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Il Coronavirus non è come un’influenza? Cosa si rischia negli spazi chiusi? Le risposte alle domande più comuni fornite dal ministero della Salute

Le parole usate per descrivere la pandemia da coronavirus si arricchiscono ogni giorno di nuovi termini e nuove sigle che la maggior parte delle persone fatica a capire. Per esempio, il medico di base si indica con la sigla Mdb e il pediatra con Pls. E ora che ci troviamo nel pieno della seconda ondata di contagi fare un ripasso non può fare male a nessuno. Per far chiarezza, il ministero della Salute ha aggiornato una serie di domande e risposte utili per orientarsi e capire meglio la situazione, cominciando con la differenza fra il virus e la malattia che hanno nomi e sigle diverse.

Cosa si intende per Sars-CoV-2 e per Covid-19?
Sindrome respiratoria acuta grave Coronavirus-2 (Sars-CoV-2) è il nome dato al nuovo coronavirus, e si tratta di un nuovo ceppo che non era stato in precedenza identificato nell’uomo. Covid-19 è invece il nome dato alla malattia associata al virus che è stato identificato alla fine del 2019.

Da dove vengono i coronavirus?
Sono virus che circolano tra gli animali e alcuni infettano anche l’uomo. I pipistrelli sono considerati ospiti naturali di questi virus, ma anche molte altre specie di animali sono considerate fonti. Ad esempio, il Coronavirus della sindrome respiratoria Medio Orientale (Mers-CoV) è stato trasmesso all’uomo dai cammelli e la sindrome respiratoria acuta grave Coronavirus-1 (Sars-CoV-1) è stata trasmessa all’uomo dallo zibetto.

Il nuovo coronavirus è lo stesso della Sars?
No, il nuovo coronavirus (denominato Sars-CoV-2), appartiene alla stessa famiglia di virus della Sindrome respiratoria acuta grave (Sars) ma non è lo stesso virus.

coronavirus malattia influenza
Anche se i sintomi sono simili, l’infezione da Sars-CoV-2 non può essere paragonata alla classica influenza stagionale

Il nuovo coronavirus è paragonabile all’influenza stagionale?
No, i due virus che causano Covid-19 oppure l’influenza stagionale vengono trasmessi da persona a persona e possono causare sintomi simili, ma sono molto diversi e non si comportano allo stesso modo. L’Ecdc (il Centro europeo per il controllo delle malattie) stima che ogni anno nell’UE, nel Regno Unito, in Norvegia, Islanda e Liechtenstein muoiano prematuramente tra le 15 mila e le 75 mila persone per le complicanze dell’influenza stagionale. Si tratta di circa una persona su 1.000 infette. Nonostante il tasso di mortalità per influenza stagionale sia relativamente basso, le persone che muoiono per influenza sono molte perché ogni anno un numero elevato di soggetti contraggono la malattia. A differenza dell’influenza, per Covid-19 non esiste un vaccino né un trattamento specifico. Inoltre sembra essere più trasmissibile dell’influenza stagionale. Poiché si tratta di un nuovo virus, nessuno ha un’immunità pregressa, il che significa che l’intera popolazione umana è potenzialmente suscettibile all’infezione.

I coronavirus e il nuovo coronavirus possono essere trasmessi da persona a persona?
Sì, alcuni coronavirus possono essere trasmessi da persona a persona, di solito dopo un contatto stretto con un paziente infetto, ad esempio tra familiari o in ambiente sanitario. Anche il nuovo coronavirus responsabile della malattia respiratoria Covid-19 può essere trasmesso da persona a persona tramite un contatto stretto con un caso probabile o confermato.

Qual è la modalità di trasmissione del nuovo coronavirus? 
Sars-CoV-2 si diffonde da persona a persona: in modo diretto, indiretto (attraverso oggetti o superfici contaminati) oppure per contatto stretto con persone infette attraverso secrezioni della bocca e del naso (saliva, secrezioni respiratorie o goccioline droplet).

