Immagine divisa a metà: a sinistra prato verde con cielo azzurro, a destra terra arida con cielo inquinato; concept: inquinamento, cambiamento climatico, greenwashing

È uscita oggi la Lettera aperta ai media italiani sottoscritta da 92 scienziati e ricercatori delle più importanti istituzioni scientifiche italiane, tra cui il premio Nobel per la Fisica Giorgio Parisi. La nota rivolge un appello ai giornalisti, chiedendo di parlare delle cause della crisi climatica, le emissioni di gas serra prodotte dall’utilizzo di combustibili fossili, e delle soluzioni che devono basarsi sulla rapida eliminazione dell’uso di carbone, petrolio e gas, e la decarbonizzazione attraverso le energie rinnovabili. Omettere queste informazioni condanna le persone al senso di impotenza, proprio nel momento storico in cui è ancora possibile costruire un futuro migliore. I firmatari dell’appello dichiarano di ritenere propria responsabilità, come cittadini italiani e membri della comunità scientifica, avvertire chiaramente di ogni minaccia alla salute pubblica. E ricordano che è dovere dei giornalisti difendere il diritto all’informazione e diffondere notizie scientifiche verificate. L’appello continua così.

Il mese di giugno 2023 è stato, a livello globale, il più caldo da quando si registrano le temperature. Non sappiamo ancora quanti morti provocheranno le ondate di calore di questa estate, ma sappiamo quanti ne ha provocati il caldo intenso di quella scorsa: più di 60 mila nella sola Europa, 18 mila nel nostro Paese, il più colpito. Ondate di calore, alluvioni, siccità prolungate e incendi sono solo alcuni dei segnali dell’intensificarsi degli impatti dei cambiamenti climatici nei nostri territori.

 crisi climatica in un bosco
Ondate di calore, alluvioni, siccità prolungate e incendi sono solo alcuni dell’intensificarsi della crisi climatica in atto

Tuttavia, i media italiani parlano ancora troppo spesso di “maltempo” invece che di cambiamento climatico. Quando ne parlano, spesso omettono le cause e le relative soluzioni. È come se nella primavera del 2020 i telegiornali avessero parlato solo di ricoverati o morti per problemi respiratori senza parlare della loro causa, cioè del virus SARS-CoV-2, o della soluzione, i vaccini.

Nel suo ultimo rapporto, il gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici delle Nazioni Unite (IPCC) è chiarissimo su quali siano le cause principali del cambiamento climatico: le emissioni di gas serra prodotte dall’utilizzo di combustibili fossili. Ed è altrettanto chiaro su quali siano le soluzioni prioritarie: la rapida eliminazione dell’uso di carbone, petrolio e gas, e la decarbonizzazione attraverso le energie rinnovabili. È questa la strategia giusta per fermare l’aumento delle temperature, ed è tecnologicamente ed economicamente attuabile già oggi. A questo devono aggiungersi politiche di adattamento per proteggere persone e territori da quegli effetti del cambiamento climatico divenuti ormai irreparabili.

Non parlare delle cause dei sempre più frequenti e intensi eventi estremi che interessano il nostro pianeta e non spiegare le soluzioni per una risposta efficace rischia di alimentare l’inazione, la rassegnazione o la negazione della realtà, traducendosi in un aumento dei rischi per le nostre famiglie e le nostre comunità, specialmente quelle più svantaggiate. Per queste ragioni, invitiamo tutti i media italiani a spiegare chiaramente quali sono le cause della crisi climatica e le sue soluzioni, per dare a tutti e a tutte gli strumenti per comprendere profondamente i fenomeni in corso, sentirsi parte della soluzione e costruire una maggiore fiducia nel futuro.

Siamo ancora in tempo per scegliere il nostro futuro climatico. Siamo ancora in tempo per scegliere un futuro sostenibile che metta al primo posto la sicurezza, la salute e il benessere delle persone, come previsto dagli obiettivi europei di riduzione delle emissioni del 55% al 2030 e di neutralità climatica al 2050. Possiamo farlo anche grazie a una corretta comunicazione e alla cooperazione tra noi tutti.

