Home / Coronavirus / Coronavirus, focolaio in un’azienda di macellazione polli: 182 contagi su 560 test. Aia riduce la produzione

Coronavirus, focolaio in un’azienda di macellazione polli: 182 contagi su 560 test. Aia riduce la produzione

polli, allevamento , pollaioRiduzione della produzione del 50%, distanziamento fra le postazioni operative e diminuzione del numero di lavoratori per turno. Sono le decisioni assunte oggi nel corso di un vertice convocato dalla Prefettura di Treviso con organizzazioni sindacali, autorità sanitarie e municipali di Vazzola (Treviso) per affrontare la gestione del focolaio di contagi da coronavirus Sars-CoV-2 fra i dipendenti dello stabilimento agroalimentare Aia.

Secondo quanto riferito dall’Ansa nel sito operano 700 addetti fra operatori diretti e maestranze dell’indotto e ad oggi si registrano 182 casi di positività sui 560 test eseguiti (le persone mancanti sono assenti in generale per ferie), tutti asintomatici e in regime di quarantena.

Il coronavirus sembra trovarsi particolarmente a suo agio con le temperature fredde e con l’umidità tipiche condizioni tipiche dei macelli

“La prossima settimana – precisa l’Ansa – sarà eseguito un nuovo screening con l’utilizzo delle nuove procedure rapide, nel frattempo è stata stabilita la prosecuzione della produzione contro una ipotesi di chiusura dello stabilimento che era stata ventilata nelle ultime ore. L’interruzione dell’attività di macellazione comporterebbe l’abbattimento di circa 1,5 milioni di capi di pollame”.

Poco più di un mese fa anche nella provincia di Mantova sono stati individuati diversi focolai di infezione da Sars-CoV-2 tra i lavoratori dei macelli, soprattutto di suini, e dei salumifici. Spesso i lavoratori scoperti sono quasi tutti asintomatici o paucisintomatici. Secondo gli esperti il coronavirus sembra trovarsi particolarmente a suo agio con le temperature fredde e con l’umidità tipiche di questi ambienti, che sono anche assai rumorosi e, per questo, costringono i lavoratori a parlare ad alta voce per comunicare, aumentando il rischio di contagio. Inoltre si tratta spesso di lavoratori stranieri che non sempre possono contare su un’adeguata assistenza sanitaria e che vivono talvolta in condizioni di affollamento, dove evitare il contagio da eventuali infetti è pressoché impossibile.

© Riproduzione riservata

  Redazione Il Fatto Alimentare

Redazione Il Fatto Alimentare

Guarda qui

obesita grasso sovrappeso dieta 177115587

Covid-19, sempre più chiara la correlazione tra obesità e gravità della malattia. Lo studio nelle terapie intensive francesi

I clinici lo stanno segnalando da tempo e in luglio lo aveva dimostrato lo studio …

2 Commenti

  1. Avatar

    chissà com’è questi posti orribili chiamati macelli sono sempre focolai. Tutto parte dai mercati di animali. Smettere di mangiare carne salverebbe il mondo sotto più punti di vista e se i macelli avessero le pareti di vetro non saremmo neanche qui a discutere.

    • Avatar

      Una fotografia del nostro egoismo verso gli altri esseri viventi e il pianeta. Animali considerati come prodotti industriali.