Il coronavirus si può trasmettere direttamente da persona a persona, ma potrebbe accadere anche toccando oggetti e superfici contaminati

Come si diffonde (facilmente)?
Quando una persona malata tossisce, starnutisce, parla o canta, queste secrezioni vengono rilasciate dalla bocca o dal naso. Le persone che sono a contatto stretto (distanza inferiore di un metro) con una persona infetta possono contagiarsi se le goccioline droplet entrano nella bocca, naso o occhi. Misure preventive sono pertanto quelle di mantenere una distanza fisica di almeno un metro, lavarsi frequentemente le mani e indossare la mascherina. Le persone malate possono rilasciare goccioline infette su oggetti e superfici quando starnutiscono, tossiscono o toccano superfici (tavoli, maniglie, corrimano). Toccando questi oggetti o superfici, altre persone possono contagiarsi toccandosi occhi, naso o bocca con le mani contaminate (non ancora lavate). Questo è il motivo per cui è essenziale lavarsi correttamente e regolarmente le mani con acqua e sapone o con un prodotto a base alcolica e pulire frequentemente le superfici.

Cosa si sa della trasmissione per aerosol?
Alcune procedure mediche possono produrre goccioline droplet molto piccole (chiamate “nuclei di goccioline aerosolizzate” o aerosol) che sono in grado di rimanere a lungo sospese nell’aria. Quando tali procedure mediche vengono condotte su persone Covid-19 positive in strutture sanitarie, questi aerosol possono contenere Sars-CoV-2. Le goccioline di aerosol possono potenzialmente essere inalate da altre persone se non indossano adeguati dispositivi di protezione individuale. Pertanto, è essenziale che tutti gli operatori sanitari che eseguono queste procedure adottino specifiche misure di protezione respiratoria, compreso l’uso di adeguati dispositivi di protezione individuale. Nelle aree in cui tali procedure mediche vengono eseguite non dovrebbero essere autorizzati visitatori.

Ci sono più rischi negli ambienti chiusi? 
Sono stati segnalati focolai Covid-19 in alcuni ambienti chiusi, quali ristoranti, locali notturni, luoghi di culto e di lavoro in cui le persone possono urlare, parlare o cantare. In questi focolai, non è possibile escludere la trasmissione per aerosol, in particolare in luoghi chiusi, affollati e poco ventilati in cui le persone infette trascorrono lunghi periodi di tempo con gli altri. Per approfondire questo aspetto clicca qui l’articolo sulla ricerca del Bambin Gesù di Roma. Sono necessari ulteriori studi per indagare su tali episodi e valutarne l’importanza per la trasmissione del virus.

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  Redazione Il Fatto Alimentare

Redazione Il Fatto Alimentare

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Handsome young man with face mask walks looking at empty shelves in a shop on city street at night

Coronavirus nell’aria è poco presente, raro il contagio quando non ci sono assembramenti

Uno studio multidisciplinare condotto nel mese di maggio 2020, analizza le concentrazioni nell’atmosfera del Coronavirus …

17 Commenti

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    IlSalvagente 30 ottobre 2020
    https://ilsalvagente.it/2020/10/30/118-contro-contagio-protezioni-per-occhi-importanti-come-mascherine/

    “Proteggere gli occhi da Coronavirus è fondamentale. Mentre la protezione di naso e bocca ha trovato piena dignità di riconoscimento, gli occhi sono stati completamente dimenticati nonostante siano una delle tre porte attraverso cui entra il contagio di massa”. Il presidente nazionale della Sis 118 Mario Balzanelli, come riporta l’Ansa, spiega che “il virus Sars-CoV2 si lega ai recettori ACE ampiamente presenti nella cornea e nelle congiuntive oculari, e all’interno del film lacrimale defluisce nel naso e nella gola scendendo nelle vie aeree fino ad arrivare in un momento successivo nei polmoni”.

