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Carne di pollo Esselunga con cattivo odore segnalata da un lettore. Risponde la catena di supermercati

carne di polloUn consumatore ha segnalato cattivo odore e  una colorazione inusuale, per della carne di pollo appena acquistata presso un supermercato Esselunga. Di seguito pubblichiamo la lettera e la risposta della catena di supermercati .

Salve, ho acquistato del pollo da Esselunga e, nonostante la data di scadenza fosse ancora lontana, l’ho dovuto buttare poiché iniziava a ingiallirsi e a puzzare. Da parte mia posso dire di aver messo subito la merce nel frigo. Cosa può essere successo? Hanno apposta una scadenza diversa? Era un prodotto decongelato? Come posso aiutare altri consumatori? Non è riportata neppure la data di confezionamento?

Secondo Esselunga si ètrattato di un episodio isolato e accidentale

Di seguito la risposta di Esselunga

Siamo dispiaciuti per quanto segnalato e desideriamo rassicurare il cliente relativamente alla qualità e sicurezza di tutta la carne in vendita nei nostri supermercati. Il prodotto in questione è fresco e non decongelato, lavorato e confezionato da un nostro principale fornitore che, come tutti i nostri fornitori, viene sottoposto a frequenti ispezioni e severi controlli da parte dei tecnici del nostro Ufficio Assicurazione Qualità. Periodicamente i tecnici Esselunga effettuano anche ispezioni presso tutti i punti vendita, allo scopo di verificare il rispetto dei parametri igienico-sanitari per i prodotti esposti.

Sulla confezione della carne di pollo interessata sono indicate tutte le informazioni previste per legge: la data di scadenza, il lotto e gli estremi di tracciabilità. In merito al lotto di prodotto non ci sono arrivate altre segnalazioni pertanto, si può ragionevolmente ipotizzare che si sia trattato di un episodio isolato e accidentale. In futuro, nel caso in cui il cliente riscontrasse anomalie sulla qualità dei nostri prodotti, lo invitiamo a consegnare il campione al direttore del supermercato, in modo da permetterci ulteriori e immediati controlli.

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  Redazione Il Fatto Alimentare

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43 Commenti

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    Capita di trovare prodotti di macelleria (che dovrebbero essere mantenuti a temperatura di refrigerazione) abbandonati in corsia per maleducazione o ignoranza di certa clientela: senza qui discutere di educazione basterebbe che l’addetto del supermercato che raccoglie il prodotto abbandonato lo eliminasse (si chiama “principio di precauzione”) invece di rimetterlo in vendita nel banco freschi.

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      E’ vero, in tutti i supermercati si trovano prodotti fuori posto: alcuni non pericolosi, come focacce biscotti o cerotti, ma a volte prodotti refrigerati e una volta ho trovato un surgelato appoggiato al banco surgelati. Ho chiesto alla cassiera, che conosco, e mi ha detto che, secondo loro, sono persone che si rendono conto di non aver soldi a sufficienza e quindi abbandonano la merce dove capita. Io ho risposto che secondo me sono “vandali” perché rovinano volontariamente i prodotti. Un mio amico mi ha detto che secondo lui è il direttore che testa la vigilanza del caporeparto sulla collocazione dei prodotti… Mah?! Certo che andrebbe fatto come dici tu.

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      Nel caso di ritrovamento di alimenti in giro per gli scaffali o lasciato in cassa alla cassiera per mancata copertura di liquidità all’acquisto, l’alimento andrebbe valutato da un responsabile: in base al suddetto “principio di precauzione” (che chiunque copra un incarico di responsabile HACCP sa di cosa si parla) lo stesso responsabile decide se eliminarlo o reinserirlo nella filiera alimentare “trasformandolo ulteriormente” per evitare il rischio di alterazioni sotto il profilo fisico-chimico microbiologico. E’ una valutazione e decisione che deve prendere una figura competente che si assume la responsabilità del caso e il riferimento sono i prodotti freschi, freschissimi o surgelati e chiaramente nel caso fosse possibile esercitare una trasformazione ulteriore tipo la cottura. Un supermercato con annesso reparto di gastronomia penso lo potrebbe fare sempre a fronte di una decisione autorizzata e mantenendo comunque la tracciabilità.

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    Premetto che non sono un cliente Slunga ma preferisco altri punti vendita. Per principio prima guardo la provenienza, poi come è composto e per ultimo il prezzo, meglio mangiare poco ma di qualità questo è il mio pensiero, saluti

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      Buongiorno, concordo con Andrea Marin, sul fatto che si trova spesso e volentieri merce deperibili a temperatura controllata, sui vari scaffali, probabilmente qualche addetto oppure cliente ” premuroso” senza sapere il danno causato, lo ha riposto nel banco frigo senza consegnarlo agli addetti del reparto. Concordo anche con la risposta dell’azienda, ( parlo da ex dipendente reparto gastronomia) sull’attenzione del della filiera produttiva.

