Franco Berrino Indovina Chi Viene a Cena 13.12.2025

Da stimato epidemiologo a “filosofo della salute” capace di riempire i teatri. L’ascesa di Franco Berrino segna un paradosso tutto italiano. Tra consigli estremi e derive pseudoscientifiche sui vaccini

Franco Berrino è un protagonista del mondo alimentare italiano: ha migliaia di citazioni, è intervistato spesso dal Corriere della Sera e da Repubblica, oltre che apparire spesso su settimanali e in programmi TV. Berrino è considerato un esperto di alimentazione, anche se non è dietologo e nemmeno nutrizionista, ma un medico specializzato in Anatomia Patologica ed epidemiologo. Al suo attivo ha un lungo periodo di lavoro presso l’Istituto di Tumori di Milano, dove ha diretto il Dipartimento di Medicina Predittiva e Preventiva e ha tenuto corsi di alimentazione per donne con tumore alla mammella.

Forte di un CV referenziato e di un forte carisma, il nostro dispensa consigli e indirizza le scelte alimentari di decine di migliaia di persone che lo seguono fedelmente come si fa con un guru. Questo nonostante le sue teorie risultino spesso interpretazioni personali distanti dalle linee guida ufficiali. Quando qualcuno prova a smontare le teorie più bizzarre con argomenti supportati da conoscenze scientifiche validate, gioca la carta dello scienziato “controcorrente” che dice verità scomode per il sistema.

Quante nocciole?

L’ultima berrinata l’ho ascoltata in diretta il 13 dicembre, nel programma Indovina Chi Viene a Cena su Rai 3, quando il professore consigliava 50 nocciole al giorno. Nessun errore e nessuna rettifica. Le nocciole fanno bene e l’alto contenuto calorico non fa ingrassare, perché “non tutto quello che mangiamo viene assorbito” e questi grassi stimolano il metabolismo e il senso di sazietà. La teoria non è nuova, l’unica differenza è che lo stesso Berrino qualche anno fa proponeva 15 grammi di frutta a guscio al giorno (5 a colazione, 5 a pranzo e 5 a cena) per ridurre la mortalità del 20%.

Adesso siamo arrivati a 50-60, con un apporto calorico che può avvicinarsi a quello di un piatto di pasta alla carbonara, ed equivalente a più di un terzo del fabbisogno calorico giornaliero di un adulto medio. Per intenderci, la porzione raccomandata dalle Linee guida per una sana alimentazione è di 15-20 nocciole (30 grammi). Siamo di fronte alla rappresentazione del ‘guru’ che fornisce numeri magici ed estremi per colpire l’immaginario del pubblico, ignorando il bilancio energetico che è alla base della prevenzione dell’obesità.

Franco Berrino - Sabrina Gianni - Indovina chi viene a cena 13.12.2025
In una puntata di Indovina chi viene a cena, Berrino ha affermato che si possono mangiare 50-60 nocciole al giorno!

Berrino e i vaccini?

In un’intervista rilasciata a La Verità per il suo libro Il nostro veleno quotidiano, Berrino esprime  dubbi sulla sicurezza dei vaccini Covid e sulla trasparenza dei dati”). Secondo il professore molti indizi fanno pensare che la mortalità sia aumentata dopo l’introduzione dei vaccini e definisce una “follia” aver vaccinato popolazioni a basso rischio, come i bambini, senza una sorveglianza attiva. Menziona anche l’ipotesi di un aumento di tumori molto aggressivi dopo la vaccinazione (precisando che non esistono ancora studi validati).

Berrino auspica addirittura che Kennedy Jr riesca a promuovere studi seri sugli effetti a lungo termine dei vaccini e ipotizza un legame tra l’autismo e l’introduzione di “sostanze estranee e tossiche” nel corpo dei bambini in età precoce. Per questa tesi cita studi statunitensi che collegherebbero il disturbo alla quantità di vaccini somministrati in età molto precoce. Descrive il vaccino come un “totem” e una fonte di guadagno enorme per l’industria, che influenzerebbe pesantemente i legislatori e le autorità sanitarie.

L’annosa questione del latte

Poi c’è la questione del consumo di latte per la prevenzione dell’osteoporosi, per il suo contenuto di calcio. Berrino sostiene che “non serve a niente”. È vero che il calcio si trova nelle mandorle o nelle crucifere (broccoli), ma la biodisponibilità è diversa. Per ottenere il calcio di un bicchiere di latte, bisognerebbe mangiare quantità enormi di verdura, che contengono anche ossalati e fitati che ne inibiscono l’assorbimento. La tesi secondo cui “più carne/latte = più fratture” (nota come “Ipotesi Acida”) è stata ampiamente superata. Le proteine e il calcio dei latticini possono essere molto utili per la densità ossea, specialmente nell’anziano.