    50 studi internazionali a supporto della tesi

    A supporto della sua convinzione, Balzanelli cita 50 studi scientifici internazionali oltre che l’esperienza quotidiana sul campo degli operatori del Sistema di emergenza territoriale 118. “Occhiali o visiera permettono quando indossati insieme alle mascherine di stare a distanza ravvicinatissima (anche a meno di mezzo metro) e prolungata, anche di ore di seguito, rispetto ai pazienti Covid-19 positivi” spiega Balzanelli citando i numeri degli operatori 118.

    Renderli obbligatori

    Per questo, per il presidente del 118 visiere e occhiali anti-droplets dovrebbero essere resi obbligatori come le mascherine: “dispositivi ovunque disponibili, facilmente reperibili e a bassissimo costo da indossare unicamente nelle circostanze in cui non sia possibile mantenere le distanze interpersonali di sicurezza, come in tutti i contesti della mobilità di massa. Come ad esempio sui bus, in metropolitana, in treno, negli ambienti di lavoro e soprattutto, per i nostri ragazzi, stando a scuola, contesti interpretabili quali veri e propri ‘vettori maggiori’ dell’espansione potenzialmente incontrollabile dei contagi”.

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    Che gli occhi siano una via di possibile contagio è stato ampiamente pubblicizzato e ripetuto oltre la nausea in ogni occasione sin dall’inizio della pandemia, ed è stata data un’indicazione molto chiara e facile da applicare: non toccarsi gli occhi senza prima essersi lavati o disinfettati le mani.

    Questo perché gli occhi, a differenza di bocca e naso, sono bersagli passivi per le microgoccioline infette in quanto non “succhiano” aria e quindi ricevono solo quelle che si posano su di loro, fortunatamente in un numero limitato, ma se ci passiamo sopra le mani infette moltiplichiamo i rischi di contaminarli.

    Quanto all’obbligatorietà dell’uso degli occhiali, personalmente sono decisamente CONTRARIO perché chi non usa abitualmente occhiali li tratta come un ornamento (nel caso degli occhiali da sole, ad esempio, se li fa scivolare sopra la testa invece di riporli) e nel metterli e levarli facilmente tocca i propri occhi (succede a volte persino a chi come me li indossa sin dall’infanzia e dall’alba al tramonto) moltiplicando quindi le occasioni di infettarli.

    Per capirci, la stessa cosa che fa chi mette e leva la mascherina trascinandola su e giù dalla faccia, toccando senza rendersene conto la parte interna, il naso, la bocca, con le mani potenzialmente infette e quindi trasformandola in un veicolo di infezione, lo stesso vale per un occhiale maneggiato con le mani sporche o fatto scivolare sui capelli sui quali ovviamente si deposita di tutto incluse le microgoccioline.

    Gli operatori sanitari già usano, e solo quando necessario, le protezioni integrali che includono anche gli occhi, estenderle a persone non preparate e che ancora neppure hanno capito come usare una banale mascherina sarebbe decisamente controproducente.

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    Cosa facciamo allora in pratica? Telefona lei o io a quei poveri scienziati di serie B che magari stanno facendo ancora ricerche sulle visiere protettive, magari gli togliamo pure i fondi perchè sprecano soldi inutilmente…..no meglio lo faccia lei che è molto piu posato e saggio.
    Io potrei sbagliare qualcosa , mentre lei intanto che parla con loro darà sicuramente qualche buona idea per risolvere tutto sto casino in fretta e bene, anzi ora che ci penso potrebbe consigliare di provare qualche iniezione di caffè , tanto anzi troppo caffè che è dimostrato fa bene a tutto e quindi perchè no, anche col covid potrebbe funzionare.
    Comunque al di la della nostra inutile, sterile e stucchevole polemica ( pure da parte mia certamente) vorrei sapere se “troppo” di qualcosa fa bene a qualcosa….la domanda è rivolta anche alla redazione ovviamente…….
    Io vado a bere un centrifugato di verdure e mele.Cordialmente.

