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La scomparsa della dieta mediterranea. “Cibum nostrum” il libro sul mito e la rovina

dieta mediterranea condimenti olive vegetaliLa dieta mediterranea è da anni sulla bocca di tutti ma meno spesso sulle tavole degli italiani. Nuovi stili di vita, mode gastronomiche e industria alimentare hanno poco a poco ridotto il portato di una cultura millenaria che abbracciava le numerose e interconnesse civiltà che si affacciavano sul Mare nostrum. Oggi se si pensa alla dieta mediterranea si citano alcuni alimenti come pasta, salumi, formaggi, olio di oliva e vino, insomma una riduzione che ha tralasciato tutti gli altri aspetti che la rendevano unica e speciale e che riguardavano come tradizione, socialità e salute.

A fare un’interessante analisi su mito e rovina della dieta mediterranea ci ha pensato Maurizio Sentieri, saggista e antropologo autore del libro “Cibum nostrum” (DeriveApprodi).

«Oggi viviamo una postmodernità che da tempo ci ha alienato dalla natura e dai suoi cicli produttivi. Scomparsi i contadini, i pescatori, i pastori, è rimasto il consumatore a definire la condizione esistenziale con cui avviciniamo quella parte di natura che chiamiamo cibo. Ma è troppo poco l’atto di acquistarlo per dire di conoscerlo, troppo poco per capire il suo legame con la vita. Non avevano bisogno di educazione alimentare i nostri avi, mentre oggi è diventata bussola indispensabile per le giovani generazioni.
Nel frattempo l’alimentazione mediterranea è diventata «patrimonio immateriale dell’umanità», proprio mentre sullo sfondo dei nostri giorni il food porn diventava presenza invasiva e quotidiana. L’idea rassicurante di un Mediterraneo come culla di civiltà nel frattempo si è quasi spenta, ma non quella del suo surrogato, la “dieta mediterranea”, cibo appariscente come la pubblicità, vago e mutevole come sono le voglie dei consumatori.
Ma c’è sempre qualcosa di inaspettato nel cibo: collante indispensabile alla vita in quanto tale, elemento che forse più di ogni altro rivela il nostro rapporto con l’ambiente e i modi con cui intratteniamo i giorni. Così, guardare dentro all’alimentazione mediterranea, e a quel che ne rimane, significa anche trovare qualcosa di quello che siamo stati, qualcosa di quel che forse ancora siamo».

Maurizio Sentieri, Cibum nostrum. Mito e rovina della dieta mediterranea, DeriveApprodi, Roma 2019, pp. 128, euro 13,00 (collana “Habitus”)

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  Valeria Nardi

Valeria Nardi
Giornalista

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4 Commenti

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    Ma io mi chiedo , come è possibile che la maggioranza delle persone si lasci imbrogliare dagli additivi e dagli aromi artificiali che insaporiscono falsamente la spazzatura, che malevoli forze economiche ci propinano con la complicità di innumerevoli attori più o meno consapevoli.
    Siamo proprio stupidi , ma così avremo più tempo per stare sui social-media a scambiarci stupidaggini e a partecipare alla disinformazione generale, allegria!!!!!!!!!!
    Spero che le ristrettezze economiche in cui ci stiamo già trovando e che peggioreranno nel tempo ci facciano rinsavire e ci portino a riscoprire le nostre ricchezze abbandonate.

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      Quanto la condivido Sig.Gianni! Ma la sua (nostra) speranza sarà delusa: per rinsavire occorre intelligenza e l’intelligenza in Italia è in imminente estinzione.

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      Buongiorno, secondo me avete ragione entrambi , ma vi dimenticate una cosa . La stragrande maggioranza delle persone nn mangia sano per tre motivi :
      Economico ( il cibo spazzatura costa poco e sazia in grandi quantità )
      Secondo :Nn ha voglia di cucinare xke grazie alla pubblicità , fa figo comprare il cibo o già pronto o ordinare cibo spazzatura
      Terzo : una volta , e nn parlo di 100 anni fa , ma di 50, si sedeva a tavola x socializzare e per parlare della giornata con i propri cari , parenti , amici . Insomma era un momento x mangiare e per gustarsi del cibo . Ora nella quasi totalità delle famiglie ci si siede a tavola con , televisione accesa e cellulari tra le mani . Il cibo e i commendali sono diventati degli intrusi , purtroppo . E il mio pensiero .

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    La verità è sempre in piena vista , sotto gli occhi di tutti e non è necessaria una grande intelligenza , che detto per inciso non credo sia la mia dote migliore , per capire la vita.
    Basterebbe avere discreta memoria e smettere di guardare il minuscolo particolare , poi unire i puntini per vedere il disegno completo , come uno di quei giochi da Settimana Enigmistica perchè tutto dipende da tutto.
    Piuttosto queste semplici operazioni danno fastidio a un incredibile numero di persone.