Le parole di Berrino sono chiare e non lasciano spazio a dubbi. “Quello che è molto chiaro e che chi beve latte e mangia formaggio si ammala di più di cancro della prostata […] meno di cancro dell’intestino. […] Noi raccomandiamo alle donne che hanno familiarità per cancro della mammella […] di non bere latte perché abbiamo visto che quelle che bevono latte hanno un rischio maggiore.” Berrino precisa che non c’è la raccomandazione ufficiale, ma invita ad andarci piano perché i latticini non servono a niente per la salute, e il calcio lo possiamo prendere da altri alimenti.

Latte fresco crudo versato in una tanica
Secondo Berrino, il consumo di latte e latticini non è utile per la prevenzione dell’osteoporosi

Cancro alla prostata e alla mammella

Berrino cita una verità parziale per sostenere una tesi assoluta. È vero che un consumo molto elevato di latticini è associato a un modesto aumento del rischio di cancro alla prostata (probabilmente per l’eccesso di calcio o l’innalzamento del fattore di crescita IGF-1). Ma lo stesso WCRF (Fondo Mondiale per la Ricerca sul Cancro) conferma che i latticini hanno un probabile effetto protettivo contro il tumore del colon-retto. Demonizzare il latte citando solo la prostata e ignorando la protezione del colon è una selezione arbitraria dei dati (cherry picking). Le linee guida bilanciano i rischi raccomandando un consumo moderato (2-3 porzioni al giorno), non l’eliminazione.

Per quanto riguarda il cancro alla mammella, Berrino entra in contrasto con le evidenze più solide. Le revisioni sistematiche e le metanalisi più recenti non mostrano un legame certo tra consumo di latte e aumento del rischio di cancro al seno. Al contrario, alcuni studi suggeriscono un lieve effetto protettivo dei latticini a basso contenuto di grassi. Dire che “non devono bere latte” è un parere personale che scavalca le linee guida oncologiche internazionali, le quali non vietano i latticini alle pazienti oncologiche o a rischio.

Berrino e gli ormoni nel latte

Questa è la parte più ‘suggestiva’. Berrino sconsiglia di bere il latte perché conterrebbe ormoni. Il latte vaccino contiene naturalmente ormoni (come quello di tutti i mammiferi), ma le quantità che sopravvivono alla digestione umana e arrivano al sangue sono infinitesimali rispetto alla produzione endogena del nostro corpo. EFSA ha stabilito che gli ormoni nel latte non rappresentano un rischio per la salute umana. Berrino utilizza un linguaggio emotivo e prescrittivo molto efficace (“non devono bere”, “non servono a niente”) tipico del guru, sostituendo il consenso scientifico dei ricercatori con il proprio parere di esperto.

Nel 2017 presso l’Ordine dei Medici di Milano si è tenuto un “processo al latte”, un dibattito simulato in cui le tesi di Berrino (che non ha voluto partecipare) sulla pericolosità dei latticini sono state messe al vaglio di esperti. Il verdetto finale ha visto l’assoluzione del latte: la ‘giuria’ di medici ha stabilito che non vi sono prove solide per bandire i latticini dalla dieta. Al contrario, è stato ribadito che rappresenta una fonte preziosa di calcio e nutrienti essenziali e che il consumo moderato, come previsto dalle linee guida ufficiali, non è correlato a un aumento del rischio oncologico, smentendo così l’approccio restrittivo e privo di evidenze cliniche promosso da Berrino.

farina integrale pane cucinare uova
Nel 2016 Franco Berrino indicava in un programma della tv svizzera italiana la farina 00 come “il più grande veleno della storia”

La farina è veleno

Nel 2016 Franco Berrino indicava in un programma della tv svizzera italiana la farina 00 come “il più grande veleno della storia”. Allora Il Fatto Alimentare ha chiesto lumi a Vittorio Krogh, allora direttore della Struttura Complessa di Epidemiologia e Prevenzione dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano dove Berrino operava. Krogh ha chiarito in una lettera inviata a Il Fatto Alimentare  che non esistono basi scientifiche per definire la farina bianca ‘tossica’ o un ‘veleno’, sottolineando che, sebbene i prodotti integrali siano preferibili, il consumo di farine raffinate non è di per sé dannoso per la salute. La smentita dell’Istituto mira a ricondurre il dibattito su binari scientifici, criticando l’uso di termini che generano paura ingiustificata nei consumatori e che non riflettono il consenso della comunità medica.

Berrino a teatro

L’ultima trovata è il tour teatrale Indovina chi ci inganna a cena, che lo vede protagonista insieme a Sabrina Giannini. Si tratta di una “conferenza-spettacolo” in cui l’epidemiologo, autore di numerosi libri, si trasforma in performer della salute. Il dato allarmante non è la popolarità del professore, ma il silenzio delle istituzioni. Ci troviamo di fronte a un paradosso tutto italiano: da un lato, una platea di migliaia di fan pronti ad accogliere come verità assoluta la demonizzazione del pane bianco, del latte e perfino dei vaccini; dall’altro, un CREA che appare inesistente nella comunicazione di massa, un Istituto Superiore di Sanità latitante e un Ministero della Salute che brilla per la sua assenza.