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      “Cosa facciamo allora in pratica? ”

      Rispettiamo le indicazioni delle autorità sanitarie, che a differenza di quanto credi tu non le sorteggiano con i numeri del Bingo ma le danno a ragion veduta: e se prescrivono la protezione degli occhi agli operatori sanitari e NON la prescrivono ai comuni cittadini FORSE hanno ragione loro, e non tu.

      E come al solito neppure hai letto quelo che spiegavo sopra, “chi non usa abitualmente occhiali (…) nel metterli e levarli facilmente tocca i propri occhi (…) moltiplicando quindi le occasioni di infettarli”, che è uno dei principali motivi per cui usare a casaccio occhiali protettivi NON viene preswcritto, se non agli operatori sanitari.

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    Comunque per la cronaca io ho anche un paio di altre preoccupazioni che nel bailamme generale vengono ignorate e/o poco pubblicizzate……
    La prima è la curiosa preferenza che viene data ai DPI usa e getta , se ne vedono già tanti in giro per terra e dovunque , con milioni e milioni di pezzi usati ogni giorno non so come faremo a gestirli bene …..
    La (mia) seconda preoccupazione riguarda la conseguenza sui nostri bronchi e polmoni delle fibre di questi dispositivi che inevitabilmente inspiriamo, senza contare l’effetto dei prodotti chimici utilizzati nel confezionamento.
    Ma niente paura il pericolo più grande nasconde i pericoli più piccoli, tempo al tempo.

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    I numeri delle infezioni mondiali ci dice che non abbiamo capito niente Signor Mauro, non so dove lei veda che quello che facciamo in particolare in Italia sta avendo successo.
    Inoltre lei non perde il vizio di credere che ciò che dice rappresenti le tavole della legge, ma abbia pazienza mi ci vorrà un po’ per abituarmi a crederlo.
    Nel frattempo le dirò che non sono d’accordo con quello che ha detto in un precedente commento sul caffè , cioè sulla supposta superiorità della ricerca osservazionale riduzionista , non so se si è accorto che la nuova direzione per cavare i piedi da enormi contraddizioni sono le scienze omiche interdisciplinari, sperimentali perchè ancora non consolidate ma che ci faranno capire molto meglio come funzionano i sistemi estremamente complessi , con milioni di variabili come il corpo umano o il sistema “pianeta terra”.
    Questo mi era rimasto nella penna.
    “””Il difficile non è tanto vedere cose che nessuno ha ancora visto,
    ma pensare ciò che nessuno ha ancora pensato di ciò che tutti
    vedono””””Erwin Schrödinger

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    Riguardo alla passività dell’occhio=
    da ricerche effettuate risulta che in media sbattiamo le palpebre ogni 3 o 4 secondi ripulendo ogni volta la superficie di contatto e inviando il superfluo ai dotti lacrimali, inoltre produciamo ogni giorno circa 30 cc di lacrime …….a me non sembra passività.

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      Ci provo, ma tanto so che risponderai con ottanta link che non c’entrano nulla:

      – nel NASO con la RESPIRAZIONE passano una decina di litri d’aria al minuto diretti ai polmoni, in soldoni questo significa che il naso CIUCCIA E FILTRA 11.000 LITRI DI ARIA AL GIORNO

      – nell’OCCHIO si possono POSARE le goccioline che fluttuano nell’aria, perché l’occhio è PASSIVO COME UN TAVOLO, non respira e non richiama a sè l’aria, quindi le possibilità che si infetti sono MIGLIAIA di volte inferiori

      Ovviamente si pulisce da sè, come fa il naso e ogni altra parte del nostro corpo che è a contatto diretto con l’esterno, ma dedurne che si infetti ALLO STESSO MODO DI UN SISTEMA ATTIVO CHE RICHIAMA A SE’ I POSSIBILI INQUINANTI è confondere le arance con le locomotive.