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    Esselunga avrà molti difetti come tutte le grandi aziede distributricii di alimentari, vi posso assicurare da cliente esselunga che non ho avuto mai nessun problema nel riportare prodotti non idonei al consumo, dal vino al formaggio alla carne, qualsiasi alimento ricevevo un buono da scontare alla cassa L’errore secondo il mio parere del consumatore con la carne di pollo è stata quello di gettarla Giusta la segnalazione

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    Non capisco come si possa scrivere un articolo, con tanto di link sulla newsletter, su una segnalazione isolata di un singolo cliente che lamenta il cattivo odore nel pollo.
    Le cause possono essere molteplici e potrebbero essere dovute tra l’altro anche al trasporto finale e alla conservazione dello stesso consumatore.
    A mio avviso sarebbe utile filtrare quelle che sono notizie, e che quindi ha un senso pubblicare, da quelle che non lo sono.
    Sto riscontando sempre più spesso articoli di questo tipo e non ne capisco l’utilità (ad esempio altro articolo sul capello nel formaggio Coop, anche in questo caso segnalazione non verificabile).
    Se aveste ricevuto più segnalazioni su uno stesso prodotto o su uno stesso fornitore potrei capire, ma dare risonanza ad episodi isolati, per altro non verificabili, a mio avviso non ha senso.
    Tra l’altro in questo modo si dà spesso il via a dietrologie e commenti accusatori degli utenti, che alimentano la cultura del sospetto nei confronti di aziende che si vedono spesso attaccate in modo ingiustificato.

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    Trovo la risposta dell’azienda in oggetto emblematica. Vorrei testimoniare per esperienza diretta di un cliente ventennale, che negli ultimi due anni ho dovuto ricorrere alla sostituzione delle confezioni acquistate ben 4 volte ed in qualche altra occasione, pur destinando il nuovo acquisto alla pattumiera, non ho chiesto la sostituzione per non aggiungere al danno altro danno. Infatti la sostituzione non risarcisce assolutamente il disagio di stappare una bottiglia di vino di alto livello durante un pranzo con amici oppure scoprire mentre si sta cucinando un risotto alla zucca che la confezione di zucca a pezzi acquistata la sera precedente, conservata premurosamente in frigorifero, è ammuffita e perciò inservibile. Infine la sostituzione non risarcisce il tempo perso e la spesa per recarsi al punto vendita soltanto per ottenere la sostituzione stessa. Nello scusarsi l’azienda avrebbe dovuto ringraziare per la segnalazione, prospettando nel contempo un risarcimento più congruo ai clienti danneggiati.

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      Concordo perfettamente, infatti non ho mai comperato bottiglie di un certo pregio, e di una certa annata, anche perché la conservazione al supermercato (in piena luce al caldo) lascia a desiderare, e non mi va di tornare con lo scontrino a discutere con la commessa se il vino è “maderizzato”…

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    Scusate, ma visto le lamentele di clienti affezionati a una catena di supermercati, perché non provate a cambiare super? Ma siete obbligati ad andare solo presso un supermercato? Io da tempo non ci vado e mi trovo benissimo con altri brand anzi non mi fidelizzo con nessuno, ripeto guardo prima la qualità leggendo attentamente quanto scritto sulla confezione che spesso verifico sui media. Se invece vi lamentate e poi andate ancora, sono un po’ basito. Grazie e un saluto ai redattori

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    Cari consumatori cercate di avere un pelino in più di pazienza.
    E’ vero che siete stati danneggiati però ognuno nel proprio piccolo vede la faccenda più gigante di quello che è nella realtà.
    Ha ragione Sirio nel suo commento ci sono diversi livelli di gravità e di ripetizione del problema.
    Senza ribadire quello già scritto, aggiungo che bisogna tener presente che in una azienda alimentare si producono milioni di pezzi e che la perfezione non esiste soprattutto in una filiera del fresco.
    Se il problema non è diffuso fatevi sostituire il prodotto, vi assicuro che la grande distribuzione ha un servizio efficiente di verifica delle non conformità e farà le sue indagini senza far cadere la segnalazione.

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    Sicuramente verissimo, l’affidabilità di queste catene di produzione è altissima, altrimenti ci sarebbero migliaia di confezioni inutilizzabili. Il mio riferimento al vino, però, è generale: anche all’Esselunga (pregevole come assortimento di vini) purtroppo sono esposti alla luce e al caldo, in inverno 🙁