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Il conflitto tra biologi nutrizionisti e dietisti va avanti. I ruoli si sovrappongono, ma le criticità non si risolvono certo nelle aule dei tribunali

Nutritionist with female patientL’Ordine dei dietisti (Andid), una decina di giorni fa, ha inoltrato una diffida all’Ordine nazionale dei biologi (Onb) per affermazioni lesive sulla figura del dietista, nonché in risposta ad una precedente diffida del presidente dell’Onb alla Scuola Nutrizione Salernitana, inviata a sua volta per tutelare il titolo professionale dei biologi nutrizionisti. L’Ordine dei biologi ha di recente risposto all’iniziativa di Andid con una nuova contro-diffida. Cosa sta succedendo? Come siamo arrivati a una situazione che vede contrapposti i dietisti (e non solo) ai biologi nutrizionisti? Forse è utile fare un po’ di cronistoria.

Nei primi anni Novanta, all’Università di Padova gli unici esperti autorizzati a operare nel campo della nutrizione clinica a contatto con i pazienti erano i dietisti e i medici dietologi (Specialisti in Scienza dell’Alimentazione). Diversi professori della specialità in Scienza dell’Alimentazione erano biologi che insegnavano per lo più biochimica o igiene. Addirittura il direttore per alcuni anni era un biologo, ma nessuno di loro era a contatto diretto con i pazienti. Nel Regno Unito, all’Università di Aberdeen, negli stessi anni, le dietiste e i dietisti avevano un’autonomia molto importante nella gestione dei pazienti. Nei nutritional team (gruppi nutrizionali composti da medici, dietista, farmacista e infermieri) che giravano tra i reparti ospedalieri (ortopedia, chirurgia, medicina generale e rianimazione), la/il dietista gestiva praticamente in maniera autonoma i pazienti in nutrizione con sondino naso-gastrico (enterale), mentre si discutevano in team soltanto i casi in nutrizione endovenosa (parenterale totale). In tutto il mondo la/il dietista è sempre stata l’unica figura riconosciuta e abilitata a operare nel campo della nutrizione clinica. I nutrizionisti hanno sempre avuto ruoli diversi (docenza, ricerca, salute pubblica, politiche alimentari, in aziende, industrie alimentari, farmaceutiche, operatori sul campo in varie parti del mondo per Oms/Fao…) e ben distinti da quelli dei dietisti.

In Italia – caso singolare – solo in tempi recenti (fine anni ’90, o forse inizi del 2000?) è iniziata a comparire gradualmente una nuova figura con dei compiti per molti versi sovrapponibili a quelli del dietista, “il biologo nutrizionista”, che pur non essendo un operatore sanitario (lo diverrà solo il 22 dicembre 2017) seguiva direttamente le persone fornendo loro delle indicazioni dietetiche, cioè “elaborando profili nutrizionali”, e suggerendo eventuali integratori. Quindi si è venuto a creare una specie di doppia figura professionale: da un lato i dietisti con una specifica formazione dietetica nel sano e nel malato e dall’altro i biologi, che secondo quanto scrive l’Onb possono operate come nutrizionisti se superano l’esame di Stato e si iscrivono all’ordine (Albo – sezione A).

Quindi, qualunque sia il percorso formativo del biologo (biologia marina, biologia molecolare, biotecnologia in abito industriale, agro-alimentare, zootecnico, farmaceutico, bioingegneristico, ecc.) se si iscrive all’Albo può svolgere l’attività di biologo nutrizionista. Il Consiglio Superiore di Sanità “ritiene che sia preferibile che il biologo, per esercitare l’attività di nutrizionista in ambito privato, abbia conseguito il diploma di specializzazione universitaria in Scienza dell’Alimentazione” (parere 12 aprile 2011), ma l’Onb afferma che non è necessaria alcuna specializzazione. La situazione è resa ancora più complicata dal fatto che altri corsi di laurea, diversi da biologia, possono accedere all’esame di Stato dei biologi, iscriversi all’Albo e di conseguenza iniziare a lavorare come nutrizionisti.