Berrino indovina chi inganna a cena
Locandina del tour teatrale “Indovina chi inganna a cena” con Franco Berrino

I ‘filosofi della salute’

In questo scenario vengono in mente altri popolari ‘divulgatori’ come Mozzi o Panzironi che con i loro libri hanno venduto milioni di copie  andando a comporre un variegato mosaico di ‘filosofi della salute’ che hanno riempito il vuoto lasciato dalle istituzioni. Mentre i vademecum del Ministero della Salute restano confinati in PDF tecnici per addetti ai lavori, i “filosofi della salute” hanno costruito imperi editoriali. Piero Mozzi, con il suo manuale sulla dieta dei gruppi sanguigni, ha superato l’incredibile soglia del milione di copie, diventando un caso di studio per la persistenza nelle classifiche. Non è da meno Adriano Panzironi, che con il suo Vivere 120 anni ha abbondantemente superato le 500.000 copie, distribuite capillarmente attraverso un circuito mediatico privato.

È il paradosso di un’Italia dove la dieta nazionale non viene più dettata dai protocolli scientifici, ma dalla forza comunicativa di volti carismatici che trasformano la tavola in un terreno di scontro ideologico, tra promesse di immortalità e crociate contro singoli alimenti.

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Carlo
Carlo
9 Marzo 2026 10:12

Ancora una volta un articolo contro Berrino. Peccato perchè certe battaglie che fa il fatto alimentare sono sacrosante… ma sparare così su chi cerca di diffondere buone pratiche per l’alimentazione mi sembra fuori luogo! L’articolo mi sembra molto scorretto e non tiene conto dell’ironia che spesso contraddistingue il dott. Berrino.

Mori
Mori
Reply to  Carlo
10 Marzo 2026 08:56

…già che c’era poteva scrivere “se volete vivere di donazioni scrivete solo quello che mi è gradito”.

Marcello Ticca
Marcello Ticca
9 Marzo 2026 10:22

Leggo con interesse la puntualizzazione su alcune affermazioni del professor Berrino, il quale rappresenta, a mio parere, il tipico esempio di come una persona preparata e con un ottimo background possa trasformarsi quando, con il tempo, scopre il fascino della ribalta e della notorietà e dell’ impatto che espressioni esagerate e ben poco equilibrate, possono avere sul grande pubblico.

Sono pienamente d’accordo con lei sulla necessità di ridimensionare, per quanto possibile, l’influenza che certi guru (i nomi li conosciamo bene) riescono ad esercitare sul grande pubblico, grazie anche a un sapiente uso dei mass media. Per non parlare poi di trasmissioni che per garantirsi una maggiore audience, spacciano spesso tesi discutibili e non validate scientificamente come fossero certezze assolute.

Vorrei segnalarle che otto anni fa, nel mio libro “Miraggi Alimentari” che anche voi avete recensito, avevo citato proprio gli attacchi sconsiderati al latte e alla farina bianca fra le cattive informazioni da combattere.

In quell’occasione auspicavo un maggior equilibrio e una maggiore cautela da parte di chi opera nel delicato settore della informazione scientifica, anche per quanto riguarda il tipo di linguaggio da adottare.

Giorgio Massa
Giorgio Massa
9 Marzo 2026 11:55

Come medico mi sento di fare le seguenti osservazioni:
1) La materia trattata dovrebbe essere oggetto di confronto e dibattito scientifico, mentre proporla come punto di vista personale in un libro o in una trasmissione televisiva senza argomentazioni dialettiche ottiene solo consensi entusiasti o polemiche conflittuali.
2) E’ vero che se da una parte le affermazioni del collega Berrino possono apparire troppo personali e stravaganti o addirittura antiscentifiche, da cui stare prudentemente alla larga, è anche vero che anche i protocolli scientifici non debbano essere presi come oro colato, dato che continuamente assistiamo, nello scenario scientifico accademico, a clamorose smentite di “verità” a lungo considerate quasi assiomatiche (es. le uova, le relazioni fra dislipidemie grassi e carboidrati, l’onnipotenza delle diete trascurando l’importanza dell’attività fisica, l’eccessivo fideismo nei farmaci a discapito della ricerca di base sui meccanismi eziopatogenetici e sul cambiamento culturale che ha legato l’uomo indissolubilmente alle facilitazioni tecnologiche impigrendolo e allontanandolo dalla necessità cruciale del movimento fisico ecc.). Inoltre, anche i protocolli scientifici e le linee guida, soggetti continuamente a revisione e quindi da accogliere con prudenza e riserva, non di rado sono condizionati da fattori inquinanti come il business o la politica. Per quanto riguarda i vaccini io, che non sono mai stato un no vax, ritengo che i vaccini mRNA non siano stati sufficientemente studiati in via preliminare, soprattutto per quanto riguarda gli effetti collaterali e penso che l’uso degli anticorpi monoclonali per il Covid sarebbe stato di gran lunga più efficace e sicuro anche e soprattutto in prevenzione primaria e la mia opinione mi sembra che sia abbastanza condivisa da altri colleghi da quanto ho potuto leggere.
3) La pubblicazione di libri sulla longevità basati sulla esperienza di singoli, anche se personaggi accreditati nel mondo scientifico, contraddice all’esigenza fondamentale nel campo scientifico della significatività statistica, che si basa sull’importanza del numero elevato di campioni: ogni persona ha una individualità anche biologica e quello che può essere molto efficace per uno non lo è affatto per un altro, per cui,per avere una validazione generale, occorre basarsi su medie elevate, pur rimanendo l’alea del caso particolare.