Firmatari:

Antonello Pasini – Primo ricercatore, Istituto sull’Inquinamento Atmosferico del CNR (CNR-IIA)

Giorgio Vacchiano – Professore associato in Gestione e pianificazione forestale, Università degli Studi di Milano, e Presidente Climate Media Center Italia

Giorgio Parisi – Prof. emerito in fisica teorica, Sapienza Università di Roma, Premio Nobel per la Fisica 2021

Cristina Facchini – CNR-ISAC, Presidente della Società Italiana per le Scienze del Clima (SISC)

Paolo G. Albano – Stazione Zoologica Anton Dohrn

Tommaso Alberti – Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia di Roma

Franco Andreone – Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino

Nicola Armaroli – CNR-ISOF

Valentina Bacciu – CNR-IBE / Società Italiana per le Scienze del Clima (SISC)

Rosario Balestrieri – Stazione Zoologica Anton Dohrn

Carlo Barbante – CNR / Università Ca’ Foscari

Roberto Barbiero – APPA Provincia Autonoma di Trento / Società Italiana per le Scienze del Clima (SISC)

Leonardo Becchetti – Università di Tor Vergata, Roma

Carlo Blasi – Università di Roma

Alessandra Bònoli – Alma mater studiorum Università di Bologna

Chris Bowler – Stazione Zoologica Anton Dohrn

Federico Butera – Politecnico di Milano

Fausto Capelli – Collegio europeo / Università degli studi di Parma

Carlo Cacciamani – Agenzia ItaliaMeteo, Bologna

Sandro Carniel – CNR-ISP Renato Casagrandi – Politecnico di Milano

Stefano Caserini – Politecnico di Milano

Claudio Cassardo – Università degli Studi di Torino

Daniele Cat Berro – Società Meteorologica Italiana

Carlo Cerrano – Università Politecnica delle Marche

Mauro Ceruti – Università IULM Milano

Alessandro Chiarucci – Alma mater studiorum Università di Bologna

Lorenzo Ciccarese – ISPRA

Erika Coppola – Abdus Salam International Centre for Theoretical Physics, autrice IPCC WGI AR6

Roberto Danovaro – Università Politecnica delle Marche

Mauro Delogu – Alma mater studiorum Università di Bologna

Moreno Di Marco – Sapienza Università di Roma

Davide Faranda – Ecole Normale Supérieure di Parigi

Francesco Ferretti – Università degli Studi di Siena

Andrea Filpa – Università degli Studi Roma Tre

Francesco Forastiere – CNR-IRIB / Imperial College, Londra

Simonetta Fraschetti – Università degli studi di Napoli Federico II

Marco Frey – Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa

Sandro Fuzzi – CNR-ISAC, Lead Author IPCC AR6

Silvana Galassi – Università degli studi di Milano

Marino Gatto – Politecnico di Milano

Domenico Gaudioso – Greenhouse Gas Management Institute Italia

Piero Genovesi – ISPRA Thalassia Giaccone – Stazione Zoologica Anton Dohrn

Claudia Gili – Stazione Zoologica Anton Dohrn

Filippo Giorgi – Abdus Salam International Centre for Theoretical Physics di Trieste

Enrico Giovannini – Università di Roma Tor Vergata / Università LUISS Guido Carli

Elena Gissi – CNR-ISMAR

Donato A. Grasso – Università degli studi di Parma

Federico Grazzini – Istituto di meteorologia LMU München / ARPAE Emilia-Romagna

Fausto Guzzetti – CNR-IRPI

Valerio Lembo – CNR-ISAC

Stefania Leopardi – Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie

Simone Libralato – Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale OGS di Trieste

