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Dal fipronil a Prosciuttopoli: tutti i controlli su cibi e bevande del 2017. Pubblicata l’annuale relazione del Ministero della salute

analisi olioIl Ministero della salute ha pubblicato la relazione sui controlli ufficiali svolti nel 2017 su cibi, bevande, mangimi per animali e materiali a contatto con gli alimenti (Moca). Il documento è stato realizzato dalla Direzione generale per l’igiene e la sicurezza degli alimenti e la nutrizione (Dgisan) e raccoglie i dati forniti dalle diverse autorità responsabili dei controlli sul cibo che operano in Italia.

In totale nel corso dell’anno sono stati prelevati quasi 48 mila campioni di cibi, bevande e materiali a contatto con gli alimenti (quasi il 20% in più rispetto all’anno precedente) e oltre 118 mila analisi di laboratorio (il 68% di tipo microbiologico). Meno dell’1% delle analisi ha dato risultati irregolari, principalmente in campioni di carne e di prodotti lattiero-caseari. La maggior parte delle irregolarità riguardavano contaminazioni batteriche, dovute soprattutto alla presenza di Escherichia coli, responsabile di metà delle irregolarità microbiologiche, di Salmonella (38%) e di Listeria monocytogenes (20%).

Nel 2017, i Servizi di Igiene degli alimenti e nutrizione e i Servizi veterinari delle Asl hanno eseguito  491 mila ispezioni in oltre 176 mila stabilimenti di produzione e trasformazione e locali di ristorazione, riscontrando 39.598 irregolarità (il 22,6%). Il maggior numero di controlli, quasi 58 mila, sono stati condotti in ristoranti e bar, dove sono state rilevate ben 14 mila non conformità.

I Carabinieri per la tutela della salute (Nas) hanno svolto oltre 50 mila controlli, rilevando 11.470  irregolarità. Oltre 11 mila ispezioni sono state effettuate in imprese di ristorazione, dove le non conformità  sono state addirittura 5.118  quasi un locale su due). Il lavoro dei Nas ha portato alla chiusura di oltre mille strutture e al sequestro di oltre 12 mila tonnellate di alimenti, per un valore totale di 486 milioni di euro.

uova fipronil
I Carabinieri del Nas hanno svolto dei controlli mirati in seguito allo scandalo fipronil

Tra le operazioni in cui sono stati coinvolti i Carabinieri del Nas nel corso del 2017, vale la pena ricordare i controlli scattati a causa dello “scandalo fipronil”, che, partito da Belgio e Paesi Bassi, ha investito l’Europa in seguito alla scoperta dell’uso illecito dell’antiparassitario negli allevamenti di galline ovaiole. Per questa operazione i Nas hanno condotto 1.664 ispezioni e raccolto 882 campioni, di cui 94 risultati irregolari. In totale sono state sequestrate quasi 7 milioni di uova, oltre 150 tonnellate di ovoprodotti e più di 1 milione e 700 mila galline ovaiole.

La Guardia di Finanza nel 2017 ha sequestrato 823 tonnellate di prodotti agroalimentari e 217 mila litri di generi alimentari liquidi oggetto di sofisticazione. I prodotti più colpiti adulterazioni sono  stati i pomodori (271 tonnellate), i vini e gli spumanti (116 mila litri), le bevande alcoliche e analcoliche (93 mila litri) e la frutta (48 tonnellate).

L’Ispettorato centrale per la qualità e la repressione frodi (Icqrf) del Ministero delle politiche agricole specializzato nella tutela dei prodotti di eccellenza italiani anche on line: nel 2017 ha individuato 615 casi di usurpazione di denominazioni protette  (italian sounding), di cui 226 in vendita su eBay, 37 su Amazon e 32 su Alibaba. Il prodotto più contraffatto del 2017 è stato il prosecco.

