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Il destino del cibo, il libro di Agnese Codignola che esplora il futuro della produzione alimentare, tra carne coltivata e fattorie idroponiche

Nel 2030 ci saranno dieci miliardi di esseri umani che devono mangiare almeno due volte al giorno, assumendo proteine, vitamine, sali minerali, fibre, zuccheri, acqua e molto altro. Per raggiungere questo obiettivo è impossibile seguire il modello agro-alimentare attuale che sfrutta le risorse della natura nel modo sbagliato. L’unica soluzione è modificare radicalmente il modo di mangiare e di produrre cibo. Come? La risposta si trova nel libro di Agnese Codignola “Il destino del cibo” edito da Feltrinelli. L’autrice, che da anni collabora con Il Fatto Alimentare, propone un percorso molto interessante che si snoda tra le varie formule di Clean food. Da tempo ormai i ricercatori hanno iniziato a lavorare per un futuro alimentare diverso e per poter approdare a una modalità di produzione sostenibile, e i risultati ci sono. Non si tratta di formule fantascientifiche, ma di alimenti già esistenti, anche se non molto diffusi, o di prototipi molto avanzati di nuove tecnologie.

Si tratta di cibo frutto di diverse discipline che spaziano dalla medicina alla cosmologia, dalla biologia marina alla genetica più avanzata, dall’agricoltura alla meteorologia. Ecco allora il racconto della carne coltivata che è già servita in alcune catene di fast food. La differenza rispetto alla bistecca tradizionale, è che la carne coltivata comporta l’uso di una quantità decisamente ridotta di risorse rispetto agli allevamenti e non prevede lo sfruttamento di animali. C’è chi studia la straordinaria capacità di rigenerazione del mare per ricreare gli ecosistemi che abbiamo distrutto, chi vuol  produrre microalghe sulla base dei risultati provenienti dalle esperienze delle missioni spaziali. Ci sono le serre galleggianti quasi del tutto autosufficienti, in grado di produrre vegetali a impatto zero secondo i principi dell’idroponica utilizzando acqua dolce, salata e anche piovana. Non si tratta quindi di inventare una nuova dieta, ma un nuovo modo di produrre gli alimenti, rispettando il pianeta, la salute umana, i lavoratori e gli animali. Con la tecnologia e il coraggio della scienza forse si può.

Il destino del cibo,  Agnese Codignola, Serie Bianca Feltrinelli. 264 pagine,  17 euro.

© Riproduzione riservata

  Roberto La Pira

Roberto La Pira
Giornalista professionista, laurea in Scienze delle preparazioni alimentari

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2 Commenti

  1. Avatar
    Biagio Morabito

    Saremo 10.000.000.000, se il trend non cambia, fra il 2050 ed il 2060.

  2. Avatar
    agnese codignola

    appunto, caro biagio: il mio libro parte da lì, anche perché lo saremo comunque, salvo imprevisti (cioè anche se faremo pochissimi figli, per il tasso di sostituzione demografica, spiegano i demografi)

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