Stefano
Stefano
9 Marzo 2026 16:03

Non ho capito cosa c’entrino i vaccini nell’articolo del Fatto Alimentare. Le perplessità del Prof. Berrino sui vaccini mRNA e la loro somministrazione alle fasce d’età a basso rischio, tra cui i bambini, sono legittime, tant’è che non è solo Berrino ad averle. Se l’autore dell’articolo non le condivide, ci sta, ma non mi pare un argomento attinente con la vostra testata: sembra giusto una cosa in più aggiunta lì, che va a rafforzare nel lettore l’opinione negativa che avete sul Prof. che, peraltro, non seguo.

melania
melania
9 Marzo 2026 16:21

Non sono d’accordo sull’articolo che crocefigge il Dottor Berrino. MOlte evidenze scientifiche indicano ciò che afferma Berrino su farine, latte, zucchero e.. vaccini.
Anche nel protocollo ospedaliero quando ho fatto l’ecografia al seno le domande sono state mirate: fra le altre mangia latticini ? è vegetariana ? perchè tali domande se non si avesse la benchè minima idea che ci sia una correlazione fra tumori e altre malattie degenerative e l’uso di carne e latte ? inoltre sono ormai molti gli studi e le evidenze sulla correlazione fra consumo di latte, carne, zucchero, e farine bianche. Se gli studi americani ultimamente evidenziano che la piramide dell’alimentazione secondo loro è quella con il consumo di carne e latte alla base ed in alto le verdure quindi rovesciata in rapporto alla nostra beh allora gli studi vanno verificati. E poi è sempre la stessa storia, la scienza non è una verità inconfutabile ma l’insieme delle conoscenze acquisite fino a quel momento, con i suoi limiti e con gli interessi delle case farmaceutiche. Per i vaccini è stato creato un comitato in epoca Covid e finalmente la presidentessa Federica Angelini dopo anni di richieste, testimonianze raccolte, segnalazioni ignorate e domande rimaste senza risposta, con il Comitato Ascoltami è stato audito alla Camera dei Deputati dalla Commissione parlamentare d’inchiesta sulla gestione dell’emergenza Covid.

Lucio
Lucio
9 Marzo 2026 17:32

Non comprendo tanto accanimento negativo contro il Dot. Berrino, sia dalla redazione e dalla stragrande maggioranza dei lettori. Non conosco il Dot. Berrino, quando mi capita lo ascolto ben volentieri, il suo aspetto è già un buon biglietto da visita per un 84 enne. Per la questione vaccini, io non sono un medico, ma alcuni vaccini per il covid mi sembra che non siano esenti da critiche. Lo criticate per le 50 nocciole giornaliere? Non dice di mangiarle in una volta sola.
Per le farine raffinate? Per latte? No è certo il primo che ne sconsiglia l’uso, allora?

Ezio
Ezio
10 Marzo 2026 11:29

Attenzione all’assolutizzazione, perché vale per tutti: medici dietologi, ricercatori, scienziati, guru ed opinionisti di tutti campi, ma anche critici convinti di avere un vangelo inesistente come punto di riferimento, la scienza è un continuo divenire dove l’ultima scoperta sconfessa e supera quelle precedenti.

Fabrizio
Fabrizio
10 Marzo 2026 13:19

Rimango veramente costernato dai commenti degli adepti del prof. Berrino. Disarmante. Difesa a prescindere con argomentazioni, quando ci sono, che risultano non connesse ai fatti reali. Complimenti all’autore dell’articolo e massima stima soprattutto per la pacatezza con cui risponde a commenti che non riesco a definire senza scadere nello sproloquio

gianni
gianni
12 Marzo 2026 12:39

Gli Stati Uniti devono affrontare la «massiccia epidemia di danni da vaccino», secondo scienziati, medici, avvocati e attivisti per la libertà medica intervenuti oggi a Washington, DC, durante una tavola rotonda organizzata dal MAHA Institute.