Anna Luise – ISPRA

Marco Marchetti – Università degli studi del Molise

Davide Marino – Università degli studi del Molise

Vittorio Marletto – ARPAE Emilia-Romagna e AIAM

Bruno Massa – Università degli studi di Palermo

Maurizio Maugeri – Università degli studi di Milano

Barbara Mazzolai – Istituto Italiano di Tecnologia di Genova

Luca Mercalli – Società Meteorologica Italiana

Paola Mercogliano – Fondazione CMCC / Società Italiana per le Scienze del Clima (SISC)

Fiorenza Micheli – Stanford’s Center for Ocean Solutions

Franco Miglietta – CNR-IBE

Mario Motta – Politecnico di Milano

Rita Nogherotto – Abdus Salam International Centre for Theoretical Physics / Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale OGS di Trieste

Elisa Palazzi – Università degli Studi di Torino

Cinzia Perrino – CNR-IIA

Emanuela Pichelli, Abdus Salam International Centre for Theoretical Physics

Telmo Pievani – Università degli studi di Padova

Flavio Pons – Laboratoire de Sciences du Climat et de l’Environnement (LSCE), Parigi

Carlo Alberto Pratesi – Università Roma Tre

Francesca Raffaele – Abdus Salam International Centre for Theoretical Physics, Contributing Author IPCC WGI AR6

Marco Reale – Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale OGS di Trieste

Bernardino Romano – Università degli Studi dell’Aquila

Carlo Rondinini – Sapienza Università di Roma

Gianluca Ruggieri – Università degli Studi dell’Insubria

Roberto Salzano – CNR-IIA

Riccardo Santolini – Università degli Studi di Urbino

Valerio Sbordoni – Accademia Nazionale delle Scienze

Giuseppe Scarascia Mugnozza – Università degli Studi della Tuscia

Andrea Segrè – Alma mater studiorum Università di Bologna

Federico Spanna – Regione Piemonte / AIAM

Núria Teixidó – Stazione Zoologica Anton Dohrn

Vito Telesca – Università degli Studi della Basilicata

Stefano Tibaldi – Fondazione CMCC

Silvia Torresan – Fondazione CMCC

Gianluca Treglia – Stazione Zoologica Anton Dohrn

Umberto Triacca – Università degli Studi dell’’Aquila

Fabio Trincardi – Dip. Scienze del sistema Terra e tecnologie per l’ambiente del CNR

Sergio Ulgiati – Università Parthenope di Napoli

Riccardo Valentini – Università degli Studi della Tuscia

Francesca Ventura – Alma mater studiorum Università di Bologna / AIAM

Maria Cristina Vigo Majello – Stazione Zoologica Anton Dohrn

Paolo Vineis – Imperial College London

© Riproduzione riservata. Foto: Depositphotos.com

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Davide
Davide
29 Luglio 2023 10:39

E l’inquinamento provocato dalla produzione di cibi di origine animale? Allevamenti, deforestazioni, ecc… inquinano più di tutti i mezzi di trasporto. Perché non iniziamo dalle cose che possiamo fare tutti, subito e gratis, come adottare un’alimentazione a base vegetale (che è anche quella giusta per noi)? Perché nessuno (o molto pochi) lo dice? Serve questa consapevolezza e un’educazione a riguardo.
Giornalisti, fate la vostra parte. Grazie.

giova
giova
29 Luglio 2023 15:09

Una buona notizia, perché può essere un momento di aggregazione tra studiosi distanti tra loro come punti di vista, ma che su questo problema complesso – e che affrontiamo in ritardo – si ritrovano uniti.
Un po’ meno buona notizia perché siamo ancora al punto in cui dobbiamo costruire un linguaggio comune (la comunicazione) per affrontare il problema. Facciamo un passo avanti con delle proposte da discutere per favore; e con l’applicazione di quello che già conosciamo. In primis la riduzione dei consumi energetici e la decarbonizzazione; poi la riduzione dei beni superflui, il divieto di inquinare e il rispetto della biodiversità.

Paola
Paola
30 Luglio 2023 14:46

Sono pienamente d’accordo