Uomo in sovrappeso guarda con espressione imbronciata un boccale di birra

La nutrizionista americana Marion Nestle raccontava nel suo libro Food Politics le difficoltà incontrate negli Stati Uniti nel pubblicare le Dietary Guidelines (“linee guida per una sana alimentazione”) a causa delle ingerenze da parte dell’industria alimentare che mal vedeva alcune indicazioni degli scienziati che suggerivano di mangiare meno (per esempio la carne). Come funzionava il sistema? Gli scienziati americani dopo diversi anni di lavoro, rilasciavano un documento sintesi delle evidenze scientifiche su cui basare le nuove linee guida. Nella stesura finale delle Dietary Guidelines quindi interveniva la politica, influenzata dagli interessi dell’industria alimentare, eliminando le frasi in cui si diceva di “mangiare meno” determinati cibi per non danneggiare l’industria.

L’industria alimentare cercò in tutti i modi di bloccare quella che sarebbe diventata un’icona nel campo della nutrizione mondiale, la piramide alimentare, che era il risultato di ben 11 anni di lavoro da parte degli scienziati. Cercarono di proporre altre immagini grafiche come per esempio la tazza, perché la piramide alimentare era troppo chiara. E un consumatore informato è un pericolo per una parte dell’industria alimentare che deve vendere alimenti poco salutari.

Conflitto di interessi

Marion Nestle spiegava che c’era un problema serio di conflitto di interessi insito nello USDA (US Department of Agricolture) che aveva in sé un doppio mandato: 1) tutelare gli interessi dell’agrobusiness americano e 2) redigere le linee guida americane per una sana alimentazione. E le due cose spesso non coincidono.

Anche in Italia il Ministero dell’Agricoltura ha questa duplice funzione: 1) tutelare gli interessi dell’agrobusiness che comprende anche l’industria vitivinicola e 2) tutelare la salute degli italiani attraverso un suo ente, il CREA-Alimenti e Nutrizione cioè quello che un tempo era chiamato l’Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione (INRAN). I rappresentati del CREA-Alimenti e Nutrizione, collaborano con la SINU (Società Italiana di Nutrizione Umana) (1) per la produzione dei LARN (Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti ed energia per la popolazione italiana) e delle Linee Guida per una sana alimentazione (2).

LARN copertine Antonio Pratesi
Da sinistra a destra: LARN 1996, LARN 2014, LARN 2024.

I vecchi LARN e l’alcol

Quindi in Italia quando si tratta di parlare di alcol e vino il discorso può diventare problematico perché da un lato l’industria vitivinicola rappresenta una fetta importante dell’economia nazionale e dall’altro è necessario anche informare i cittadini sui rischi legati al consumo di vino, birra, superalcolici. Nei LARN 2024 il capitolo dedicato all’alcol è stato eliminato. Vogliamo quindi ricordare alcuni passaggi del capitolo sull’alcol dei LARN 2014. Ne abbiamo già parlato in questo articolo.

È quindi assai probabile che la persona con un basso consumo di alcool corra un minore rischio di mortalità non tanto per merito del tipo di bevanda e delle quantità assunte, quanto per una serie di fattori correlati e di cui quel consumo rappresenta un semplice marcatore. Tali fattori (maggiore consapevolezza, alto stato socio-economico, migliore stile di vita, migliore stato di salute ecc.) svolgono un ruolo protettivo nei consumatori di vino, effetto che spesso viene erroneamente attribuito alle sostanze fenoliche in esso contenute; tali sostanze presenti nel vino in bassissima concentrazione, sono peraltro diffuse, e in grande quantità, in tutti gli alimenti vegetali, prodotti che per tipica abitudine i consumatori di vino maggiormente predilige sia rispetto a chi non beve sia rispetto ai bevitori di altre bevande alcoliche.

L’alcol e la salute

“L’alcol è causa di moltissime differenti disfunzioni e patologie che possono riguardare tutti gli organi ed apparati dell’organismo. – si legge sui LARN 2014 – Tra lesioni, disordini psichici e comportamentali, patologie gastrointestinali, immunologiche, infertilità e problemi prenatali, tumori ecc., se ne contano più di 60 per questo anche la WHO (Organizzazione Mondiale della Sanità, ndr) conclude che l’impatto su mortalità, mobilità e disabilità in tutte le realtà mondiali è comunque negativo se espresso correttamente al netto dei possibili scarsi effetti benefici riportati in letteratura (WHO 2009).