Il presidente del MAHA Institute, Mark Gorton, ha dichiarato a The Defender che la massiccia epidemia di danni da vaccino (MEVI, in breve) è un «problema gigantesco».
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Quindi voi ne sapete più di loro…….e accusate chi cerca di capirci qualcosa di essere no-vax.

Ezio
Ezio
Reply to  Roberto La Pira
12 Marzo 2026 13:41

Al netto delle ideologie del peggior Kennedy di sempre, rimane il fatto che la medicina si basa sulla ricerca e le evidenze statistiche, che si possono fare solo dopo l’uso esteso di farmaci e vaccini.
Quindi questo è il tempo delle statistiche sulle coperture e gli effetti secondari nel medio e lungo periodo dei vaccini impiegati per combattere il Covid 19.
Restiamo aperti ed attendiamo gli studi di meta-analisi che fanno sintesi ed effetti combinati di molte ricerche indipendenti, prima di trarre conclusioni affrettate.

gianni
gianni
12 Marzo 2026 14:35

Come ho tentato inutilmente di dire in preedenza il commento che più mi ha colpito è quello del dott.Giorgio Massa, che onestamente al secondo punto enuncia una serie di motivi , lista molto incompleta, che dovrebbero rendere urgentissima una indagine indipendente su effetti avversi, perchè poi chiamarli secondari non capisco……
La ricerca scientifica individua campi eclatanti che vengono sbarrati al confronto per ideologia….ecco chi usa l’ideologia e una serie di leggi sbagliate che parano il sedere ai produttori industriali della medicina contro ogni evidenza.
Ogni farmaco è soggetto a revisioni e spesso a bocciature, assai spesso osservando i prontuari in una ottica di decenni, e Berrino lo sa bene pur non essendo nel suo orticello, ma niente da fare..se uno alza la mano e dice ma invece che sissignore allora diventa no vax.
E questa ultima affermazione è molto più evidente dal lato statunitense che alimenta in primis questo tipo di censura, questo è uno dei motivi ,a me ben noti, che creano feroci movimenti di critica.
Che questo sia il Kennedy peggiore, da discreto e vecchio conoscitore degli USA, io non ne sono affatto convinto.

Daniele
Daniele
12 Marzo 2026 15:45

Grazie per aver pubblicato questo articolo, non conosco questo “scienziato” e nemmeno gli altri “guru” , penso di essere una persona normale, ma se affermano in programmi trasmessi in televisione che devo mangiare 50 nocciole al giorno cambio subito canale.

Maria Alberta
Maria Alberta
13 Marzo 2026 01:19

Mi meraviglio di quanto scritto riguardante non solo il Dott. Berrino ma anche i contenuti da lui divulgati. Ho seguito convegni, seminari e corsi con esperti in ambito nutrizionale e della prevenzione, specialmente di quella oncologica (ma non solo), all’ interno di luoghi istituzionali, centri di ricerca pubblici, anzi, statali, e sono allineati, nelle loro indicazioni, con quelle del Dott. Berrino. Ho avuto contatti prolungati e profondi (ahimè!) con gli ambienti oncologici, nonché dispongo di una solida formazione scientifica.
Nulla di stravagante, quindi, o indegno di un ricercatore, studioso di epidemiologia.
Il rigore e, allo stesso tempo, la semplicità con cui egli comunica quanto l’evidenza scientifica mostra sono tipici di chi ha padronanza della materia.
Per quanto riguarda eventuali interpretazioni, invece, esse si fondano sulla disponibilità di dati presenti nel momento in cui si parla (o si scrive) e e sull’esperienza personale da epidemiologo (l’epidemiologo è proprio colui che ha padronanza dell’ uso dei dati, della statistica e degli studi clinici): qui mi riferisco in particolare alla cautela che il Dottore avrebbe espresso sull’estensione del vaccino contro la COVID-19 a platee molto giovani, in una fase iniziale della pandemia. Aggiungo anche che le interpretazioni, purché fondate sui fatti (in questo caso, sull’evidenza scientifica), sono ammesse e fanno parte di tutte le professioni: dall’ avvocato all’ economista, dal politico al medico etc.
Io ritengo, comunque, che il motivo per il quale sia molto apprezzato, da giovani e meno giovani, sia perché, oltre a dispensare consigli sulla prevenzione cerca di essere un testimone credibile, impegnandosi, innanzitutto, in prima persona.
Poi nessuno impone, se ci sono scomode scelte di vita o interessi che si vanno a interpellare. Ognuno ha naturalmente in mano il timone della propria vita, ma la scienza, purtroppo, è antidemocratica e può non piacere a tutti…
Preciso anche che leggo da anni gli articoli del Fattoalimentare.it, com interessa e stima, ed è proprio per questo che mi sono sentita in dovere di condividere quanto scritto.
Grazie dell’ attenzione

