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Coronavirus, bar e ristoranti chiusi dalle 18, asporto fino alle 24. Stop a palestre e piscine. Il Dpcm in vigore dal 26 ottobre

Non è arrivato il tanto temuto secondo lockdown, ma solo, si fa per dire, ulteriori restrizioni a molte attività, dalla ristorazione alle scuole superiori, dalla cultura allo sport. Il decreto del Presidente del consiglio del 24 ottobre, firmato domenica 25, ha introdotto nuove misure per cercare di contenere la seconda ondata di contagi da coronavirus, che sono in vigore da lunedì 26 ottobre 2020.

Tra le novità principali troviamo la nuova stretta sulla ristorazione. Dal 26 ottobre bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie ed altri esercizi che somministrano cibi e bevande sono consentite dalle 5.00 alle 18.00. Il numero di clienti che possono sedere allo stesso tavolo, inoltre, viene abbassato dai sei del precedente Dpcm a quattro, salvo che le persone siano tutte conviventi. Dopo le 18.00 sono consentiti solo l’asporto fino alle 24.00 e la consegna a domicilio, senza limiti di orario, ed è vietato il consumo di alimenti o bevande nei luoghi pubblici e aperti al pubblico.

Happy waiter wearing protective face mask while serving food to guests in a restaurant.
Bar e ristoranti dal 26 ottobre sono aperti al pubblico dalle 5 alle 18, come misura per contenere la seconda ondata di contagi da coronavirus

Resta, invece, consentita l’attività di ristorazione negli alberghi e nelle altre strutture ricettive senza alcun limite di orario ma limitatamente agli ospiti alloggiati nella struttura. Continuano a essere consentite anche le attività delle mense e del catering, a condizione che sia garantita la distanza di almeno un metro tra le persone, e quelle degli esercizi di ristorazione presenti in aree di servizio lungo le autostrade, negli ospedali e negli aeroporti.

Per quanto riguarda gli esercizi commerciali, come negozi e supermercati, il decreto ribadisce che possono svolgere la propria attività a condizione che sia assicurato il rispetto delle distanze di sicurezza tra le persone, che gli ingressi avvengano in maniera dilazionata e che venga impedito di rimanere all’interno dei locali più del tempo necessario all’acquisto. Resta obbligatoria l’esposizione di un cartello che indichi il numero massimo di persone ammesse contemporaneamente.

Il Dpcm, inoltre, ha sospeso l’attività di palestre e piscine, ma sono consentite le attività sportive di base e motorie in genere svolte all’aperto presso centri e circoli sportivi pubblici e privati, a condizione di rispettare le distanze ed evitare assembramenti. Restano sospesi gli allenamenti e le competizioni degli sport di contatto dilettantistici.

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  Redazione Il Fatto Alimentare

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2 Commenti

  1. Avatar

    Lo potete evitare, almeno voi che dovreste occuparvi solo di alimentazione, di avvelenire ulteriormente il clima da terrorismo mediatico creato ad arte per questa dittatura sanitaria? Tra i vostri lettori ci sarà sicuramente chi ci sta cedendo e chi invece no. Ma da voi comunque cerchiamo altre notizie.

    • Avatar

      “Dittatura sanitaria”

      Prova a guardare qualcosa di diverso dal tuo ombelico e scoprirai che tutto il mondo sta adottando misure molto più restrittive delle nostre, perché il covid se ne frega dei negazionisti della domenica e sta facendo una strage.

      Ah, già, ma per voi una milionata di morti non conta, vostrocuggggino gira senza mascherina ed è ancora vivo quindi il coviddinoncièh!