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    Essendo molto realistica la mia diagnosi sulla sua difficoltà di accettare dissonanze rispetto alla sua medianità , non ci provo neanche a presentare qualcuno dei link che a me risultano più di 50, è molto difficile dire qualcosa di intelligente a chi crede di sapere tutto; a chi liquida ogni opposizione come irrealistica e sciocca, va bene cosi.
    Non è mai stata mia intenzione imporre sicurezze che non ho ma solo dubbi che invece colleziono perchè la realtà che vedo non mi piace e vorrei comunicare alle mie nipoti qualche spiraglio di speranza che non sia supina accettazione di linee comportamentali dettate da compromessi politici e pubblicitari senza logica se non quella del mantenimento dello status quo e degli affari opachi di qualcuno.
    Ah stavo dimenticando mi spiega bene come funziona l’auto pulizia degli occhi, sa io ho studiato aggiustaggio e chimica inorganica agli istituti tecnici e non biologia come lei.
    Invece le propongo una richiesta , una volta tanto mi presenti lei un link scientifico che dice chiaramente che il virus NON entra dagli occhi, dica qualcosa di originale con le sue parole senza scimiottare le parole degli altri.
    Grazie comunque senza nessun rancore personale, ci scontreremo ancora.

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      (Gianni)
      “mi presenti lei un link scientifico che dice chiaramente che il virus NON entra dagli occhi”

      Non posso postare link a cose che non ho detto, quindi riporto la spiegazione che invece ho dato nel post appena sopra

      (Mauro)
      “– nell’OCCHIO si possono POSARE le goccioline che fluttuano nell’aria”

      A chiarimento, non mi riferivo alle goccioline di vaga spuma marina che le onde infrangono monotone sulkla battigia, né alle goccioline di rugiada di un freddo mattino d’autunno, ma a quelle (le droplet, se preferisci) che tutti noi emettiamo col respiro, starnuto, tosse, e che si posano sui parabrezza delle auto come le foglie d’autunno.

      (Gianni)
      “mi spiega bene come funziona l’auto pulizia degli occhi, sa io ho studiato aggiustaggio e chimica inorganica”

      Se permetti lo faccio usando le tue stesse parole, che copioincollo da uno dei tuoi tanti post che trovi sopra:

      (Gianni)
      “sbattiamo le palpebre ogni 3 o 4 secondi ripulendo ogni volta la superficie di contatto e inviando il superfluo ai dotti lacrimali”

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      Proprio cosi , lei ha ragione, il superfluo contenente i materiali entrati a contatto con l’occhio vengono inviati attraverso i dotti lacrimali all’interno del corpo , naso e gola.
      Le lacrime, che sono liquidi più complessi di quanto sembri possono neutralizzare organismi batterici ma non i virus, veicolano quindi il virus all’interno del corpo….stiamo dicendo la stessa cosa , siamo solo discordanti sulle percentuali di rischio.
      Sembra che la cornea sia resistente al sars.cov2 ma altre parti sono sensibili invece. Cordialmente.

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    @Gianni
    “stiamo dicendo la stessa cosa”?? Sicuro, caro Gianni?? ho letto tutta la discussione e a me sembra che tu e Mauro siate su posizioni distantissime e che tu abbia continuato a ribattere fuori tema alle sue osservazioni, ma nei vostri post ci sono dei salti, sembra che manchino dei pezzi, come se fossero stati tagliati e incollati, quindi è difficile capire se veramente volevate dire quello che avete detto.

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    Certamente sig.Giorgio, il virus innegabilmente entra anche dagli occhi, il pericolo esiste.
    Il signor Mauro e quasi tutti gli esperti ritengono che il rischio però sia estremamente basso e quindi ininfluente…..al contrario io credo che in situazione diciamo abbastanza grave con dinamiche di diffusione incontrollata si dovrebbe prevedere di proteggere anche questa via affatto secondaria.
    Cosa ne dice lei se il Mose di Venezia prevedesse di sollevare solo il 90 o 95 percento delle paratie e ne lasciasse qualcuna aperta con l’alta marea? Lei pensa che i veneziani rimarrebbero a scarpe asciutte?

