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Dietidea Riso Scotti: censurata la pubblicità. Sotto accusa anche il professor Nicola Sorrentino

dietaidea riso scotti sorrentinoLa pubblicità della Dieta Riso Scotti, Dietidea, firmata dal dietologo Nicola Sorrentino è ingannevole. Il provvedimento di censura deciso pochi giorni fa dall’Istituto di autodisciplina pubblicitaria non lascia spazio a dubbi sullo spot andato in onda sull’emittente La7. Il messaggio di Dietidea è scorretto perché “accredita l’erroneo convincimento che il programma alimentare sia idoneo per tutti e adeguato alle esigenze di chiunque, favorendo l’autovalutazione da parte dei consumatori, quando invece ci sono situazioni che potrebbero richiedere il parere di un esperto“.

C’è di più, la dieta  definita come “ipocalorica, bilanciata e detox …  studiata per lui (1300 Kcal) e per lei (1000Kcal)”, non viene prospettata come regime alimentare da seguire sotto controllo medico. Lo spot lascia intendere che la dieta molto restrittiva si possa fare quando serve, e non dice in modo chiaro che può essere eseguita solo una o due volte al mese. La sentenza poi censura direttamente il dietologo Nicola Sorrentino (un personaggio noto al grande pubblico), perché conferisce un’aura di scientificità alla dieta del Riso Scotti che in realtà non esiste. La presenza del medico viola l’articolo del codice di autodisciplina che vieta “di presentare diete spersonalizzate elaborate da esperti come universalmente valide“.

Dietidea
La sentenza censura Dietidea e il professore Nicola Sorrentino che conferisce un’aura di scientificità inesistente alla dieta del Riso Scotti

Il Fatto Alimentare un mese fa aveva pubblicato un articolo in cui criticava la dieta promossa da Nicola Sorrentino, ricordando che l’articolo 57 del codice di deontologia dei medici vieta il patrocinio di prodotti a fini commerciali (“Il medico singolo o componente di associazioni scientifiche o professionali non concede patrocinio a forme di pubblicità promozionali finalizzate a favorire la commercializzazione di prodotti sanitari o di qualsivoglia altra natura”).

L’articolo riportava anche la posizione molto critica dell‘Ansisa (Associazione nazionale specialisti in scienza dell’alimentazione) sulla dieta. “Una dieta non è un “prodotto” che si possa acquistare al supermercato, per questo l’autoprescrizione e le diete “fai da te” possono non corrispondere a caratteristiche di sicurezza. Secondo i recenti dati e le acquisizioni di base sulla ricerca psicobiologia della nutrizione è ragionevole ipotizzare che qualsiasi dieta autogestita e restrittiva, possa esporre soggetti, già psicologicamente predisposti a ulteriori rischi di sviluppare un disturbo del comportamento alimentare. Sostenere che sia corretto e salutare affrontare una rigida restrizione alimentare in modo sporadico, finalizzando l’operazione a risultati prevalentemente estetici o “disintossicanti”, può mettere a rischio le persone. Il metodo migliore per ottenere una buona forma fisica è adottare un costante e corretto stile nutrizionale nel tempo associato al movimento“.

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  Sara Rossi

Sara Rossi
giornalista redazione Il Fatto Alimentare

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Un commento

  1. Bravi: vittoria vostra su tutta la linea, compresa la questione della presenza del dietologo.
    Brutto scivolone, dott. Scotti… Una ditta come la vostra poteva permettersi di essere trasparente

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