest’altro). Un lettore ci scrive per segnalare un altro luogo dove i cartellini fanno girare la testa: stiamo parlando del duty free dell’aeroporto di Milano Malpensa, che propone prodotti regolarmente in vendita anche al supermercato. Di seguito la lettera giunta in redazione.
La lettera sui prezzi del duty free
Gentile redazione,
comprare al duty free non è mai conveniente, ma scoprire che i prezzi dei prodotti alimentari sono più del doppio rispetto a quelli del supermercato lascia una sensazione sgradevole. Ma veniamo ai fatti. La settimana scorsa in attesa di partire per Cagliari ho cominciato a curiosare nel duty free di Milano Malpensa.

Subito mi sono imbattuto nel prosciutto crudo di Parma Ferrarini (18 mesi di stagionatura). La vaschetta da 90 g viene proposta al prezzo astronomico di 105,5 €/kg , un importo che non è indicato sul cartellino come invece avviene sugli scaffali dei punti vendita. Quasi il doppio rispetto al supermercato, dove lo pago circa 55 €/kg. Le sorprese non sono finite perché mi giro e scopro il Parmigiano Reggiano stagionato 14 mesi a 45 €/kg (più del doppio rispetto ai 20 euro del supermercato).
Nello scaffale della pasta tricolore spiccano le penne rigate, sempre Ferrarini, presentate in etichetta come “prodotto artigianale” e vendute a 16 €/kg (cinque volte il costo della pasta Voiello o Rummo). Dulcis in fundo, nell’area snack italiani svettano le patatine “San Carlo 1936”. I sacchetti da 50 g costano 32 €/kg (circa 2,5 volte il prezzo del supermercato), le più sofisticate “San Carlo Più Gusto” nel sacchetto da 50 g svettano a 38 €/kg.
Gianna L.

Prezzi poco giustificabili
Certo, la maggior parte di questi prodotti è venduta in confezioni piccole, per cui il consumatore paga cifre abbastanza accettabili, e poi c’è la comodità di poter acquistare all’ultimo momento un souvenir del made in Italy a tavola. Ma come si giustificano prezzi così esagerati? Fatico a pensare che gli affitti e il riconoscimento di una percentuale alla società che gestisce i duty free possano fare lievitare in modo esorbitante i listini. Questo non succede per borse, scarpe, libri e quant’altro.
Dimenticavo: anche un cono di gelato artigianale Venchi al duty free raggiunge un prezzo stratosferico di 6 €, se non ricordo male, quando in città la spesa ruota fra 3,5 e 4 €.
© Riproduzione riservata Foto: Depositphotos, inviate dal lettore




C’è un rimedio al sovraporezzo selvaggio: basta non comprare e fare il “passaparola” come in questo caso… Vedrete che i prezzi scenderanno. Si chiama “consapevolezza del consumatore”.
Si potrebbe fare lo stesso discorso per i prezzi delle aree di servizio in Autostrada. Come dite in un altro vostro articolo, ahimé, solo da Mc Donalds trovi lo stesso prezzo ovunque.
Io non mi preoccupo di questi prezzi appositamente studiati per i viaggiatori extra Ue che non pagano l’iva.
Mi preoccupo del costo dell’acqua, venduta in bottiglie gigantesche (0,75 o 1 litro ?) a prezzi astronomici ai quali dentro al terminal non c’è alternativa. Se uno deve prendere dei medicinali cosa fa? Va in bagno a bere o paga 4 euro un litro d’acqua?
4 euro! Neanche 1 metro cubo = 1000 litri costa 4 euro
aggiungo che anche in altri duty free,quasi tutti i prodotti,compresi i tabacchi che dovrebbero essere monopolio esentasse costano piu’ che fuori.
Evidentemente il negoziante è a conoscenza del fatto che chi compra nel proprio negozio ha il portafoglio, dalle mie parti viene definito così, a fisarmonica, cioè pieno di denaro (€ o $) e quindi non si pongono il problema del “troppo caro”. Diversamente calmierebbe i prezzi e di molto se diminuissero i potenziali clienti.