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      @Gianni
      “io credo che in situazione diciamo abbastanza grave con dinamiche di diffusione incontrollata si dovrebbe prevedere di proteggere anche questa via affatto secondaria.”

      Caro Gianni, il tuo parere vale esattamente come il mio, perché siamo uno su 60.000.000 (tanti sono gli italiani, e tutti hanno diritto al loro parere, non credi?), e non potendo ascoltarli tutti mi limiterò a fidarmi di quelli che per studi e competenze possono esprimerne uno qualificato, se l’ ISS dice che la protezione degli occhi è necessaria solo per il personale sanitario in ambienti ad alto rischio mi attengo a quello e non mi ficco in faccia degli occhiali che non ho mai portato, col rischio di mettermi le dita sporche negli occhi, perchè lo dici tu.

      “Cosa ne dice lei se il Mose di Venezia prevedesse di sollevare solo il 90 o 95 percento delle paratie e ne lasciasse qualcuna aperta con l’alta marea? Lei pensa che i veneziani rimarrebbero a scarpe asciutte?”

      Dico che hai scelto un pessimo esempio, perché il MOSE non è assolutamente un sistema a tenuta stagna ma per scelta progettuale lascia passare un quantitativo limitato di acqua, forse non hai seguito le cronache in diretta delle recenti alte maree dove gli esperti intervistati hanno detto in tutte le occasioni che il MOSE aveva protetto Venezia —limitando— il livello dell’acqua alta!

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    https://www.marionegri.it/magazine/corona-virus-rischio-italia
    La trasmissione avviene attraverso le goccioline (droplet) che vengono prodotte e diffuse nell’ambiente mentre parliamo, tossiamo, starnutiamo. Se queste goccioline vengono a contatto con le mucose di una persona (per esempio quelle della bocca, degli occhi o del naso), direttamente o perché trasportate dalle mani, il virus può introdursi nell’organismo e causare la malattia.

    Questo paragrafo è incontestabile? su questo io ho capito che siamo d’accordo, sbaglio?

    …..per commentare e discutere da qui dobbiamo partire, anche se immagino che ci siano vie prioritarie non ho letto da nessuna parte che ci sia una ripartizione delle probabilità di infezione a seconda della porta di entrata delle particelle e di quale ordine di grandezza si parli.

    Chi prende le decisioni si assume la responsabilità di ciò che stabilisce e impone in forza di legge ma non mancano esempi di opacità decisionale……e questo inoltre non vuol dire che non si possa criticare o che qualcuno si senta in diritto di etichettare e/o censurare.

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      @Gianni
      “non ho letto da nessuna parte che ci sia una ripartizione delle probabilità di infezione a seconda della porta di entrata delle particelle ”

      Allora hai letto poco e male, perchè come ti ha spiegato Mario più di una volta sull’occhio le goccioline si posano passivamente, mentre nel naso vengono aspirate con forza e in grande quantità, è una cosa tanto semplice da capire che non serve che lo spieghi lo ISS… pensa a un tavolo in una stanza e al filtro del condizionatore della stessa stanza, raccoglieranno quantità diverse della polvere che svolazza, non credi?!

      E poi l’infezione è più violenta se nel corpo entrano più virus, è come per le vespe, se non sei allergico una puntura di vespa ti fa male ma passa, la puntura di cinque vespe fa molto male ma se non sei un soggetto fragile stai male ma passa, ma se a pungerti è un intero nido di vespe corri dei gravissimi rischi di lasciarci la pelle anche se sei un atleta ventenne!!!

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    Ma certo , le autorità e gli esperti fanno il loro lavoro , siamo in buone mani , lo dico senza malizia , non ho nessuna intenzione di sconvolgere le vostre sicurezze se ne avete, ci mancherebbe altro.
    Ma con rispetto vi dico che non sono i saggi compromessi a cancellare le risultanze degli studi e dei ricercatori, avanti cosi e godiamoci i risultati.