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Secondo l’Ordine dei biologi, non è necessaria la specializzazione in Scienza dell’Alimentazione per fare i nutrizionisti

Siamo sicuri che superare un esame di Stato sia garanzia di competenza nel campo della nutrizione? Ad esempio se si studia biotecnologie e magari si consegue anche un dottorato dopo la laurea in biologia, si ha una preparazione adeguata a riconosce e trattare da un punto di vista dietetico un disturbo del comportamento alimentare come la bulimia o l’anoressia?

Ad esempio, è capitato che alcuni biologi abbiano “prescritto/elaborato/consegnato” delle diete drastiche (low carb, a basso contenuto di carboidrati) a giovani ragazze che avevano in anamnesi una storia di pregresso disturbo del comportamento alimentare (non si devono prescrivere diete drastiche a ex-anoressiche!). La nutrizione è una materia più complessa di quello che sembra e non consiste in un semplice calcolo dei fabbisogni calorici o far perdere peso alle persone.

Il Fatto Alimentare qualche anno fa in seguito a questo articolo, che aveva suscitato un ampio dibattito, aveva chiesto al Consiglio Superiore di Sanità di fare chiarezza sui ruoli e compiti del biologo e del dietista, ma le risposte sono state evasive, citando le varie sentenze che già conoscevamo. In assenza di chiarimenti da parte delle istituzioni la situazione si è fatta incandescente con l’Onb che continua a denunciare o diffidare chiunque metta in discussione l’onorabilità dei biologi e l’Ordine dei dietisti che a sua volta deve difendersi da affermazioni lesive della loro dignità da parte dell’Onb.

Ricapitolando, solo in epoca recente a livello normativo si è aperta progressivamente una breccia che ha consentito in Italia la nascita di migliaia di nuovi nutrizionisti che si sono affiancati alle uniche due figure di riferimento nel campo della nutrizione clinica che c’erano in precedenza (dietista e medico dietologo).

dietologo nutrizionista
Forse è necessario un intervento normativo che stabilisca chi può utilizzare il titolo di nutrizionista, tra medici, dietisti e biologi

Il problema sostanziale è che se tutti i medici dietologi e dietiste sono preparati perché hanno un percorso di studi e tirocinio formale adeguato, questo non può essere vero per alcuni biologi nutrizionisti. In pratica il titolo professionale di “nutrizionista” viene “rilasciato” solamente grazie all’iscrizione all’Onb e non dopo uno specifico iter formativo. Una formazione a cui oggi ai biologi risulta oltretutto difficile accedere, perché i posti nelle Scuole di specializzazione in Scienza dell’Alimentazione aperti ai biologi sono pochissimi, e questo non migliora di certo la situazione.

Forse sarebbe opportuno che il legislatore specificasse che il termine “nutrizionista” andrebbe riservato solo a dietisti (tutti), medici o biologi (solo se) in possesso di specialità post-laurea in Scienza dell’Alimentazione. Eviteremmo quindi un uso improprio di questo termine da parte di tutti: personale non sanitario, medici (troppi medici vanno in televisione dichiarando di essere nutrizionisti senza avere alcuna specialità in Scienza dell’Alimentazione!) e biologi. Tutto ciò per tutelare i dietisti, i medici e biologi specialisti in Scienza dell’alimentazione, ma soprattutto la salute dei cittadini.

L’autore dichiara di non aver alcun conflitto di interessi.

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  Antonio Pratesi

Antonio Pratesi
medico nutrizionista

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50 Commenti

  1. scusate , in tutto questo , io , medico che ha fatto 6 anni di medicina e 3 anni di scienze dell’alimentazione più corsi vari , cosa posso fare di più del biologo nutrizionista, dietisti vari e quant’altro? A me pare che anche pazienti con patologie fanno ricorso a queste figure professionali !

