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Dieta Mima Digiuno: 3° provvedimento contro la pubblicità del regime dietetico ProLon

Per la terza volta in poco più di un anno (1) registriamo un intervento sulla pubblicità del kit della dieta Prolon. Questa volta è l’Antitrust che invita le società L-Nutra Italia S.r.l., Longevity Group S.r.l. e Selective Brands S.r.l a modificare il testo sul sito www.prolon.it e sul profilo facebook. I messaggi proposti risulterebbero in contrasto con le regole in materia di pubblicità in quanto utilizzano “affermazioni enfatiche ed ingannevoli sugli asseriti effetti benefici del trattamento, tali da indurre i consumatori in errore circa le caratteristiche del trattamento pubblicizzato e le cautele necessarie per l’assunzione dei relativi prodotti”.

L’altra accusa riguarda “un costante accostamento del marchio ProLon alla ricerca scientifica e al programma Mima Digiuno, nonché l’esibizione in homepage del claim “5,100 medici Consigliano ProLon” e, in difetto di autorizzazione (2), dei loghi di notorie testate giornalistiche ed emittenti televisive, integranti collegamenti ipertestuali a contenuti redazionali aventi ad oggetto il programma Mima Digiuno, ideato dal prof. Valter Longo nell’ambito dell’attività di ricerca realizzata in America”.

Secondo l’Antitrust il kit ProLon veniva presentato come “primo e unico programma di Dieta Mima Digiuno … che promuove la rigenerazione delle cellule staminali in soli 5 giorni di digiuno”. Precisando che  “I benefici di ProLon includono il ringiovanimento cellulare, l’autofagia, cioè la pulizia e la riparazione cellulare, la perdita di grasso in eccesso, il mantenimento della massa magra. Sottolineando come “I risultati della ricerca sono stati pubblicati nelle migliori riviste scientifiche di peer review”.

Nei messaggi venivano illustrate “diverse azioni coadiuvanti di ProLon, testate clinicamente, enfatizzati gli effetti benefici dell’assunzione degli integratori anche rispetto alla riduzione del rischio di gravi patologie (“Costruisci la tua resistenza al diabete, alle malattie cardiovascolari, al morbo di Alzheimer e al cancro”), nonché riportate, con riferimento alla perdita di peso, indicazioni allusive ai risultati conseguibili (“Ha dimostrato di aiutare le persone a perdere in media 2kg di grasso e 1,2 pollici di circonferenza della vita, pur preservando la massa corporea magra”). Inoltre, sia il sito web e sia la pagina facebook riportavano un video di una dottoressa, in camice bianco munita di distintivo professionale, che illustrava i benefici di ProLon.

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Nella memoria difensiva le tre società che commercializzano il kit, sottolineano che “il kit è da assumere nell’ambito della dieta (o programma alimentare) Mima Digiuno, della durata di 5 giorni, frutto della ricerca del prof. Longo (presso la University of Southern California) sulla correlazione tra la restrizione dell’apporto calorico (attraverso un regolare periodo di digiuno volontario oppure attraverso una dieta ipocalorica che, mediante l’assunzione di una specifica combinazione di macronutrienti, “mima” il digiuno) e il processo di invecchiamento cellulare”.

La vicenda si è conclusa senza sanzioni, ma con la decisione da parte delle tre società di modificare sostanzialmente il testo e la grafica del sito web oltre alla pagina facebook nei punti critici evidenziati. Lo scopo è far comprendere agevolmente al lettore  il nesso tra il kit ProLon e la dieta Mima Digiuno, oltre alla funzione e alle caratteristiche del programma e le eventuali cautele da adottare. Per esempio la stima media dei risultati conseguibili riguardanti la perdita di peso (in termini di chili e centimetri di circonferenza vita) è stata rimossa. È stato rafforzato l’avviso “N.B: ProLon non è destinato a trattare o curare alcuna patologia. La dieta Mima Digiuno può avere effetti e risultati diversi, a seconda delle condizioni psico-fisiche di chi se ne avvale. La quantità di peso perso può, pertanto, variare da individuo ad individuo”. La medesima avvertenza è riproposta nell’annuncio situato  nella homepage “ProLon è adatto a me?” seguita dal collegamento ipertestuale “Consulta le avvertenze”.

dieta mima digiunoGrazie a queste misure ogni sezione risulta strutturata in modo da offrire in un unico contesto un’informativa completa, in quanto racchiude tutti i dati necessari  ai consumatori per assumere una decisione consapevole anche grazie alla presenza dei tasti (“Scopri di più”, “Consulta le avvertenze”, “Contattaci”) che consentono la visione delle informazioni di dettaglio. Inoltre, risultano opportunamente enfatizzate sia l’esclusione di effetti terapeutici (conseguenti all’assunzione dei prodotti del kit ProLon), sia la necessità della preventiva consultazione del nutrizionista. Oltre a ciò è stato rimosso il riferimento ai “5.100 medici consigliano ProLon (3)“, evitando l’accostamento del programma al personale medico che potrebbe indebitamente condizionare la decisione di acquisto del consumatore”. Anche il riferimento sulla stima media dei risultati conseguibili con riguardo alla perdita di peso (in termini di chili e centimetri di circonferenza vita) è stata rimossa.

