L’Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria ha censurato uno spot che proponeva un integratore a base di melatonina come parte della routine serale dei bambini
Un integratore a base di melatonina presentato come parte della routine della buonanotte per i bambini: è questo il messaggio pubblicitario che lo Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria ha deciso di censurare, giudicandolo ingannevole e privo delle necessarie avvertenze
L’Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria (IAP) ha emesso l’Ingiunzione n. 2/26 del 22/01/2026 nei confronti di Humana Italia S.p.A. per la campagna televisiva di Melamil, un integratore alimentare pubblicizzato come “Ideale per bambini”, “A base di melatonina purissima, accompagna il ritmo naturale del sonno”.
Nello spot si vede una bambina a letto mentre la madre recita una filastrocca prima della nanna, e il prodotto viene inserito come parte del rituale per favorire l’addormentamento. Secondo il Comitato di Controllo, il messaggio è fuorviante e scorretto perché attribuisce all’integratore la capacità di ‘risolvere’ i problemi di addormentamento nei bambini senza alcuna avvertenza medica. Il messaggio inoltre suggerisce un uso regolare e non occasionale, inserendolo nella routine serale della famiglia, e usa claim come “Ideale per bambini” e “melatonina purissima” che, di fatto, non aggiungono informazioni utili e possono convincere genitori a usarlo senza riflettere sui limiti reali del prodotto. Infine, lo spot non invita i consumatori a consultare un pediatra, nonostante sia consigliato farlo (anche dal sito dell’azienda stessa).
Per questi motivi, secondo lo spot viola gli articoli 2 e 23bis del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale e deve essere rimosso.
Melatonina e bambini: cosa dice la scienza
Molti genitori pensano alla melatonina come a una soluzione “naturale e innocua” per far addormentare i figli. Tuttavia, gli esperti raccomandano prudenza e supervisione medica, perché l’evidenza scientifica non supporta l’uso indiscriminato in bambini senza problemi medici verificati.
La melatonina è stata studiata soprattutto in bambini con disturbi neurologici o del ritmo sonno-veglia, e in questi gruppi può ridurre la latenza dell’addormentamento e migliorare alcuni parametri del sonno, ma negli altri bambini (quelli con sviluppo tipico e semplici difficoltà a prendere sonno), l’efficacia non è ben dimostrata e la ricerca non supporta l’uso generalizzato.
Alcuni studi osservano che l’uso non supervisionato è cresciuto rapidamente, con rischi di esposizione accidentale, dosi inconsistenti e dati limitati sulla sicurezza a lungo termine. Alcuni effetti collaterali più comuni includono sonnolenza diurna, torpore, mal di testa e alterazioni dell’umore, e ci sono ancora dubbi sui possibili effetti a lungo termine sullo sviluppo e sulla pubertà.
Le principali società mediche, come l’American Academy of Pediatrics, non raccomandano l’uso routinario di melatonina nei bambini senza una diagnosi chiara e discutono l’uso solo su indicazione e supervisione del pediatra. La priorità resta sempre l’igiene del sonno: orari regolari, routine calmanti, limitare schermi prima di andare a letto e altre strategie comportamentali che non implicano farmaci o integratori.
No all’uso routinario senza indicazioni
Ed è proprio qui che la pubblicità censurata dallo IAP mostra il suo aspetto più problematico. Nessun pediatra consiglierebbe di inserire un integratore a base di melatonina nella routine serale di un bambino sano, come se fosse una filastrocca o un gesto educativo innocuo.
Nella pratica clinica, i disturbi dell’addormentamento nei bambini sono affrontati innanzitutto con interventi comportamentali: regolarità degli orari, rituali coerenti, eliminazione degli schermi prima di dormire, attenzione ai ritmi familiari. La melatonina non è – né si considera – una soluzione di prima linea, tantomeno un supporto da utilizzare con continuità senza una valutazione medica.
La stessa letteratura scientifica indica che l’uso della melatonina in età pediatrica può essere preso in considerazione solo in casi selezionati, come alcuni disturbi del neurosviluppo o del ritmo sonno-veglia, sempre sotto controllo del pediatra e per periodi limitati. Presentarla invece come un prodotto “ideale per bambini”, da integrare stabilmente nel rituale della nanna, sposta il confine dall’atto medico all’automatismo di consumo, favorendo l’automedicazione e banalizzando un principio attivo che tale non è.
Non a caso, il Comitato di Controllo dello IAP sottolinea anche l’assenza, nello spot, di qualunque invito a consultare il pediatra, elemento che risulta ancora più grave se si considera che il sito dell’azienda richiama esplicitamente l’opportunità di un parere medico. Una contraddizione che rafforza il giudizio di scorrettezza del messaggio pubblicitario.
© Riproduzione riservata Foto: Spot Melamil Humana

Giornalista professionista, direttore de Il Fatto Alimentare. Laureato in Scienze delle preparazioni alimentari ha diretto il mensile Altroconsumo e maturato una lunga esperienza come free lance con diverse testate (Corriere della sera, la Stampa, Espresso, Panorama, Focus…). Ha collaborato con il programma Mi manda Lubrano di Rai 3 e Consumi & consumi di RaiNews 24