Maria Alberta
Maria Alberta
Reply to  Roberto La Pira
15 Marzo 2026 13:21

Non mi dilungo, per sincera mancanza di tempo, ma leggo nella sua risposta un invito ad argomentare, entrando un po’ nello specifico. Dovrò necessariamente semplificare. Consideriamo, per esempio, la questione del latte.
Il consumo del latte viene sconsigliato ai pazienti oncologici (e non raccomandato in modo abituale a chi voglia fare prevenzione), in particolare perché contiene fattori di crescita, che potrebbero stimolare la proliferazione cellulare nei pazienti. Se poi il latte non è biologico, passano facilmente sostanze di “dubbia reputazione”. Anche i farmaci passano agevolmente tramite il latte (non a caso, le donne durante l’ allattamento devono seguire attentamente una serie di indicazioni su cosa non assumere).
Si fa spesso notare come il profilo nutrizionale del latte vaccino (e similari), rispetto al latte materno sia molto diverso, perché improntato allo sviluppo di animali di grande stazza in tempi rapidi. Oltre a ciò, l’abuso di proteine protratto nel tempo non è raccomandato, specialmente per la prevenzione oncologica. Promuovere il latte e i latticini, poi, come fonte privilegiate per l’assunzione di calcio, come alimenti indispensabili per la salute delle ossa etc.(come da pubblicità) è quantomeno fuorviante. La fonte più semplice e accessibile sarebbe l’ acqua, come quella potabile del rubinetto. In molte zone dell’ Italia, essa ha un buon contenuto di calcio. A titolo esemplificativo, l’unica volta in cui mi è capitato di avere il livello di calcio nel sangue alto, di poco superiore alla norma, è stato quando ho bevuto per 9-10 mesi acqua del rubinetto, (con un contenuto di calcio significativo), in un altro Paese dell’ UE: ciò a parità di abitudini alimentari. Anche le mandorle sono ricche di questo minerale, così come lo sono le zuppe di pesce (con le lische).
Se si guarda all’alimentazione attraverso la sola ottica della salute, molti nutrizionisti raccomandano di introdurre il kefir o eventuali altri tipi di latte fermentato con probiotici, rispetto al latte “normale”, poiché essi rappresentano, quanto meno, un valore aggiunto. Lo fa anche il Dott.Berrino.
Il latte fieno bio è ben diverso dal latte non bio di allevamenti intensivi per molti aspetti, tra cui per la presenza, positiva, di omega 3 (contenuti in alcune erbe spontanee con cui le mucche si alimentano). Il Dott. Berrino dà atto, con onestà intellettuale, anche di questo: insomma, non mi pare che faccia di tutta l’erba un fascio.
Si consiglia, inoltre, cautela nel consumo di latte e derivati, anche a causa della sua associazione con i fenomeni autoimmuni, specialmente nelle donne (essendo queste più predispose allo sviluppo di patologie autoimmuni).
D’altronde, chi bevesse latte tutti i giorni, per abitudine, lo farebbe certamente a scapito della varietà, sottraendo spazio ad altri alimenti, il che, a mio avviso, dovrebbe indurre almeno alla riflessione…
Tornando al caso Berrino, vorrei concludere dicendo che se ho avuto modo di incontrare e conoscere nutrizionisti, dietologi, biologi molecolari, farmacisti-famacologi e oncologi in sintonia, non è perché questi seguano Berrino come guru, poiché godono di formazioni indipendenti, vivono e lavorano in luoghi diversi, ma perché, dati alla mano, con senso critico, sono giunti alle medesime conclusioni e non si tratta certo di “quisquilie”. Indubbiamente, interpretare i dati è un processo complesso e in divenire e ci possono essere scuole di pensiero diverse.

