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Covid-19, in quarantena più cibo e meno attività fisica. Lo studio del Crea su alimentazione e stili di vita durante i lockdown

gelato snack mangiare tv divano Depositphotos_240794102_s-2019La quarantena si è dimostrata efficace nel contrastare la diffusione del virus Covid-19, tuttavia, ha inevitabilmente portato a un cambiamento radicale nella vita delle persone. Un team di ricercatori del CREA alimenti e nutrizione ha studiato il problema, focalizzandosi sugli effetti riscontrati sia nelle abitudini alimentari sia nello svolgimento dell’attività fisica, nonché sulla probabile correlazione con l’incremento ponderale. Il lavoro è stato pubblicato su “Frontiers in Nutrition”.

Sono stati analizzati alcuni studi condotti in Italia, Portogallo, Spagna, Francia e Polonia, basati sulla formulazione e diffusione di diverse tipologie di questionari, con il fine di confrontare i dati ottenuti e mettere in luce le criticità e gli aspetti positivi emersi in questo particolare periodo in riferimento alle abitudini alimentari e all’esercizio fisico. L’analisi ha preso in considerazione vari periodi di lockdown effettuati nel 2020.

Smiling female eating sweet cake
Durante i lockdown si è registrato un aumento del consumo di cibo e una diminuzione dell’attività fisica

I risultati in generale, hanno indicato che la quarantena ha avuto effetti sia sulle abitudini alimentari sia sull’attività fisica evidenziando un aumento del consumo di cibo e una riduzione dell’attività fisica, con conseguente aumento di peso. A tale proposito commenta l’autore del lavoro Umberto Scognamiglio  del CREA alimenti e nutrizione, “il dato italiano si allinea con quello degli altri Paesi europei e uno dei problemi da tenere presente dopo la pandemia sarà proprio l’aumento della prevalenza di obesità”.

I dati dei tre studi nazionali considerati suggeriscono un quadro ‘schizofrenico’, caratterizzato da un lato da maggiori quantità di alimenti salutari come frutta, verdure e legumi, dall’altro da un incremento nel consumo di dolci, spuntini salati e bevande alcoliche. Questa situazione è legata indubbiamente alle numerose ore trascorse in casa e all’esigenza di comfort food per far fronte all’ansia provocata dalla situazione eccezionale. Se poi, al più rilevante introito calorico, si aggiunge la mancanza di una regolare attività fisica, l’aumento di peso è inevitabile.

A young beautiful Woman relaxing on a sofa having potato Chips
Con la pandemia è aumentato soprattutto il consumo di dolci, snack salati e bevande alcoliche, come comfort food

Comprendere come la quarantena abbia influenzato il comportamento delle persone durante l’emergenza Covid-19 è sicuramente un punto di partenza per sviluppare programmi ad hoc di prevenzione ed educazione alimentare. A tal fine, durante l’autoquarantena e l’isolamento, l’Oms suggerisce di limitare sale, zucchero, grassi e alcol e incoraggia, invece il consumo di fibre, acqua e prodotti freschi, in particolare frutta, verdura e latticini a ridotto contenuto di grassi. Tali raccomandazioni sono in forte accordo anche con quanto stabilito dalle Linee guida per una sana alimentazione .

Diversi Paesi stanno stabilendo nuove regole per quanto riguarda attività fisica all’aperto, a seconda delle condizioni provocate dal Covid-19. Ad ogni modo, secondo l’Oms, si può mantenere uno stile di vita corretto anche attraverso semplici esercizi da svolgere a casa o nelle attività quotidiane, senza attrezzature particolari e con spazi limitati. Sono raccomandati a settimana 150 minuti di attività fisica di intensità moderata o 75 minuti di attività fisica di intensità vigorosa o una combinazione di entrambi.

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Roberto La Pira

  Redazione Il Fatto Alimentare

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Un commento

  1. Avatar

    “sviluppare programmi ad hoc di prevenzione ed educazione alimentare.”

    Non solo alimentare e fisica, piuttosto educazione alla salute.

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