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Botulino alla mensa degli operai. 37 ricoverati a Cefalù. Forse il colpevole è l’ingrediente di un’insalata mista

Da mercoledì 30 settembre ad oggi, 37 operai sono stati ricoverati per intossicazione da botulino all’ospedale Giglio di Cefalù (Palermo). Nonostante le condizioni di tutti i pazienti stiano migliorando, tanto che 14 sono stati dimessi, il responsabile del pronto soccorso, Emanuele Sesti è cauto “questa è una patologia in evoluzione, per cui restano sotto stretta osservazione e monitoraggio”.

La causa della pericolosa intossicazione non è ancora nota, ma sembra ormai chiara l’origine alimentare visto che gli operai transitati dal pronto soccorso, hanno consumato tutti lo stesso pasto. I lavoratori infatti, erano impiegati nel cantiere del raddoppio ferroviario sulla dorsale Palermo-Messina, per conto della Toto Costruzioni. A fornire i pasti per conto della Toto era la cooperativa Kefa General Service. Secondo quanto riportato su Cefaluweb.com da Davide Bellavia, durante un controllo congiunto portato avanti dai militari dei Nas e i tecnici dell’Asp, sarebbe emerso che la Kefa General, “non era in possesso di gran parte dei permessi e delle autorizzazioni, che invece avrebbe presentato, all’atto della firma dell’accordo, alla holding di costruzioni. Inoltre i carabinieri, a seguito dell’ispezione hanno disposto la chiusura delle cucine e sequestrato dei campioni di cibo da analizzare in laboratorio, per individuare la causa dell’avveleno di massa in corso.”

Tutti gli operai ricoverati erano impiegati nel cantiere del raddoppio ferroviario sulla Palermo-Messina, per conto della Toto Costruzioni

I primi ad arrivare al pronto soccorso accusavano dei sintomi prevalentemente neurologici tra cui: alterazione della vista, visione annebbiata o sdoppiata, difficoltà a parlare e anche problemi di respirazione che sono tra i tipici sintomi riconducibili a intossicazione da botulino. La risposta del personale sanitario è stata immediata. I primi tre campioni di materiale biologico prelevato ai pazienti per la ricerca della tossina e la conferma della diagnosi sono stati inviati all’Istituto superiore di sanità lo stesso giorno dell’accettazione, il 30 settembre.

L’intervento si è immediatamente sviluppato a livello nazionale, mobilitando il centro antiveleni di Pavia che ha inviato sull’Isola 15 fiale di siero (antitossina botulinica), messo a disposizione dalla “Scorta Nazionale Antidoti” del ministero della Salute. I pazienti che sono stati dimessi, vengono quotidianamente seguiti dal Centro antiveleni di Pavia via telefono.
Il botulino è un batterio sporigeno particolarmente insidioso, di cui spesso abbiamo parlato in particolare per quanto riguarda la preparazione in sicurezza delle conserve alimentari, che causa focolai di botulismo alimentare e che può portare anche alla morte.

botulino
Sarebbe proprio l’ingrediente in un’insalata mista il responsabile di questa intossicazione di massa

Come riporta la pagina Epicentro dell’Iss dedicata, il “botulismo è una malattia neuro-paralitica causata dalle tossine dei clostridi produttori di tossine botuliniche. Questi microrganismi sono ubiquitari e si possono ritrovare, principalmente sotto forma di spora, in molteplici ambienti come il suolo, i sedimenti marini e lacuali, il pulviscolo atmosferico e gli alimenti. Il botulismo alimentare può colpire a tutte le età e non è trasmissibile da persona a persona. Solitamente i sintomi si manifestano da poche ore a oltre una settimana dopo il consumo dell’alimento contaminato (6 ore 15 giorni). Tuttavia, nei casi di botulismo alimentare che si verificano in Italia la sintomatologia compare mediamente nell’arco di 24-72 ore dopo il consumo dell’alimento contaminato. Ovviamente più precoce è la comparsa dei sintomi più severa sarà la malattia.
In Italia, gli alimenti di produzione domestica che maggiormente sono responsabili dei casi di botulismo sono le olive nere in acqua, le conserve di funghi sott’olio, le conserve di cime di rapa, le conserve di carne e di pesce.”

Sarebbe proprio l’ingrediente in un’insalata, secondo la ricostruzione dei fatti di Davide Bellavia, il possibile responsabile di questa intossicazione di massa. Ma per avere una conferma si attendono gli esiti delle analisi di Nas e tecnici dell’Asp ancora in corso.

© Riproduzione riservata

  Valeria Nardi

Valeria Nardi
Giornalista

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