Il nucleo Repressione frodi ha condotto 13.211 controlli con un incremento del 242% sui prodotti Dop, Igp e Stg, dovuto all’aumento delle ispezioni nell’ambito dello scandalo di Prosciuttopoli. Le indagini hanno portato alla luce l’esistenza di oltre 1 milione  di cosce di maiale della razza Duroc danese allevato in Italia, destinate a finire illegalmente nella filiera produttiva del prosciutto crudo di Parma Dop e San Daniele Dop. La truffa è andata avanti per almeno quattro anni.

stagionatura prosciutti di parma
Nel 2017 l’Icqrf ha aumentato del 242% i controlli sui prodotti Dop, Igp e Stg in seguito allo scandalo Prosciuttopoli

I controlli alimentari alla frontiera sono svolti da diverse autorità, tra cui gli Uffici di sanità marittima, aerea e di frontiera (Usmaf), che si occupano dei controlli sugli alimenti di origine vegetale e dei Moca. Gli Usmaf hanno ispezionato oltre 155 mila partite di prodotti, su cui sono stati condotti 6.517 controlli fisici e 4.792 prelievi di campioni. L’attività di controllo ha dato luogo a 283 respingimenti, causati dalla presenza di aflatossine, antiparassitari e pesticidi.

I Punti di ispezione frontaliera (Pif) effettuano invece le ispezioni sugli alimenti di origine animale. Nel 2017 sono state più di 39 mila le partite controllate, di cui 20 mila ispezionate fisicamente. Dei  duemila campioni raccolti, circa 1.500 riguardavano prodotti della pesca (74%) e 265 di carne bovina. Mentre i controlli sul pesce sono il linea con quelli del 2016, si è registrato un aumento di quelli sulla carne di manzo in seguito allo scandalo della “carne fraca” proveniente dal Brasile.

Nel corso del 2017 i Pif hanno condotto anche campionamenti mirati su: miele, pangasio e molluschi bivalvi. Solo il piano di controllo dei metalli pesanti nelle specie ittiche particolarmente colpite (pesce spada, squali, tonno, cefalopodi) e quello sulla ricerca di Escherichia coli STEC nella carne hanno individuato irregolarità.

carne macellazione
Sono aumentati anche i controlli sulla carne proveniente dal Brasile in seguito all’allerta per lo scandalo della “carne fraca”

Alle frontiere si svolgono anche i controlli dell’Agenzia delle dogane, che nel corso dell’anno in esame ha trovato il maggior numero di irregolarità nelle partite di pesce e crostacei (88 non conformità su oltre 7 mila controlli), nella frutta (70 su circa 1.700 ispezioni) e nella categoria che comprende caffè, tè e spezie, in cui le difformità sono state 51 su oltre duemila controlli.

Gli Uffici veterinari che vigilano sugli scambi di prodotti di origine animale all’interno dell’Unione europea nel 2017 hanno controllato oltre 8 mila prodotti e condotto più di 4 mila analisi, che hanno identificato solo 192  irregolarità. Le più frequenti riguardavano i prodotti della pesca contenenti metalli pesanti oltre i limiti (76), parassiti come l’Anisakis (32) o istamina (15), pollame contaminato da Salmonella (18) e molluschi bivalvi con Norovirus (11).

Nessun problema riscontrato sul pangasio daiPif

Con 548 notifiche su oltre 3.700, l’Italia è il primo Paese europeo per segnalazioni al sistema di allerta rapido Rasff. In totale, il maggior numero di notifiche del 2017 riguardavano la presenza di Salmonella negli alimenti (781), seguite da quelle per micotossine (583) e fitofarmaci (445). Analizzando i prodotti per tipologia, le segnalazioni più numerose hanno coinvolto il pesce (606), la frutta secca (623), la frutta e la verdura (535) e pollame (480). I prodotti italiani irregolari notificati sono stati invece 178, dei quali ben 67 erano partite di uova contaminate dal fipronil.

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  Giulia Crepaldi

Giulia Crepaldi

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