Home / Nutrizione / Cibo spazzatura: nella riserva dei Navajo inizia l’esperienza di una tassa del 2% su cibi e bevande ricchi di zuccheri, grassi e sale

Cibo spazzatura: nella riserva dei Navajo inizia l’esperienza di una tassa del 2% su cibi e bevande ricchi di zuccheri, grassi e sale

Healthy Choices
Nella riserva Navajo verrà applicata una tassa del 2% sul cibo spazzatura

Dal 1° aprile, la Nazione Navajo è la prima area degli Stati Uniti ad applicare una tassa del 2% su tutte le bevande e il cibo spazzatura, ossia quello ricco di sale, zucchero e grassi saturi, con un valore nutrizionale scarso o nullo. Contemporaneamente, è stata abolita una tassa del 5% su tutti i cibi sani, come frutta e verdura. La Nazione Navajo è la più grande riserva di nativi d’America, che conta circa trecentomila abitanti e si trova a cavallo di Arizona, New Mexico e Utah.

I Navajo sono una nazione semi-autonoma e hanno il diritto di aumentare le tasse. Le nuove misure fiscali, con l’elenco degli alimenti a cui si applicano, sono contenute nell’Healthy Dine Nation Act, approvato lo scorso novembre. La nuova tassa sul junk food dovrebbe comportare un’entrata di circa un milione di dollari l’anno, che saranno destinati a sviluppare l’agricoltura, mercati contadini, orti e serre, oltre che a favorire una maggiore attività fisica.

 

iStock_000002577309_Small(1) cibo spazzatura
Il cibo industriale è più comodo, facile da reperire e meno costoso

Venticinquemila navajo soffrono di diabete e settantacinquemila sono prediabetici. Il 31% delle gravidanze subisce complicazioni a causa dell’obesità o del sovrappeso. Metà della popolazione giovanile è disoccupata e il 42% degli abitanti è al di sotto del livello di povertà. Quasi tutti i 71.000 kmq quadrati della Riserva sono considerati dal Dipartimento dell’agricoltura Usa un food desert, perché gli abitanti vivono a oltre dieci chilometri dal più vicino supermercato e non hanno la possibilità di procurarsi facilmente cibo sano e fresco, mentre gli alimenti industriali sono più facilmente disponibili.

 

In un negozio locale, una dozzina di mele costa sette dollari, l’equivalente di sette piatti pronti surgelati, ricchi di sale, grassi e zuccheri. Come sottolinea il New Indian Express, un tempo i Navajo erano strettamente legati ai frutti della terra. Oggi, una rilevazione ha indicato che circa il 90% del cibo venduto nei negozi locali è destinato a ricadere sotto la nuova tassa. La tassa dei Navajo sul junk food potrebbe servire come sperimentazione per una sua più ampia applicazione negli Stati Uniti, per combattere l’obesità e le malattie correlate tra la popolazione a basso reddito.

 

Beniamino Bonardi

© Riproduzione riservata

Foto: iStockphoto.com

sostieniProva2

Le donazioni si possono fare:

* Con Carta di credito (attraverso PayPal): clicca qui

* Con bonifico bancario: IBAN: IT 77 Q 02008 01622 000110003264

 indicando come causale: sostieni Ilfattoalimentare

  Redazione Il Fatto Alimentare

Redazione Il Fatto Alimentare

Guarda qui

Woman Suffering Toothache After Eating Chocolate

Zucchero & carie: è il momento di scelte radicali per la salute dentale. A partire dalle responsabilità di Big Sugar

Le campagne di salute pubblica hanno troppo spesso ignorato quella dentale, ma ora è indispensabile …

Un commento

  1. “Contemporaneamente è stata abolita…” Ah. Meno male. I miei supersensi italici stavano rilevando una manovra per far cassa…