Antonio Boncristiano
Antonio Boncristiano
13 Marzo 2026 09:11

Ho sempre preso le tesi di Berrino con le pinze, laddove estremizza problemi concreti o ipotetici o che affliggono una parte della popolazione. Ovviamente in un impeto di tuttologia sulla difesa della salute, comunque da non demonizzare a prescindere, estende le sue considerazioni a molti campi. L’estensore del presente articolo, pur con educazione e distanza presenta, tuttavia, alcune problematiche oggettive quali frutto dell’impostazione mentale del medico o, comunque, come aderenza a visioni ascientifiche. In particolare rispetto alle problematiche vaccinali. Non é intento di questo commento alimentare contrapposizioni ideologiche ma solo di riportare il dibattito in un’alvo di oggettivitá scientifica che prescinda da detrattori o aficionados della materia. Giá l’utilizzo del lessico novax, che categorizza in modo omogeneo e dispregiativo al pari dei “terrapiattisti” chiunque ponga questioni non allineate alle tesi ufficiali, é indicativo di una scelta di campo a prescindere che non fa onore a chi come voi, per altri versi, é oggettivamente impegnato in un contributo encomiabile per la salute pubblica. Non sono certo poche righe che possono ribaltare posizioni personali, e ne ho tutte le competenze per oggettivare i nodi afferenti, ma invito alla riflessione su alcuni punti che individuano strumenti a disposizione di chiunque sappia gestirli per giudicare da sé i termini della questione senza cadere nel fideismo tanto in una parte che nella controparte rispetto ai problemi della prevenzione vaccinale.
Tali strumenti sono: a) una buona conoscenza dell’immunologia, vi sono ottimi testi divulgativi; b) almeno una infarinatura di farmacologia in funzione dei rapporti biochimici fra farmaci e sistemi immunitari (che non a caso ho esteso al plurale); c) la conoscenza di base delle leggi della statistica. Quest’ultimo é un sistema indipendente dall’oggetto di studio e pertanto strumento potentissimo per distinguere il grano dall’oglio. I numeri statistici in qualsiasi campo e se correttamente elaborati e interpretati non mentono mai. Ció detto, vi invito, semplicemente, a farvi parte diligente su tali questioni approfondendole di persona e ponendole al vaglio personale attraverso l’acquisizione di specifiche competenze. Ed é un dovere quantomeno rispetto alle vittime, che ci sono e ci saranno, di queste problematiche che possono investire chiunque, noi stessi, ma soprattutto i nostri cari. Buona giornata.

gianni
gianni
13 Marzo 2026 15:27

Tanto per sdrammatizzare e parlare di cose meno seriose ma che conosco bene………..
Sapendo per certo che le nocciole tostate sgusciate pesano veramente poco ho fatto una prova del nove.
Ho acquistato una confezione di prodotto da 30 gr. di una nota azienda con stabilimento ad Albenga che conosco bene per averla visitata di persona.
E ho contato i frutti contenuti…..40 nocciole tonde tonde, peso unitario 0,75 grammi.
Questo numerino moltiplicato per 50 dà come risultato 37,5 gr. e per 60 dà 45 grammi che anche sotto l’ottica ragionieristica delle linee guida non sembra una percentuale mostruosa.
Da tenere presente poi che le cultivar di avellane che vanno per la maggiore in Italia, all’incirca 15 varietà ma si dice che siano anche molte di più, comprendono tipologie coltivate o selvatiche di pezzatura anche più piccola come la Mortarella oppure la SanGiovanni……..

Marina Patriarca
Marina Patriarca
14 Marzo 2026 12:14

Grazie per il vostro articolo.
L’alimentazione è una cosa seria ed esistono enti pubblici e associazioni di professionisti che se ne occupano tutti i giorni, attenendosi ai progressi della ricerca a livello internazionale.
Massimo rispetto per il Prof. Berrino, scienziato di evidente chiara fama, ma non nutrizionista, né esperto di sicurezza alimentare.
Un dubbio viene sulle scelte editoriali del programma televisivo, che predilige la presenza di una sola persona, per la sua rilevanza mediatica (un influencer dell’alimentazione?) e “audience”, rispetto ad altre opzioni, in particolare degli enti preposti e/o di associazioni specifiche, che di alimentazione e sicurezza alimentare si occupano di mestiere e, gli enti, anche per mandato istituzionale, mantenendo stretti rapporti con i propri analoghi a livello europeo e internazionale.
Ben vengano le opinioni “contro-corrente”, se consolidate da evidenze scientifiche documentate e confermate da studi indipendenti.

Gian
Gian
14 Marzo 2026 18:21

Roberto dà per scontato che la sua (rispettabile) opinione sull’opportunità di uso massificato dei vaccini sia l’unica scientifica e “vera” essendo accettata dalla maggioranza degli studiosi ed esperti di scienze mediche.
Pur non essendo seguace di Berrino per motivi diversi da quelli trattati nell’articolo, non condivido il livore di tale articolo.

AndreaC.
AndreaC.
16 Marzo 2026 13:29

Salve ! Il mondo è pieno di dottori laureati che avallano anche prodotti dimagranti, diete, creme miracolose ecc…
L’ordine dei medici, evidentemnte, è molto tollerante.

Per me vale sempre il detto che bisogna sentire più campane e diffido sempre da quei medici che diventano dei “personaggi” , quasi come dei santoni, circondati da adepti conquistati , probabilmente, non solo dalle idee ma anche dal modo di porsi, sicuramente garbato, innocuo e carismatico di questi novelli guru.

Non capisco come la brava giornalista Sabrina Giannini che ha ideato, cura e presenta il programma RAI “Indovina chi viene a cena” non abbia fatto proprio questo basilare principio del confronto.

