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Bicchieri usa e getta: una lettrice chiede all’azienda quale tipo di materiale viene impiegato

I consumatori sono sempre più attenti ai prodotti che comprano, al materiale utilizzato e alle modalità di smaltimento. A volte però le informazioni  in etichetta non sono chiarissime. Di seguito pubblichiamo la nota di una lettrice che ha un dubbio sul materiale utilizzato per i bicchieri usa e getta comprati al supermercato. A seguire la risposta di Luca Foltran, esperto di packaging e sicurezza dei materiali, e la replica dell’azienda produttrice dei bicchieri, Flo SpA.

Ho acquistato una confezione di bicchieri monouso in un punto vendita Bennet e, controllando la confezione, ho notato che sul fondo del bicchiere il materiale è classificato come PS quindi polistirene, mentre sull’etichetta del pack si parla di LDPE che dovrebbe essere polietilene, quindi materiali completamente diversi. Come mai? Vi allego le foto. Manuela

Risponde Luca Foltran.

La situazione è anomala perché in effetti i bicchieri sono marchiati come PS (polistirene), mentre sull’involucro esterno si parla di prodotti realizzati in LDPE (Polietilene a bassa densità) cioè la plastica flessibile utilizzata per produrre imballaggi, sacchi e borse. Per intenderci, si tratta del materiale che viene usato anche per fabbricare sacchetti per congelare e guanti monouso trasparenti, come quelli con cui si maneggiano le verdure nei supermercati. Il caso potrebbe essere simile a uno precedente esaminato da Il Fatto Alimentare e si tratta di una questione che solo l’azienda può chiarire.

bicchieriDi seguito la risposta dell’azienda produttrice Flo SpA.

Quanto indicato sul bicchiere e sulla confezione è previsto dalla Direttiva Imballaggi, 94/62/CE e successive modifiche e integrazioni. L’art.3 di tale direttiva definisce come imballaggio “tutti i prodotti composti di materiali di qualsiasi natura, adibiti a contenere e a proteggere determinate merci, dalle materie prime ai prodotti finiti, a consentire la loro manipolazione e la loro consegna dal produttore al consumatore o all’utilizzatore, e ad assicurare la loro presentazione. Anche tutti gli articoli «a perdere» usati allo stesso scopo devono essere considerati imballaggi”.

Inoltre, l’art. 8 comma 3 della stessa Direttiva recita quanto segue: “gli imballaggi devono essere muniti dell’opportuna marcatura apposta sull’imballaggio stesso o sull’etichetta e deve essere chiaramente visibile e di facile lettura. La marcatura deve essere duratura e permanere anche all’apertura dell’imballaggio”.

La busta in LDPE, di cui alla foto inviata dal gentile consumatore, costituisce l’imballaggio primario del prodotto finito bicchieri, pertanto secondo la direttiva sopra descritta deve essere identificata con il materiale di cui è composta: 04 LDPE appunto.

Il bicchiere contenuto nella busta non è di per sé un imballaggio almeno fino a quando non venga utilizzato da un qualunque fornitore (es. bar) per vendere una bevanda ad un cliente.

Per questo motivo anche il bicchiere è identificato separatamente come PS 06 (polistirene) in quanto nel momento in cui viene utilizzato come imballaggio è in grado di rispettare i dettami della Direttiva di cui sopra (identificazione del materiale che lo compone).

Flo spa

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  Redazione Il Fatto Alimentare

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3 Commenti

  1. Avatar

    Certo che non ci vorrebbe molto ad aggiungere quattro parole in più in etichetta per specificare: bicchieri in PS06, sacchetto in LDPE… semplificherebbe la vita a tutti quelli che si prendono il disturbo di leggerle, le etichette.

    Un consiglio alla consumatrice pignola: la smetta di comprare bicchieri, piatti, posate e altro ciarpame usa-e-getta, oltre a essere di uno squallore assoluto è un comportamento irresponsabile e ingiustificabile, non importa di cosa siano composti.

    Se la scusa fosse che sono per dei bambini, e quelli in vetro si possono rompere, compri quelli in silicone, che si possono anche prendere a calci senza pericoli, durano una vita, e vanno in lavastoviglie se proprio non le va di lavarli a mano.

  2. Avatar

    Concordo con Mauro NON ACQUISTARE.
    Certo che la risposta dell’azienda è divertente un equilibrismo perfetto. Non acquistare

  3. Avatar

    Invece di fare tanto “terrorismo psicologico”, piuttosto che dire che gli oggetti usa-e-getta non andrebbero acquistati (poiché, addirittura, uno “squallore assoluto”), basterebbe avere un po’ di senso civico e gettarli, una volta ripuliti, nell’apposito contenitore della plastica da riciclare.

    Oltretutto, il silicone di cui si riempie tanto la bocca (o la tastiera), può comportare allergie & Co. Altrettanto squallido, no?!?

    Il problema delle plastiche disperse nell’ambiente, NON è l’oggetto in se, ma chi se ne frega e lo getta tra i rifiuti comuni (secco) o, peggio, nell’ambiente stesso.
    Queste persone sono uno squallore assoluto!