Le ultime evidenze in letteratura mostrano che per molte di queste patologie, tra cui il cancro, non si può definire un livello di consumo privo di rischio, una specie di “dose soglia” sotto la quale non si corrono i rischi per la salute, poiché il rischio sale in maniera proporzionale alla dose di alcool ingerita e indipendentemente dalla fonte di alcool, rispettando la sola regola che quando maggiore è la quantità ingerita, tanto più alto il rischio

Insegna al neon con scritto No alcohol e simbolo del divieto su bottiglia e bicchiere di vino; concept: alcol, bevande alcoliche, alcolismo
I LARN 2014 ricordavano le condizioni in cui è imperativo astenersi completamente dal consumo di alcol

Quando sconsigliare il consumo di alcol

In conclusione è bene ricordare che alcune situazioni fisiologiche o patologiche impongono l’astensione totale dal consumo di bevande alcoliche di qualunque tipo: gravidanza e allattamento, età minore 18 anni, epatopatie, patologie digestive e comunque condizioni che richiedano l’assunzione di farmaci, l’intenzione di accingersi alla guida di veicoli o macchinari pericolosi per sé o per gli altri, pregressa storia di alcolismo o altre dipendenza”.

La valutazione e l’analisi delle evidenze scientifiche disponibili non consentono di poter sostenere o promuovere il consumo pur moderato di bevande alcoliche. In conseguenza della costante crescente produzione di nuove conoscenze sulle relazioni tra etanolo e salute, appare dunque adeguato adottare a livello di popolazione e di tutela della salute pubblica e il principio di precauzione, che è l’unico che consente di ridurre l’adozione di comportamenti potenzialmente nocivi o pericolosi per l’individuo. A tale riguardo gioca un ruolo fondamentale una comunicazione istituzionale corretta.” (LARN 2014)

Rischio zero quando non si beve

In sintesi: le evidenze scientifiche sui danni derivati dal consumo di alcol indicano che il rischio zero è quando non si beve affatto. Questo dovrebbe essere comunicato a livello istituzionale e dai medici a tutta la popolazione generale senza alcuna distinzione (sani, malati, giovani, vecchi, astemi o bevitori). In realtà lo Stato italiano si guarda bene dal dire “di non bere”, i corsi sui problemi alcol correlati per la classe medica sono pochi e alcuni sponsorizzati da Federvini. Alcune pubblicazioni addirittura arrivano a suggerire ai medici di astenersi dal consigliare di non bere ai “bevitori moderati” (3)

L’introduzione di tasse per disincentivare l’uso di bevande alcoliche è molto efficace. In Italia invece non se ne parla, anzi hanno eliminato dai LARN 2024 il capitolo dedicato all’alcol.

Note

  1. La SINU più che una società scientifica sembra un’associazione filogovernativa, infatti quando è entrata nel dibattito tra l’etichetta fronte pacco Nuti-Score e l’etichetta adottata in Italia NutrInform Battery, contro ogni evidenza scientifica ha espresso una preferenza per quest’ultima. Per approfondimenti: Etichette a semaforo: per la Sinu “inaccettabili” i valori della NutrInform Battery, Nutri-Score: la risposta della Sinu alle critiche mosse dal Fatto Alimentare e Nutri-Score: la posizione ufficiale della Sinu non convince. La SINU, si veda la homepage del sito, non disdegna di avere degli sponsor eccellenti al suo interno, che chiamano in maniera eufemistica ‘Soci Collettivi’: tra cui Soremartec (gruppo Ferrero) Parmalat, Gruppo Danone, Barilla, Yakult e la NFI, che è a sua volta sponsorizzata da una miriade di aziende tra cui spiccano anche aziende che producono bevande alcoliche (Branca Distillerie, Davide Campari, Heineken, Montenegro).
  2. Le linee guida per una sana alimentazione sono documento italiano di riferimento sulla sana alimentazione rivolto ai consumatori. Mentre i LARN sono i Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti ed energia prodotti dalla SINU, un documento importante ad uso professionale per tutti coloro che si occupano di nutrizione.
  3. Questa pubblicazione è firmata da un gran numero di autori che si interessano evidentemente di altri ambiti della medicina. Infatti veri esperti in problemi alcol correlati hanno una visione completamente diversa.

© Riproduzione riservata Foto: Fotolia, Antonio Pratesi, Depositphotos

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Tonino Riccardi
Tonino Riccardi
26 Febbraio 2025 14:09

100 Elefanti contro un moscerino.

Tonino Riccardi
Tonino Riccardi
26 Febbraio 2025 14:10

Comunque meglio Il Fatto Alimentare anche se da solo che il silenzio.

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