Pietro
16 Marzo 2026 18:14

Questo articolo è perfetto, contiene tutta l’alchimia di un buon pezzo giornalistico; un esperto con una esperienza di vita di 82 anni, mezzo secolo di carriera accademica, anatomopatologo, epidemiologo, oncologo, persona di grande intelletto, non può parlare di diete e nutrizione perchè? perchè non è un nutrizionista o dietologo, solo a loro può essere data la facoltà di parlare di farine, latte e nocciole, oltre chiaramente ai giornalisti, quelli possono parlare di tutto, dalla nutrizione alla virologia, tutto gli è permesso, anche screditare “il fenomeno Berrino”.
Nel pezzo poi la parolina magica, i vaccini; e qui scusatemi avete toccato il fondo, pur di raccattare un pò di crediti vi abbassate alla becera polemica che ci ha tanto accompagnato tempo fa.
Sempre più mi rendo conto che testate come il fatto alimentare servono solo al sensazionalismo fine a se stesso, e servono solo a chi non ha voglia di informarsi e di ricercare.

Pietro
Reply to  Roberto La Pira
17 Marzo 2026 07:44

Non entro nel merito delle questioni, poiché non sono un esperto del settore. Mi informo, cerco notizie da diverse fonti e costruisco una mia opinione, mantenendo sempre un atteggiamento costruttivo e mai denigratorio.

Ritengo che anche Lei dovrebbe adottare questo tipo di approccio.

In ogni caso, neppure Lei entra realmente nel merito delle questioni: si limita a riportare notizie in modo dispersivo, con il risultato — se non l’intenzione — di sminuire la reputazione della persona di volta in volta coinvolta.

Domenico Giuffre'
22 Marzo 2026 12:35

Buongiorno Dott. La Pira, prendo spunto dal suo articolo per presentare il mio punto di vista sulla tematica da Lei affrontata. In merito alla correlazione tra i derivati del latte ed altri cibi proteici e osteoporosi, sappiamo che l’argomento è molto dibattuto tra i ricercatori, possiamo trovare migliaia di articoli scientifici prodotti. Tali articoli oggi hanno concluso che non è certa la correlazione tra un eccesso di proteine e la decalcificazione ossea, però che l’eccessiva introduzione di sodio possa essere una causa della perdita di calcio a livello urinario non credo che sia molto dubbio, tanto e vero che la stessa OMS consiglia di non superare i 5g/die anche per prevenire altre problematiche di salute come l’ipertensione arteriosa che è una delle patologie responsabili anche dell’insufficienza renale che, a sua volta, comporterebbe la necessità di ridurre le proteine giornaliere. Ma tutto questo sale che introduciamo lo ricaviamo, principalmente, da formaggi, insaccati e tutta la miriade di cibi ultraprocessati sui quali anche Voi avete, giustamente, preso posizione per la loro pericolosità, e pubblicato tantissimi studi anche inerenti il rischio di aumentare l’osteoporosi (patologia certamente con tantissime concause anche non alimentari, vedi la sedentarietà). Allora menzionare il latte e suoi derivati come panacea contro l’osteoporosi, come “ritornello” che ascolto da quando ero bambino (oggi ho 59 anni) è, forse, una bufala visto che la frequenza dell’osteoporosi negli anni è aumentata?
Sono un nutrizionista e un docente di scuola superiore e tutti i giorni mi confronto con gli adolescenti della mia scuola per trasmettere sane informazioni nutrizionali, proprio ieri mi è capitato di vedere un ragazzino (15 anni) che prelevava dal distributore un “kit” formato da: panino al burro con formaggio e prosciutto cotto e tè in brik. (Cloruro di sodio quasi 1 grammo, apporto zuccherino circa 20g e acidi grassi saturi), partendo da questo Le chiedo è più grave che il nostro Ministero della Salute risulti assente per le dichiarazioni del Dott. Berrino (anziché 30g di nocciole 50g, unico reale rischio, se non controllate, potrebbero essere le tossine fungine) o che permetta che sul sito dell’azienda produttrice del kit venga riportato da un eminente Tecnologo alimentare “kit gustoso e completo” che trasmette un messaggio di bontà e sicurezza su un prodotto che ha fornito a quel ragazzo, in neanche 5 minuti, quasi il 50% sia dell’apporto di sale giornaliero che degli zuccheri semplici? Oppure che sulla confezione di una marca di patatine venga posta in risalto la dicitura “uno spuntino consapevole”?
Concludo senza dilungarmi oltre, per caso invece di “guardare la luna, ci stiamo concentrando sul dito”.
La ringrazio per l’opportunità che mi ha dato e mi complimento per l’ottimo e insostituibile lavoro che fate tutti voi.

Domenico Giuffre'
Reply to  Roberto La Pira
23 Marzo 2026 11:34

Perfettamente d’accordo, senza critiche e discussione non si può andare avanti. La certezza che le vostre siano critiche costruttive me la da il lavoro che svolgete da innumerevoli anni.

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