    • in più visitare il paziente, fare la diagnosi e prescrivere la terapia, in comune con dietisti e biologi nutrizionisti elaborare la dieta, non esiste alcun quant’altro legalmente

  2. … oggi la scienza della nutrizione è molto diversificata. Escludendo i dietisti che sono figure tecniche che non possono lavorare in autonomia come fa il medico dietologo o il biologo nutrizionista, anche optando per l’introduzione di una specializzazione oltre la laurea magistrale non si otterrebbero ugualmente ottimi risultati sulla base del campo di applicazione. Ad esempio, nella nutrizione clinico-oncologica occorre una formazione molto specifica che viene fatta sia con appositi corsi accreditati che oggi biologi e medici seguono già, oltre che con l’esperienza sul campo. Per la nutrizione sportiva uguale. Per la nutrizione pediatrica uguale. Biologi e medici sono dei professionisti del settore sanitario in continua formazione tramite ECM, il problema è quando a prescrivere diete e supplementazioni sono figure non abilitate, come i naturopati ad esempio o nel settore sportivo i personal trainer.

    • si vede che ha letto attentamente la diffida che ha ricevuto l’Onb, si parla dell’autonomia del dietista dal primo punto… Anche i dietisti sono dei professionisti del settore sanitario in continua formazione tramite ECM

  3. è veramente sempre spiacevole sentire sminuire una categoria professionale con specifiche competenze. Si dovrebbe tutti essere occupati a svolgere con appropriatezza ed etica il proprio mestiere invece di cercar di demolire quello altrui.

  4. Per derimere la questione suggerirei di sottoscrivere alcuni punti, da proporre magari ai pazienti come regole di base.

    VADEMECUM VISITA DAL “NUTRIZIONISTA”

    Capita di frequente di imbattersi in siti web di “esperti” della nutrizione che propongono visite nutrizionali. Ecco un mio vademecum per evitare fregature:

    1. Controllate che il professionista in questione sia: medico chirurgo o biologo nutrizionista o dietista o laureato in nutrizione. Solo una di queste figure professionali può prescrivere (con mansioni diverse) piani nutrizionali in Italia. Controllare sempre l’appartenenza all’ordine (dove previsto) ed il curriculum.

    2. Chi propone test per le intolleranze alimentari (celiachia, lattosio escluse) andrebbe evitato, non hanno fondamento scientifico. Da scartare anche chi propone test genetici, mineralogrammi, spilloni sulle orecchie, alimenti in mano da pesare… neanche gli sciamani erano arrivati a tanto!

    3. Escludete chi propone diete pre-stampate e non personalizzate (chiedere sempre prima) e chi propone diete fortemente squilibrate (es senza carboidrati) o a base di sostitutivi del pasto. (buste, bustine ecc).

    4. Evitate chi chiede uno sproposito (diciamo più di 150 euro) per una visita. In genere sono professoroni buoni per la TV.

    5. Chi vi propone prodotti alimentari in vendita va scartato (conflitto di interessi), così’ come chi offre farmaci (ormai quasi tutti fuori legge, tranne l’orlistat), o cocktail di farmaci (da prendere nella farmacia amica) che contengano triac, bupropione ecc. o integratori per dimagrire.

    6. Attenzione a chi propone grandi risultati in poco tempo. Frasi tipo il “nostro metodo di dimagrimento rapido, sicuro ed efficace” fanno pensare più a dei mercanti che a dei professionisti del settore.

    ___
    dott. Mauro Lombardo
    medico dietologo

    • sono d’accordo ma del primo punto eliminerei “laureato in nutrizione”, non esiste una laurea in nutrizione

    • attenzione al punto 5: Saxenda e Mysimba sono farmaci per la terapia dell’obesità approvati in Europa, così come in US e nella maggior parte dei paesi avanzati, da aggiungere all’orlistat .

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