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Coronavirus e consumi: crollo per bar e ristoranti a dicembre, resistono solo alimentari e comunicazioni

ristorante chiuso vuoto mascherina coronavirus attività negoziNeanche le feste di Natale sono riuscite a risollevare i consumi affossati dal coronavirus: durante il mese di dicembre il calo è stato dell’11% e si prevede una diminuzione analoga anche a gennaio. Resistono solo l’alimentare, le comunicazioni e i giocattoli; crisi profonda per bar, ristoranti, alberghi e il settore dei servizi in generale. Come riferisce HelpConsumatori, sono questi i dati dell’Indicatore dei consumi (Icc) di Confcommercio.

Fortemente limitati dalle restrizioni dettate dalla pandemia, bar e ristoranti hanno registrato un crollo del 62%, gli alberghi del 67,5%, mentre i servizi ricreativi addirittura del 91%. Le stesse misure anti-coronavirus costringono i consumatori a passare la maggior parte del tempo in casa, tra smartworking, didattica a distanza e cene con gli amici in videochiamata: di conseguenza crescono le spese alimentari (+2,1%) e quelle per le comunicazioni (+8,7%).

Questi dati sono il sintomo di un “Natale in rosso” per i consumi, secondo le associazioni. Per il presidente dell’Unione nazionale consumatori Massimiliano Dona “la decisione di inasprire il lockdown proprio prima di Natale, nonostante in base ai 21 parametri praticamente tutte le regioni non fossero più zone rosse, rischia di averla dato il colpo di grazia a molti settori economici che contavano sulla festività per riprendersi”.

E le previsioni per il nuovo anno non sono rosee. “Visto il peggioramento della situazione sanitaria e il prolungamento delle misure di contrasto alla pandemia, – spiega Confcommercionon è detto che il 2021 porti l’atteso “rimbalzo” dell’economia italiana deludendo così le aspettative di un concreto recupero di ampia parte delle perdite di prodotto e di consumi patite nel 2020.”

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Roberto La Pira

  Redazione Il Fatto Alimentare

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Un commento

  1. Avatar

    Ho letto il Vostro articolo riguardante il crollo dei bar e ristoranti ecc…
    Non sono d’accordo su alcune Vostre affermazioni.
    PRIMO
    I consumi non sono stati affossati dal coronavirus che è un virus come ce ne sono migliaia nell’aria (semmai solo più insistente e diverso) ma da questo Governo che ha attuato scelte inopportune e micidiali per tutte le categorie. Altri Stati non hanno distrutto le loro economie e hanno nel contempo meno contagi e meno morti di noi.
    I DCPM micidiali, quanto incomprensibili, e non legali, hanno decretato la morte di queste categorie da Voi citate e da tante altre.

    SECONDO
    Legato al primo vi è questo secondo Vostro argomento dove dite che i bar e ristoranti sono stati fortemente limitati dalle restrizioni dettate dalla pandemia.
    Queste restrizioni sono state sono state invece dettate, a mio avviso, da un governo che non ha saputo che condannare con inopportune restrizioni i bar e ristoranti. Altro si poteva fare. Non mi dilungo nel ripetermermi.

    TERZO
    Sbagliare è umano, perseverare è diabolico.
    Quindi se fino a qui non si dice che non si è risolto il problema, continuare con queste misure di contrasto alla pandemia, è diabolico. Si dovrebbero attuare scelte diverse che lascio a Voi enunciare quali (io ho una mia idea ma non voglio trattarla qui per non dilungarmi) per permetterVi di scrivere un articolo molto ma molto diverso da questo che mi pare molto di parte e allineato su tesi governative.