Sono stati anche rimossi i loghi delle quattro testate giornalistiche (la Repubblica, la Stampa, Il Sole 24 e Panorama) e i relativi articoli, per evitare  di trasferire indebitamente al trattamento commercializzato l’autorevolezza dei marchi editoriali coinvolti (i  link rimandano a interviste giornalistiche di Walter  Longo sulle ricerche in tema di digiuno volontario e controllato).

Per leggere l’intera sentenza clicca qui

(1) Il primo  provvedimento è firmato dal Comitato di controllo dell’Istituto di autodisciplina pubblicitaria e risale al mese di luglio  2019.   Il secondo intervento è un’ingiunzione firmata ancora dal Comitato di controllo dell’Istituto di autodisciplina pubblicitaria nel mese di settembre 2019 (clicca qui e qui)  Il terzo provvedimento è invece firmato dall’Antitrust ed è datato agosto 2020 .

(2) Il quotidiano La Repubblica ha riferito di aver inviato una diffida al professionista dall’appropriarsi dei propri contenuti redazionali senza autorizzazione 

(3) Il claim “5,100 medici Consigliano ProLon”, riportato in homepage, appariva non conforme all’art. 12, lett. c), del Regolamento (CE) n. 1924/2006 (relativo alle indicazioni nutrizionali e sulla salute fornite sui prodotti alimentari), e tale da indurre i consumatori a sottovalutare le Raccomandazioni emanate dal Ministero della Salute sugli integratori alimentari proposti come coadiuvanti di diete per il controllo e la riduzione del peso, tra cui quella relativa alla necessità di sottoporsi al controllo di un medico.

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  Redazione Il Fatto Alimentare

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4 Commenti

  1. Avatar

    “La vicenda si è conclusa senza sanzioni”

    Finché ai venditori sarà consentito cavarsela con un buffetto sulla guancia e la rimozione di campagne pubblicitarie nel frattempo divenute ampiamente obsolete e superate (e che sarebbero state comunque sostituite da altre, altrettanto fallaci ma nuove e invitanti perché adattate ai cambiamenti del mercato) non cambierà mai nulla di sostanziale.

    Aspettiamoci a breve altri articoli come questo, dove si racconterà nuovamente che la montagna ha partorito dei bei topolini.

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      È il capitalismo, Mauro ! Dicono …che è il miglior sistema economico possibile …!!! ( ??? )

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      Sono certo che le persone che criticano il kit della Prolon per praticare la Dieta Mima Digiuno non lo abbiamo provato mai. Il dimagrimento è repentino e senza impegno non dura, è vero, ma non è mai stato l’obiettivo principale della DMD che punta invece a migliorare la salute e la longevità. E comunque, mettendo in pratica la DMD qualche volta all’anno si tiene anche il peso sotto controllo.

  2. Avatar

    Cercherei di fare un passo un po’ più in là: perché avviene tutto ciò, e perché molti accettano e seguono queste pubblicità? C’è una marea di prodotti che promettono cose che normalmente richiedono molta fatica, come, ad esempio, dimagrire. Fare una dieta costa impegno, fatica (fisica e mentale), tempo: i prodotti pubblicizzati fanno intravvedere una scorciatoia, facile, senza alcuna fatica. E così in moltissimi campi, c’é sempre qualcuno che promette risultati senza un minimo di impegno. È evidente che è una mancanza culturale della gente, che si illude di ottenere qualsiasi cosa praticamente “gratis”. E come dice Margit, è il capitalismo, che sfrutta questo desiderio, o meglio, questa utopia di ottenere tutto facilmente, compresa la ricchezza. Se il tanto chiacchierato consumatore ragionasse di più, rifiuterebbe di farsi abbindolare da centinaia e centinaia di promesse alquanto illusorie. Nulla si ottiene per nulla, facciamocene una ragione, insegnamolo ai nostri figli, invece di dare loro tutto senza sforzo: se lo capissimo tutti, la maggioranza di questi prodotti illusori sparirebbe dal mercato, perchè nessuno li acquisterebbe più.